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Nei primi due anni di vita non deve essere inserito sale negli alimenti

marzo 19, 2015 9:33 am

In Italia e in genere nel mondo occidentale si aggiunge sale alla pappa dei bambini piccoli: una pratica sbagliata, infatti, la concentrazione elevata del sale predispone ai disturbi circolatori. Prima dei due anni il sale va proibito.

Un tramezzino con prosciutto crudo. Un pezzo di parmigiano da sbocconcellare. Ma anche un pizzico di sale in più nel passato di verdura, per renderlo più saporito così il bambino lo mangia più volentieri. Nessuno immaginerebbe quanto queste abitudini innocue, promosse da mamme e da nonne di buona volontà, possono essere nocive per la salute dei bambini. Certo, sul momento, mangiare sapido ha come unico effetto quello di aumentare il bisogno di bere, proprio aumentato a causa della concentrazione elevata di sale. Con il tempo, però, le conseguenze si vedono, eccome: i bambini si abituano a mangiare alimenti sempre più saporiti, prendono l’abitudine di aggiungere sale e, con il tempo, questo si traduce in un aumento della pressione arteriosa, addirittura negli anni dell’adolescenza.

L’abitudine di mangiare troppo salato non è solo italiana. In Inghilterra, tre bambini su quattro assumono ogni giorno una quantità di sale superiore a quella massima raccomandata. Per gli esperti la dose massima è di 400 mg al giorno fino ai 12 mesi e successivamente può essere aumentata, ma solo di poco, per raggiungere la dose giornaliera di 5 grammi negli adolescenti e negli adulti, secondo quanto viene raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ovviamente è difficile togliere l’abitudine al sapore salato, perché eliminando il sale il cibo appare subito meno appetibile. È quindi bene non aggiungere sale nella pappa dei bambini, è bene ricordarlo, loro non amano i sapori troppo intensi, abituati come sono al gusto delicato e dolce del latte. Almeno fino a tutto il primo anno di vita, meglio ancora se fino al secondo, non si dovrebbe aggiungere sale nelle pappe: i bambini non ne sentono la mancanza. Si può anche preparare per tutta la famiglia, aggiungendo sale o concentrato di brodo solo per i genitori, a cottura ultimata quando il bimbo è stato già servito. Andrebbe evitato anche il sale nell’acqua di cottura di pasta e riso, così come delle verdure già dotate di sali propri.

Occhio al sale nascosto
Il sale nocivo per la salute di un bambino non è solo il pizzico di sodio aggiunto ai cibi, ma è anche quello che non si vede ma che è presente in grandi quantità in salumi, formaggi stagionati, pizza, alimenti in scatola. Questi cibi, insomma, andrebbero proposti il più tardi possibile al bambino. I formaggi stagionati, come grana, parmigiano o pecorino, sono concessi perché ricchi di calcio e di altri minerali che fanno bene alla salute, ma contengono anche molto sale. Per questo è bene evitare di proporre al bambino un pezzo di formaggio intero: meglio grattugiarlo e aggiungerlo al passato o alla pastina, cotti ovviamente senza altro sale. Quando si prepara il passato di verdura con legumi, ottima fonte di fibra e proteine, si dovrebbero usare i legumi freschi o almeno secchi: quelli in scatola già cotti sono pratici ma possono contenere tantissimo sale. Anche la pizza contiene tanto sale. Se ai bambini piace, si può preparare in casa con semplice pasta per pane schiacciata e condita con salsa di pomodoro e pezzetti di mozzarella, insaporendo con origano o basilico fresco. Insomma, per attizzare l’appetito dei bambini non serve il sale, ma solo un po’ di fantasia.

Giorgia Andretti

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