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Se la carne fa paura

novembre 14, 2000 12:00 pm

Ecco come assicurare ai vostri figli la giusta dose di proteine e minerali evitando i rischi di “mucca pazza” In Europa è di nuovo allarme per la diffusione tra i bovini dell’encefalopatia spongiforme bovina, conosciuta ormai come morbo della mucca pazza.Nel 1996 l’Unione Europea decise di non importare carni dalla Gran Bretagna a seguito della…

Ecco come assicurare ai vostri figli la giusta dose di proteine e minerali evitando i rischi

di “mucca pazza”

In Europa è di nuovo allarme per la diffusione tra i bovini dell’encefalopatia spongiforme bovina,

conosciuta ormai come morbo della mucca pazza.
Nel 1996 l’Unione Europea decise di non importare carni dalla Gran Bretagna a seguito della

diffusione del morbo tra i bovini e del riscontro di alcuni casi di encefalite spongiforme in pazienti adulti sospettati di aver ingerito carni

“infette”.
Da allora sembrava che la preoccupazione fosse rientrata, ma ecco partire dalla Francia la segnalazione di nuovi casi di

“encefalite spongiforme” e la previsione di 5.000 nuovi casi nei prossimi 10 anni. Questo nuovo allarme ha indotto l’Unione Europea a

sollecitare i paesi membri a mettere in atto controlli più severi e l’Italia, che importa metà delle sue carni dalla Francia, ha emanato un

decreto del Ministero della Sanità in data 29/9/2000 intitolato “misure sanitarie di protezione contro le encefalopatie spongiformi

trasmissibili” e si sta preparando ad un eventuale blocco delle importazioni.

Di fronte all’allarme amplificato da mass media e

associazioni dei consumatori è bene avere chiari i dati sul rischio di diffusione della malattia. In Italia gli ultimi 2 casi di bovini affetti sono

stati segnalati in Sicilia nel 1994 (fonte Istituto Superiore di Sanità): si presume, allora, che i controlli sui bovini italiani da allora siano stati

efficaci. Il problema riguarda piuttosto le carni importate che andrebbero “tracciate”, cioè identificate nella provenienza.
Inoltre

i “prioni”, le proteine che trasmettono la malattia tra i bovini, si ritrovano nei neuroni ed in parte nel tessuto linfatico. Questo vuol

dire che le parti di bovino da evitare sono il cervello, gli occhi, il midollo spinale (che non è quello dell’osso buco), le tonsille e

l’intestino. Mentre degli ovini va evitata anche la milza. In sintesi la carne dei muscoli non contiene “prioni” e può quindi essere

mangiata senza preoccupazione. Va tenuto inoltre presente che l’ encefalopatia spongiforme riguarda i bovini adulti e che la carne di un bovino

con meno di 12 mesi, quella di un vitello, per intenderci, non è considerata a rischio.

Se tuttavia l’allarme in corso vi sta spingendo

ad eliminare o a limitare la carne dalla dieta dei vostri figli è bene tenere presenti quali sono le alternative nutrizionali che consentono di fornire

gli stessi benefici della carne. Questi sono rappresentati dall’alto valore nutrizionale delle proteine, che contengono tutti gli aminoacidi

essenziali e dall’elevata biodisponibilità del ferro, che viene assorbito 3 volte di più rispetto a quello contenuto nei vegetali e nel pesce.

/>Il consiglio fondamentale è quello di seguite la “dieta mediterranea” che ha il pregio di utilizzare i cereali ed i legumi come fonte di

aminoacidi essenziali. Infatti assumendo contemporaneamente la pasta (od il riso) che è povera di lisina ed i legumi (fagioli, lenticchie, piselli, ceci

e fave) che sono poveri di metionina, cistina, triptofano ed isoleucina, si possono compensare questi deficit reciproci e fornire quella che in passato

veniva definita la “carne dei poveri”.
Un alimento facilmente reperibile in Italia è il pesce azzurro (sardine, acciughe, sgombri ed

aguglie) che, per le sue dimensioni è posto all’inizio della catena alimentare e quindi è meno facilmente inquinato. Il pesce contiene un

quantitativo di proteine analogo a quello della carne (15-20%) è ricco di sali minerali, tra cui il calcio e lo jodio, di acidi grassi insaturi

(antiarteriosclerosi) e di fosfolipidi. Il ferro è scarso.
Un’altra valida alternativa è rappresentata dalle uova (ricche di proteine e di

fosfolipidi) e dalle carni di volatili, quali il pollo ed il tacchino e dalla carne di maiale e di coniglio (proteine e ferro).
Non vanno inoltre

dimenticati il latte ed i suoi derivati (formaggi, yogurt e ricotta) che sono ricchi di proteine essenziali e di calcio.
Infine ricordiamo la soja

che è un legume molto ricco di proteine (30%) che in Italia viene utilizzato sotto forma di latte e farina, ma che per fornire tutti i nutrienti

necessari va integrata con fonti di calcio e di ferro.

 

Prof. Luigi Tarani

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