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Insegnare ai bambini a chiedere scusa

ottobre 4, 2016 9:19 am

Una brutta parola a un amico, prendere un gioco altrui senza chiederlo: sono situazioni in cui un bambino deve imparare a chiedere scusa, comprendendo il fatto per non farlo più.

Alcuni comportamenti poco piacevoli sono naturali durante la crescita dei bambini. In ogni piccolo è insita una certa dose di aggressività che è giusto che ci sia, poiché li aiuta a crescere e ad imporre la propria volontà senza farsi sovrastare dagli altri, quindi ad affermare il proprio carattere. Esiste però una linea sottile che divide il comportamento deciso ma comunque corretto con l’atteggiamento sbagliato che nostro figlio deve comprendere: ed è a questo confine che va educato il piccolo per stabilire quando e l’importanza del chiedere scusa.

L’esempio vale più delle parole
Porgere le proprie scuse a un amico non è un concetto facile per un bambino, perché lui, semplicemente, non si rende conto di avere sbagliato: secondo lui ha semplicemente imposto la sua volontà contro qualcosa o qualcuno che ostacolavano il suo desiderio e in questo non ci vede nulla di male. Sta ai genitori, ai nonni e a chi si prende cura di lui spiegare che alcuni limiti non vanno superati. Anche in questo caso, l’esempio vale più di mille prediche. Un bimbo abituato a vedere la mamma che chiede scusa a papà dopo una battuta un po’ acida o i nonni che si porgono le rispettive scuse dopo un diverbio, apprenderà naturalmente e senza sforzi il concetto che alcune parole, gesti o comportamenti non vanno bene e quindi, si deve chiedere all’altro perdono per averli compiuti. Verso i quattro-cinque anni si deve rafforzare questa strada educativa, invitando il bimbo a riflettere su quello che ha commesso. Se, per esempio, ha strappato di mano a un amichetto un gioco, gli si può chiedere – ti sembra bello quello che hai fatto ? Ovviamente il nostro bambino deve aver realmente commesso qualcosa di sbagliato: se si è limitato a riprendersi un gioco suo, che il suo amico gli aveva portato via, non è lui a dovere chiedere scusa. È giusto anzi che imponga la sua volontà, per riappropriarsi di quanto gli spetta. Con il tempo, più sicuro di sé, imparerà a essere più assertivo.

Le situazioni che richiedono le scuse
Il chiedere scusa ha un valore molto più ampio e non si limita all’episodio in sé, ma accompagna il bambino in un percorso di crescita e di maturazione caratteriale e comportamentale. Si deve far capire al piccolo che dire – scusami – a un amico non risolve solo la situazione sul momento, ma presuppone un cambiamento: significa che, la volta successiva, il comportamento sarà diverso, più corretto e che quella parola, quel gesto, non ci saranno più. Chiedere scusa per poi comportarsi esattamente come prima è un modo ipocrita di essere ben educati ma fondamentalmente senza un reale atteggiamento onesto nei confronti degli altri. Anche in questo caso l’esempio della famiglia è essenziale ma, come spiegano gli esperti dell’Università del Michigan, si deve insegnare ai bambini a essere empatici, ossia a mettersi nei panni degli altri. Il piccolo ha dato uno schiaffo al fratellino? Ha urlato contro un amico ai giardinetti? Appurato che non l’ha fatto per una giusta causa, gli si può dire: – come ti sentiresti tu al suo posto? Riflettere su quanto un comportamento può far male è un modo per entrare nei panni degli altri. Questa relazione empatica, secondo gli esperti, aiuta a essere più sensibili, fa maturare il carattere e faciliterà le relazioni interpersonali.

Sahalima Giovannini

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