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Gli energy drink non sono adatti ai bambini: possono renderli iperattivi

febbraio 19, 2015 9:30 am

Le bevande ricche di sostanze energizzanti non andrebbero proposte ai bambini. Secondo il parere di alcuni esperti, infatti, potrebbero causare disturbi dell’attenzione e iperattività oltre al già noto rinforzo verso l’obesità.

Negli ultimi anni sono entrate nelle abitudini alimentari dei più giovani i cosiddetti – energy drink: bevande ricchissime di zuccheri, ma soprattutto contenenti sostanze particolari, in grado di aumentare l’energia e la soglia di attenzione. Tali prodotti hanno subito riscosso un grande successo soprattutto tra i giovani e gli adolescenti, più che per il loro sapore, sulla cui gradevolezza ci sarebbe da discutere, per il fatto di essere state immediatamente considerate come trendy, associate a un’immagine positiva e vincente, anche sulla scorta di astute campagne pubblicitarie. E, come spesso succede, un prodotto inizialmente proposto per un target di giovani adulti o, per lo meno, di adolescenti, ha velocemente conquistato anche i giovanissimi: bambini della scuola elementare o, peggio, della materna, ai quali queste bevande piacciono proprio perché sono considerate bevande innocue da grandi da grandi. E forse proprio per questo i genitori non le negano, considerandole alla stregua di altre bibite dolci come il tè freddo, l’aranciata o le bevande a base di cola. In realtà, permettendo questi prodotti ai bambini, si commette un duplice errore: in primo luogo, si forniscono ai bambini un eccesso di calorie e di zuccheri semplici, instaurando di fatto un’abitudine che può far lievitare il peso fino all’obesità, con tutti i disturbi correlati. La novità però è un’altra: secondo recenti studi, bere questi drink energetici potrebbe nei bambini far addirittura sviluppare problemi di iperattività e deficit dell’attenzione.

Bevande energetiche, rischio di ADHD
L’abuso degli energy-drink in età scolare aumenterebbe addirittura del 66% il rischio di sviluppare la sindrome da deficit di attenzione e iperattività – ADHD. Si tratta di un disturbo neuro-comportamentale tra i cui sintomi primeggia la tendenza all’iperattività, difficoltà di concentrazione anche solo per un tempo minimo e anche nelle situazioni in cui tale attenzione è indispensabile. Ad affermarlo è una ricerca della Yale School of Public Health pubblicata sulle pagine della rivista Academic Pediatrics. Per arrivare all’allarmante risultato gli scienziati statunitensi hanno monitorato le abitudini alimentari di oltre 1600 ragazzi in età scolare. In particolare l’indagine è stata svolta nelle scuole medie del Connecticut. Dalle analisi è emerso il legame tra consumo di energy-drink e sviluppo di sintomi paragonabili all’ADHD. L’effetto , secondo i ricercatori, è dovuto al mix di sostanze presenti quali taurina, caffeina e guaranà. Gli autori dello studio raccontano che risultati ottenuti sono in linea con le raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics: i genitori dovrebbero limitare il consumo di bevande zuccherate e in particolare evitare il consumo di bevande energetiche.

Ridurre anche le bevande troppo dolci
A salire sul banco degli imputati nel danneggiare la salute dei bambini ci sono infatti anche le bevande troppo zuccherate. Queste, in comune con gli energy-drink, hanno la caratteristica di contenere elevati livelli di zucchero. Alcune bevande commercializzate negli Stati Uniti ne contengono oltre 40 grammi. Una dose ampiamente superiore al fabbisogno giornaliero: non deve superare i 30 grammi circa. Quest’ultimo –sottolineano i ricercatori- è un dato da non trascurare. Le bevande zuccherate infatti, oltre al presunto legame con i sintomi di ADHD, sono strettamente correlate all’aumento di peso e allo sviluppo dell’obesità infantile. Le abitudini dei ragazzini vanno dunque riviste: il discorso vale anche per i bambini europei e, soprattutto, per gli italiani oggi hanno il triste primato di essere i più grassi in Europa. L’eccessiva ingestione di zuccheri e di calorie infatti non è controbilanciato da una sufficiente attività fisica, perché i ragazzini oggi sono sempre più sedentari. È importante rivedere le abitudini nutrizionali: una lattina di tè freddo zuccherato o di cola apporta oltre 300 calorie – più di un piatto di pasta – mentre un bel bicchiere di spremuta fresca di arancia, senza zuccheri aggiunti, ne contiene appena 70 e, in più, apporta minerali e tante vitamine. La sola acqua fresca è del tutto priva di calorie ed è l’alimento più dissetante in assoluto. Al contrario, sia gli energy drink sia le bibite industriali, ricche come sono di zucchero, dopo l’iniziale refrigerio, fanno innalzare immediatamente il bisogno di bere per diluire gli zuccheri assunti.

Giorgia Andretti

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