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Lo zucchero e la carie vanno a braccetto, lo ribadiscono gli esperti

settembre 24, 2014 9:30 am

Lo zucchero semplice, quello contenuto nei dolci, caramelle e marmellate è il vero responsabile della carie dentaria nei bambini. Per questo motivo, secondo esperti inglesi, sarebbe necessario ridurne drasticamente il consumo.

Non è di certo una novità riconoscere allo zucchero la responsabilità delle carie dentaria: i dolci a base di zucchero semplice, soprattutto quello molli come i budini, la marmellata, i marsh-mellows sono alimenti pericolosissimi per la salute dei denti. Infatti, quando vengono ingeriti, grazie alla loro consistenza aderiscono alla superficie dei denti, infilandosi anche negli interstizi. L’accumulo di zucchero negli spazi interdentali rappresentano una vera manna per i batteri che popolano il cavo orale attaccando i residui e trasformandoli in acidi, i quali a loro volta iniziano il processo corrosivo dello smalto fino a dare vita alla carie.

Più zucchero semplice, più carie
Non è solo la tipologia di zucchero a essere pericolosa per la carie, anche la quantità giornaliera è fondamentale, lo hanno confermato di recenti i ricercatori americani, è quindi importante ridurre la dose. Già l’Organizzazione Mondiale della Salute aveva ridotto al 5% dell’intero apporto calorico quotidiano la dose raccomandata, pari a 7 cucchiaini per l’uomo e 5 per le donne. Gli esperti dell’University College di Londra invece, affermano che anche questa quantità è eccessiva e che il 5% non basterebbe a ridurre la pandemia di carie che affligge bambini ed adulti. Per questo è necessario un ulteriore giro di vite, arrivando al 3% del quantitativo giornaliero. Gli esperti sono giunti a questa conclusione mettendo in relazione la diffusione di carie nel mondo con l’alimentazione di bambini ed adulti. Negli Stati Uniti il 92% degli adulti fra i 20 e i 64 anni ha almeno una carie nei denti permanenti e nel mondo l’incidenza è aumentata in modo vertiginoso correlato con il consumo di zucchero. Nei bambini un incremento nel consumo di zucchero da zero al 5% raddoppia la prevalenza delle carie.

Un sapore amato già prima di nascere
La sugar tax dovrebbe tassare quelle industrie alimentari e dolciarie in base alle quantità di zucchero utilizzate per la produzione alimentare, anche i ricercatori sono a favore di questa nuova tassa finalizzata a disincentivarne il consumo. Inoltre, le aziende alimentari dovrebbero ridurre progressivamente il contenuto di zucchero al massimo al 2,5%, modificando le proporzioni delle ricette. Purtroppo, rinunciare agli alimenti dolci è il vero problema, è il primo gusto ad essere sperimentato già allo stato di feto è il dolce come mostrano indagini ecografiche. E’ con lo svezzamento che viene abbandonato pian piano il gusto dolce del latte a favore del sapido dei brodi vegetali ed è quindi responsabilità dei genitori evitare il più possibile di offrire alimenti zuccherini. Crescendo, non è necessario offrire al proprio figlio merendine industriali ricche di zuccheri, offrire un frutto, oltre da rispettare il quantitativo di zucchero, è fornire un buon quantitativo di vitamine. Ovviamente non andrebbero concesse caramelle sotto qualsiasi forma durante la giornata. Ogni tanto va bene offrire del dolce, l’importante è che sia una tantun nel pomeriggio seguita subito dal lavaggio dei denti con spazzolino e dentifricio. E non dimentichiamo che, secondo i nutrizionisti, lo zucchero semplice non è un alimento indispensabile: a fornire la dose di energia giornaliera necessaria sono sufficienti i carboidrati complessi di pasta, riso e pane, oltre agli zuccheri propri della frutta e vegetali – come i pomodori e le carote. Un dolcetto non guasta, ma dopo… subito a lavare i denti e tanto movimento all’aria aperta per evitare che si trasformi in grasso.

Lina Rossi

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