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Bambini “inquinati”

settembre 2, 2002 12:00 pm

Sono i nostri figli a pagare il prezzo più pesante allo smog e alla contaminazione chimica del cibo “Bombardati” da 15.000 sostanze chimiche sintetiche, appestati dall’ inquinamento atmosferico, avvelenati dal cibo contaminato, i bambini europei sono sottoposti ad una serie crescente di eco-minacce e si calcola che fino al 40% del peso globale delle malattie…

Sono i nostri figli a pagare il prezzo più pesante allo smog e alla contaminazione chimica del cibo

“Bombardati” da 15.000 sostanze chimiche sintetiche, appestati dall’ inquinamento atmosferico, avvelenati dal cibo contaminato, i bambini europei sono sottoposti ad una serie crescente di eco-minacce e si calcola che fino al 40% del peso globale delle malattie attribuibili a fattori ambientali coinvolga i bambini sotto i 5 anni. In Italia, nelle 8 maggiori città, si stimano ogni anno 30.000 casi acuti di asma nei bambini al di sotto dei 15 anni. Il dato è emerso in un recente convegno dedicato al “futuro dei bambini” e promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dal ministero dell’Ambiente.

Smog e fumo sotto accusa
“Per quanto riguarda l’ Italia – ha spiegato Roberto Bertollini, direttore tecnico dell’Oms Europa – la minaccia più rilevante per i bambini è rappresentata dall’inquinamento atmosferico: la qualità dell’aria è in continuo peggioramento e ciò ha effetti acuti e cronici sui più piccoli e non sappiamo ancora che peso avrà quando diventeranno adulti”. Inoltre, ha aggiunto, “c’è il grave problema del fumo passivo: si calcola che il 25% degli italiani fuma ed i bambini che respirano le sigarette degli altri sono a rischio asma e malattie respiratorie, che spesso si ripropongono e si cronicizzano da adulti”. I bambini occidentali poi, ha osservato Bertollini, “sono soggetti a più elevati rischi di allergie rispetto ai loro coetanei dell’Europa orientale. Ciò è dovuto al fatto che questi ultimi contraggono più malattie batteriche e virali, diventando così immuni alle allergie”. Lo studioso suggerisce quindi che uno “stile di vita occidentale” è associato ad aspetti che determinano l’insorgere di allergie ed asma nell’infanzia e nell’adolescenza.

L’asma come malattia emergente
Proprio l’ asma e la malattia emergente nell’infanzia in Europa occidentale. In alcune aree circa un bambino su tre è afflitto da sintomi asmatici. Nei Paesi dell’Ovest il tasso è addirittura superiore di 10 volte rispetto a quello che si registra negli Stati dell’ Europa orientale. In Italia, il 10% dei bambini soffre d’asma e la tendenza è in crescita. La Gran Bretagna è addirittura al 32%. I bambini sono più pesantemente esposti agli inquinanti rispetto agli adulti: infatti, i più piccoli respirano, mangiano e bevono più dei grandi, rispetto al loro peso corporeo. Ad esempio, l’ aria respirata da un neonato addormentato è, rispetto al peso corporeo, il doppio rispetto a quella assorbita da un adulto. Quanto alla dieta, un bambino assorbe il 50% del piombo presente nei cibi, mentre un adulto soltanto il 10%. Proprio i bambini al di sotto dei 10 anni rientrano tra i gruppi più vulnerabili alle malattie trasmesse attraverso acqua e cibo. Tra le possibili conseguenze per la salute di residui di pesticidi ed agenti chimici presenti nell’ ambiente, cibo ed acqua veicolano sostanze con effetti immunologici, cancerogeni, neurotossici e sul sistema endocrino. L’esposizione a queste sostanze è associata a handicap nello sviluppo, quali difficoltà fisiche, cognitive, sensoriali, verbali, in particolare ritardo intellettuale e incapacità nell’apprendimento.

 

Matteo De Matteis

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