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Le regole sono necessarie, aiutano i bambini a crescere

settembre 21, 2016 3:33 pm

È difficile dire di no ai propri bambini o vietare loro qualcosa, si cede perché non si resiste a quel visino deluso. Le regole impartite ai bambini aiutano a vivere meglio l’adolescenza.

È stata dura, ma ce l’ha fatta: la mamma è riuscita a uscire in tempo dall’ufficio, rimandando la telefonata al mattino successivo. Corre a scuola giusto in tempo per ritirare il bambino, che pochi minuti dopo le chiede di comprare il gelato, poi un gioco nuovo in cartoleria. Al supermercato le richieste vanno avanti e il piccolo pretende un pallone. La mamma cede: per una volta che è riuscita a predere a scuola il suo bimbo vuole solo riempirlo di coccole. E’ importate fermarsi a riflettere: si quali coccole un bambino a bisogno? Dell’affetto dimostrato o delle richieste materiali soddisfatte?

Quel pericoloso senso di colpa
I bambini hanno un sesto senso per cogliere le debolezze dei propri genitori. Sanno che spesso è sufficiente un’espressione triste, una frase del tipo – mi sento trascurato – per indurre la mamma e il papà a soddisfare i loro desideri. In effetti per tutti non è semplice dire di no a quel visino implorante, ma lo è in modo particolare alle mamme e ai papà che trascorrono molto tempo fuori casa e sono costretti loro malgrado a delegare il tempo dei figli a nonni o baby sitter. Un piccolo dono o il chiudere un occhio se il piccolo si comporta male in un negozio toccando dappertutto, sono atteggiamenti frequenti, come se si volesse colmare la mancanza del tempo con la coprensione. Questo, purtroppo, non è l’atteggiamento vincente per educare un bambino, dire sempre di sì concedendo tutto non rafforza l’autostima del bambino, il quale viene abituato a essere perennemente insoddisfatto e quindi a chiedere sempre di più. Al contrario, quale sano – no – o – ora basta dobbiamo proprio andare – sono come rassicuranti pareti di una casa invisibile. Il no aiuta il bambino a sentirsi protetto trasmettendogli il concetto che c’è chi decide per lui. Tutto questo ha un potere fortemente rassicurante e non solo, le regole, devono essere impartite da subito ai bambini affinché diventino parte importante della vita sia per gli adolescenti sia una volta loro stessi adulti. Dire no è necessario per un buon sviluppo ed integrazione nel mondo del domani quando necessariamente arriveranno i no non solo dalle leggi istituzionali ma anche dalle legge morali del buon convivere.

Regole, poche ma buone
Come i no e i piccoli divieti, anche le regole sono importanti per la crescita equilibrata di un bambino, perché gli fanno capire che cosa è giusto e che cosa invece non si deve fare. Concedere tutto a un bambino senza far comprendere il perché alcuni atteggiamenti devono essere evitati, significa trasformarlo in un ragazzino che a scuola faticherà a trattenere la propria esuberanza e, soprattutto, non rispetterà persone e ambienti e questo potrà creargli problemi nei rapporti interpersonali. Ovviamente non occorre creare un intero mondo di divieti, ma poche, efficaci regole che vanno messe in pratica più con l’esempio che con lunghi discorsi che inevitabilmente finiscono per non essere compresi. È ovvio, per esempio, che a tavola si sta tutti insieme, con la televisione spenta e senza smartphone alla mano, a fa rlo però devono essere proprio tutti, a partire dai genitori. Se il bambino ha già giocato due ore al parco e inizia a fare freddo, è tempo di rientrare: certo, si possono concedere ancora cinque minuti, ma devono essere cinque e non mezz’ora, prolungandosi ulteriormente se il bambino fa i capricci. Le regole insegnano al piccolo a comportarsi bene, ad attendere, ad avere pazienza, a incassare eventuali rifiuti senza prendersela. I piccoli strappi devono essere tali, non diventare essi stessi la regola: sono ammessi con le persone che vedono meno il bambino, come i nonni o gli zii per esempio, ma se anche queste figure sono investite di una funzione educativa, per esempio, gestendo i bambini al pomeriggio quando i genitori non ci sono, devono necessariamente adeguarsi alle indicazioni fornite dai genitori.

Giorgia Andretti

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