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Le qualità nutrizionali del pesce sono utili per lo sviluppo cerebrale

marzo 14, 2012 10:54 am

Il fosforo, uno dei nutrienti del pesce, è sempre stato indicato come il più grande alleato del buon funzionamento della memoria, oggi sappiamo che sono gli Omega-3, contenuti nella polpa del pesce a fare la differenza

Il pesce rende intelligenti: così ci è sempre stato raccontato dalla mamma quando ci obbligava affettuosamente a mangiare la sogliola a vapore o il nasello al pomodoro. Ebbene sì, la “carne di mare” è sempre stata associata allo sviluppo ottimale delle attività cerebrali e cognitive, proprio come la carne ci veniva proposta “per diventare grandi e forti”. Il merito del pesce veniva attribuito essenzialmente alla presenza del fosforo, il minerale di cui il pesce è molto ricco. Le capacità attribuite al fosforo sono di stimolare e migliorare la memorizzazione e la capacità di concentrazione, sembra in fatti che attivi i neuroni specifici delle aree cerebrali deputate a queste funzioni. Il fosforo contenuto nei pesci, in realtà, non è così facilmente utilizzabile perché la sua concentrazione è relegata soprattutto nella testa del pesce, la parte che difficilmente viene proposta ai bambini ed anche agli adulti, a meno che non si prepari un brodo a base di sole teste di pesce!

Sono grassi, ma buoni!
Il nutriente alleato del cervello, è vero, è contenuto nel pesce ma, contrariamente alle credenze popolari, non è merito tanto del fosforo, quanto di una qualità particolare di grasso contenuto nella polpa del pesce: il grasso Omega-3. Parliamo quindi del grasso buono contenuto nella polpa del pesce: è questo grasso a mantenere giovane il cervello, i neuroni e tutto il sistema cerebrale ne hanno bisogno per il buon funzionamento. Un regime alimentare povero o, peggio ancora, del tutto privo di pesce, è responsabile di un rapido invecchiamento delle strutture cerebrali e cognitive. È stato dimostrato da un ricercatore della California University of Los Angeles, il dottor Zaldy Tan. Il neurologo ha condotto una serie di studi analizzando gli esami sul cervello ottenute da RMN, TAC ed altri test specifici. Le persone sottoposte allo studio avevano tutte la stessa età: un gruppo di persone dello studio consumava abitualmente pesce almeno un paio di volte alla settimana, mentre il gruppo di controllo non aveva il pesce nella propria dieta alimentare. Comparando le RMN e TAC dei due gruppi di persone osservate, il dottor Tan ha messo in evidenza che il gruppo che osservava una dieta povera di pesce e, quindi, di omega 3, mostrava un cervello di dimensioni ridotte in termini di volume. Il risultato evidenziato mette direttamente in relazione le dimensioni del cervello dei due gruppi di controllo mostrando una evidenza: meno consumo di pesce, meno sostanza cerebrale grigia. Questa differenza volumetrica corrisponde a un impoverimento delle funzioni cognitive perché le cellule nervose, non ricevendo la giusta quantità di Omega-3 necessari per il buon funzionamento tendono all’atrofizzazione.

Mettiamo più pesce nel piatto
Gli Omega-3, conosciuti anche come i grassi buoni, hanno la funzione insostituibile di mantenere le cellule nervose ben nutrite e di permetterne il buon stato di salute. In altre parole, gli Omega-3 garantiscono una migliore funzionalità cerebrale e performance più elevate in termine di memoria, concentrazione e capacità di apprendimento. Certo, per i nostri bambini di pochi mesi o anni è presto per parlare di invecchiamento cerebrale ma, il pesce, è ancora più importante per loro proprio perché stanno costruendo il loro patrimonio mnemonico e cognitivo. I bambini sono in perenne stato di allerta, devono apprendere di tutto: parole, concetti e regole. Aiutiamoli dunque fornendo loro gli alimenti adatti al loro sviluppo come il pesce appunto che, oltretutto, è povero di calorie, perfetto, quindi anche per i bambini sovrappeso. Il pesce contiene infatti le proteine nobili, esattamente come la carne, i latticini e le uova ed è molto più ricco di minerali che favoriscono lo sviluppo osseo, oltre che essere digeribilissimo. Inoltre, il vantaggio del pesce è anche quello di essere un alleato delle mamme in cucina: può essere preparato velocemente, al forno con patate, pomodorini, erbe aromatiche e puree di verdure miste, come ragù bianco per la pasta. C’è un unico neo: alcuni bambini, pochi per la verità, sono allergici al pesce. È quindi bene iniziare con pesci con un indice di rischio basso come la sogliola, il nasello e la trota a piccole porzioni. Sarà il pediatra a stabilire l’ordine di inserimento delle varie specie di pesce nello svezzamento del nostro bambino.

Sahalima Giovannini

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