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Lotta all’elettrosmog

febbraio 19, 2001 12:00 pm

Alla Camera passa la normativa che disciplinerà l’installazione di cavi ad alta tensione e ripetitori Tv Una minaccia silenziosa ma pressante. E’ quella che subiscono almeno 25mila bambini in Italia esposti a livelli eccessivi di onde elettromagnetiche. Secondo le ricerche condotte dall’Istituto superiore di sanità, almeno 6.500 minori subiscono un’esposizione a livelli di microtesla (unità…

Alla Camera passa la normativa che disciplinerà l’installazione di cavi ad alta tensione e ripetitori Tv

Una minaccia silenziosa ma pressante. E’ quella che subiscono almeno 25mila bambini in Italia esposti a livelli eccessivi di onde elettromagnetiche. Secondo le ricerche condotte dall’Istituto superiore di sanità, almeno 6.500 minori subiscono un’esposizione a livelli di microtesla (unità di misura del campo magnetico) tra 1 e 2 quando è stato scientificamente evidenziato il rapporto tra onde elettromagnetiche e leucemia infantile. La cronaca, inoltre, ci informa quotidianamente sul disinteresse delle autorità in merito a casi di evidente pericolosità, non ultima la vicenda della scuola Leopardi di Roma, attigua ai ripetitori di Monte Mario. Complessivamente, sarebbero almeno 200mila gli italiani sottoposti a livelli di emissione di onde elettromagnetiche superiori a 0,5 microtesla.
Ora la Camera ha definitivamente varato la legge quadro sull’inquinamento elettromagnetico. La nuova disciplina intende tutelare la salute dei cittadini e l’integrità dell’ambiente dal rischio procurato dall’esposizione ai campi elettromagnetici sia per quanto riguarda le basse frequenze, generate dalle normali linee elettriche, che le frequenze più alte prodotte da impianti per telefonini, super antenne e ripetitori Tv. In questo modo il Parlamento ha inteso dare certezza di regole sull’intero territorio nazionale e nei confronti di tutti i soggetti coinvolti, cittadini e autorità locali. Sarà compito del Governo, adesso, definire le misure da rispettare e i provvedimenti da adottare concretamente per dar corpo alla nuova normativa secondo alcune linee guida.

Criteri di tutela
L’esecutivo ha 2 mesi di tempo per stabilire i limiti di esposizione e i cosiddetti valori di attenzione. I primi non dovranno mai essere superati, i secondi riguarderanno le misurazioni che potranno essere effettuate in case, edifici pubblici, cinema, teatri ed altri spazi abitativi. Sempre con provvedimento amministrativo i vari ministeri dovranno individuare i “Criteri di qualità” , relativi a standard urbanistici, prescrizioni e incentivi per utilizzare al meglio le tecnologie disponibili e i criteri per la localizzazione degli impianti.

Catasto degli impianti
Entro 4 mesi dovrà essere disegnata una “mappa” di impianti e apparecchiature elettriche e di telecomunicazione nazionali, oltre ai tracciati degli elettrodotti.

Tutela del paesaggio
Altri 4 mesi saranno necessari al Governo per approntare un regolamento con le indicazioni non solo sulle caratteristiche tecniche degli impianti, ma anche sulla localizzazione dei tracciati.

Piani di risanamento
I gestori di impianti radioelettrici avranno due anni di tempo per adeguarsi alle nuove norme. Saranno invece concessi 10 anni per risanare gli elettrodotti. Pesanti le sanzioni in caso di inadempienze: da 2 a 600 milioni oltre la sospensione o revoca della licenza.

Scheda informativa per gli apparecchi domestici
Tutti gli elettrodomestici, oltre, ovviamente, ai telefoni cellulari, dovranno avere una scheda o un’etichetta su cui andranno riportate le informazioni sui livelli di esposizione, la distanza consigliata e i criteri di sicurezza. Un regolamento governativo indicherà le informazioni che i fabbricanti di apparecchi di uso domestico o di lavoro saranno tenuti a fornire ai clienti.

Campagna di informazione
Per informare i cittadini dei rischi, ma anche delle precauzioni da prendere, è prevista l’organizzazione di alcune campagne di informazione per le quali sono stati stanziati 2 miliardi.

Parlando quindi di nuovi limiti che il Governo potrebbe adottare, si può ipotizzare che venga fissato in 0,2 microtesla il limite imposto per i cavi ad alta tensione di nuova costruzione. Il cosiddetto “valore di attenzione” potrebbe essere stabilito in 0,5 microtesla e interesserebbe il livello di elettrosmog riscontrato in abitazioni, scuole e uffici. Se i prossimi decreti attuativi della legge dovessero confermare questi limiti, l’Enel dovrebbe spostare o interrare centinaia di km di cavi per una spesa particolarmente rilevante. Si spera che tali costi non ricadano tutti, fatalmente, sulle bollete degli italiani.

In Rete:
Il WWF contro l’elettrosmog
Istituto superiore di sanità
Lo sportello “Elettrosmog” del Codacons
Associazione salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

 

Giancarlo Strocchia

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