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Divisa, grembiule o casual: quale abbigliamento

agosto 30, 2016 3:21 pm

In qualche istituto è obbligatorio il grembiule o la divisa, altrove l’abbigliamento è libero: in questo caso occorre praticità, comodità e buon gusto.

Anche l’abbigliamento è importante: dalla scuola per l’infanzia in poi, infatti, gli indumenti rappresentano l’involucro con il quale fin da bambini ci si presenta al mondo esterno, il tramite per comunicare il proprio gusto, per sentirsi parte integrante di un gruppo, oltre che per stare comodi nelle lunghe ore trascorse in classe. Alla scuola per l’infanzia e alla primaria, infatti, i bambini passano ben un terzo della loro giornata. È quindi importante scegliere l’abbigliamento giusto, anche approfittando dei saldi che si trovano ancora nei negozi.

Divisa o grembiule, quando si indossano
La divisa scolastica o il grembiule un tempo erano l’obbligo in tutti gli istituti scolastici, in seguito questo obbligo decadde e nelle scuole pubbliche si permise alle famiglie di vestire i bambini come preferivano. Il grembiule bianco o nero, la divisa solitamente scura con il logo della scuola sono obbligatori oggi soli in alcune scuole private e comunnque a discrezione del dirigente o in base a specifiche direttive. L’abbigliamento uguale per tutti è stato eliminato con la spiegazione che avrebbe represso la fantasia e la capacità dei bambini di esprimersi. Ma non tutti la pensano così: dall’infanzia all’adolescenza, infatti, bambini e ragazzi tendono a vestirsi tutti in modo molto simile gli uni gli altri, scegliendo gli stessi pantaloni, le stesse t-shirt e le medesime scarpe. I ragazzini hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo e in quest’ottica la divisa o il grembiule rispondono bene a questa esigenza psicologica di crescita. Senza contare che essere tutti uguali azzera le differenze socioeconomiche e trasmette il concetto che si è tutti umili, tutti uguali davanti all’apprendimento. E poi, pensiamoci: quando un istituto prepara le magliette o le tute con il logo della scuola spesso i bambini indossano solo quelli.

Gli indumenti pratici e non troppo eleganti
L’eliminazione dell’obbligo del grembiule e della divisa ha permesso che anche i bambini maturassero i loro gusti personali in fatto di abbigliamento. Questo ha avuto però lo svantaggio che molti genitori hanno assecondato le richieste dei bambini, soprattutto di quelli più grandicelli, di indossare abiti e scarpe davvero troppo eleganti e costose. Questo atteggiamento però è molto diseducativo, la scuola non deve essere la passerella di moda ma un luogo in cui si cresce, si apprende e si imparano le regole della convivenza civile. I bambini che vanno a scuola vestiti in modo troppo elegante corrono il rischio di attribuire, con il tempo, troppa importanza all’esteriorità, sottovalutando i principi grazie ai quali si deve davvero emergere a scuola, ossia l’impegno, la curiosità intellettuale e la creatività. Quindi i genitori, più che gli indumenti firmati, dovrebbero privilegiare l’abbigliamento comodo, che faccia sentire a proprio agio il bambino a scuola e che lo aiuti anche a rendersi più autonomo nell’allacciare le scarpe, nel gestirsi da solo quando va in bagno e così via. Sì allora a tute, felpe, leggins, t-shirt facili da lavare e da igienizzare e per cui non farne un dramma se si macchiano o si rovinano un po’.

Giorgia Andretti

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