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Mamme e… alimentazione

maggio 2, 2002 12:00 pm

Due diverse ricerche mettono a fuoco le responsabilità delle madri all’origine dell’obesità infantile Bambini obesi, mamme sotto accusa. Due diverse ricerche, rese note a poche settimane di distanza l’una dall’altra, mettono a fuoco le responsabilità delle madri nel comportamento alimentare dei figli. Secondo il primo studio, apparso sulla rivista scientifica Journal of Clinical Nutrition, le…

Due diverse ricerche mettono a fuoco le responsabilità delle madri all’origine

dell’obesità infantile

Bambini obesi, mamme sotto accusa. Due diverse ricerche, rese note a poche settimane di distanza l’una

dall’altra, mettono a fuoco le responsabilità delle madri nel comportamento alimentare dei figli. Secondo il primo studio, apparso sulla rivista

scientifica Journal of Clinical Nutrition, le madri oppressive sul fronte dell’alimentazione rendono i figli insicuri, con il risultato che i

bambini non imparano ad auto regolare l’apporto nutritivo in base ai propri bisogni. La ricerca ha preso in esame un campione di 74 bambini di razza

bianca e 49 piccoli di colore di 11 anni di età. Tra i dati raccolti: l’indice di massa corporea, l’altezza e il peso dei minori, e lo stile

alimentare imposto dalle mamme. Dalle interviste con le madri è emerso che più erano coscienti e preoccupate per l’obesità del figlio, maggiore era il

peso del piccolo. Per contro a un atteggiamento “mangia tutto quello che hai nel piatto senza storie” corrispondevano indici di massa

corporea minori. “L’ansia della madre – scrive la relatrice Spruijt Metz – è un fattore di rischio per i chili di troppo che prevale nettamente

sui fattori socio-economici, sul sesso e l’etnia dei piccoli”. Secondo gli esperti l’iper-controllo sul regime alimentare comporta l’incapacità

del bambino di autogestirsi con il risultato che si abbuffa anche quando non ha fame, assumendo più calorie del necessario.

La seconda

ricerca è stata presentata a Verona in occasione del congresso della Sio, la Società italiana di obesità. Partita nel 1999 e finanziata dal ministero

della Salute, è stata condotta su 3400 bambini di 8 anni di Brindisi, Lodi, Bologna, Toscana, Napoli e Lamezia Terme e coordinata dalla pediatra

Margherita Caroli.
Questa ricerca è servita a mettere a fuoco dal punto di vista numerico il fenomeno obesità nell’infanzia. In Italia il

23,9% dei bambini sono soprappeso, hanno cioè un indice di massa corporea superiore alla norma, che li espone al rischio di sviluppare con la crescita

dimensioni corporee patologiche. Il 13,6% sono già obesi, più numerosi al Sud (Napoli 16%, Brindisi 13,4%) rispetto al Nord (Bologna 10,5%, Lodi

6,9%).
L’indagine inoltre conferma la teoria secondo cui gli errori e le carenze culturali delle donne ricadono sulla prole, sottolineando il

fatto che è colpa della famiglia in generale e delle mamme in particolare, se i figli sono grassi e hanno abitudini alimentari scorrette.
“La

ricerca offre diversi spunti di riflessione- afferma la Caroli- e per le prossime campagne di educazione alimentare si dovrà insistere sulla

donna”.
Si è visto infatti che il grado di istruzione della madre è inversamente proporzionale al peso del figlio: meno è istruita più il

piccolo è in carne. Alla domanda “secondo lei un bambino è in buona salute quando: non si ammala, gioca, mangia, dorme, è sereno, è vivace”,

le mamme meno istruite hanno dato maggiore importanza a fattori fisici come mangiare, dormire e non ammalarsi, mentre le più istruite hanno dato peso

agli aspetti psicologici.
Si è notata poi una correlazione tra indice di massa corporea dei bambini e quelli di entrambi i genitori: è raro che in

famiglie di magri ci siano grassi e viceversa e questo non solo per motivi genetici; il 20% delle mamme obese sono convinte infatti che i loro figli

mangino poco e hanno il vizio di rimpinzarli.

 

Matteo De Matteis

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