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In ospedale senza paura

aprile 2, 2003 12:00 pm

Dal Comune di Milano un progetto per aiutare le famiglie e i bambini ad affrontare un ricovero “Conoscere per non avere paura”: è il titolo del progetto promosso dal Comune di Milano, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione “la Fabbrica” e l’Associazione per il Bambino in Ospedale (Aibo), con l’obiettivo di aiutare i bambini e…

Dal Comune di Milano un progetto per aiutare le famiglie e i bambini ad affrontare un ricovero

“Conoscere per non avere paura”: è il titolo del progetto promosso dal Comune di Milano, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione “la Fabbrica” e l’Associazione per il Bambino in Ospedale (Aibo), con l’obiettivo di aiutare i bambini e le famiglie ad affrontare un ricovero in ospedale. Si tratta di una iniziativa ludico-educativa, pensata per i bambini tra 3 agli 8 anni, e costruita sulla sinergia e la collaborazione tra scuola e famiglie.

Alle scuole e agli educatori è riservato un kit che contiene un insieme organico di materiali educativi di facile utilizzo. Il percorso si struttura intorno ad una storia vicina al vissuto dei bambini che ha come protagonista un personaggio simbolico: Gogo. Un po’ clown ed un po’ papà, Gogo introduce i bambini, attraverso una storia in videocassetta, nel mondo dell’ospedale con la funzione di mediare e facilitare l’avvicinamento al tema. Completano il kit due poster da utilizzare in classe, alcuni materiali sanitari (una mascherina, una cuffia da chirurgo, una siringa e un’abbasalingua) ed alcune schede operative per coinvolgere i bambini in attività di riflessione ed espressione.

Per quanto riguarda, invece, le famiglie, oltre ad una serie di incontri di formazione curati dall’Associazione Bambini in Ospedale e ad un servizio telefonico informativo gestito dal Centro Coordinamento “Conoscere per non avere paura” (Tel. 02/48.54.12.04), il Comune di Milano ha promosso la pubblicazione e la distribuzione di un opuscolo che raccoglie alcuni suggerimenti per prepararsi e preparare il bambino ad una eventuale ospedalizzazione. Vediamo insieme i consigli più utili.

Come prepararsi ad un eventuale ricovero

  • Se il vostro bambino ha meno di 3 anni è meglio avvertirlo solo due o tre giorni prima. E’ importante digli che andrà in ospedale con la mamma o un’altra persona da lui conosciuta e ripetere le spiegazioni più volte per rassicurarlo.
  • Se il vostro bambino ha tra 4 e 6 anni, la spiegazione semplice e veritiera potrà essere data una settimana prima per permettergli di riflettere e fare domande. Coinvolgetelo anche nei preparativi: comperare il pigiama, preparare le valigie, ecc.
  • Se vostro figlio ha più di 7 anni è consigliabile parlargli francamente qualche settimana prima e coinvolgerlo in tutti gli aspetti della malattia: esami del sangue, radiografie e interventi, visite e operazioni. Dire sempre la verità in modo appropriato aiuta i bambini ad affrontare le difficoltà.

    Come comportarsi durante il ricovero

  • I medici forniscono tutte le spiegazioni sulla malattia. Meglio annotarsi per iscritto le domande da fare e le spiegazioni ricevute e se non capite, richiedete.
  • Assicuratevi che le infermiere conoscano le principali abitudini di vostro figlio rispetto al mangiare e all’andare ai servizi.
  • In ospedale curate vostro figlio come a casa: lavatelo, vestitelo, accompagnatelo in bagno, giocate con lui, mettetelo a letto, coccolatelo.
  • Incoraggiatelo a fare amicizia e giocare con gli altri bambini del reparto.
  • Tranquillizzatelo dandogli spiegazioni sulle cure e sulle procedure mediche.
  • Fate qualunque cosa possa leggerine il lavoro delle infermiere: non date da mangiare o da bere a vostro figlio senza l’autorizzazione del personale, siete discreti e ricordatevi che altri bambino sono più gravi del vostro.
  • Se gli impegni di lavoro o familiari vi tengono lontano da vostro figli, rivolgetevi alla caposala, spiegate le vostre difficoltà, e cercate con lei delle soluzioni.
  • Quando avete bisogno di assentarvi anche per poco non allontanatevi di nascosto e ditegli sempre quando sarete di ritorno. Se il bambino sta giocando o è impegnato in analisi o ricerche mediche lasciate un cartello ai piedi delle letto e avvisate l’infermiera perché possa rassicurarlo.

    Come comportarsi al ritorno a casa

  • Quando il bambino viene dimesso, accertatevi di sapere bene come accudirlo. Scrivete le istruzioni sull’alimentazioni e le medicine.
  • I bambini di tutte le età possono presentare problemi al ritorno a casa dopo il ricovero: hanno comportamenti più infantili del solito, vogliono la luce accesa, la porta aperta, si svegliano più spesso, ripetono continuamente i rituali di rassicurazione. Un bambino che è stato realmente disturbato dal ricovero si rende conto che i genitori non possono sempre difenderlo dal mondo esterno, di conseguenza è probabile che si senta offeso e arrabbiato e si comporti in modo aggressivo. Per lo più si tratta di disturbi lievi e di breve durata: sono reazioni normali, che passeranno in fretta se sarete pazienti e comprensivi.
  • A volte il bambino continua a fare il “malato” per restare a centro dell’attenzione. I genitori possono aiutarlo a superare questo atteggiamento dimostrandogli che è più divertente stare bene e fare tante cose.
  • Ogni tanto parlate dell’esperienza ospedaliera con vostro figlio, anche in modo indiretto, per esempio attraverso una storia che abbia come protagonista un altro bambino o un orsacchiotto. Ricordatevi sempre di concludere la storia con un lieto fine. Anche i bambini di due anni sono in grado di raccontare in questo modo le loro esperienze. Le emozioni, le preoccupazioni ed i timori vanno sempre espressi e mai cancellati.

    In Rete:
    Conoscere per non avere paura

     

    Elena Paloscia

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