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Vitamine B, quando proporle ai bambini

novembre 2, 2018 10:00 am

Ci sono situazioni in cui i bambini hanno bisogno di assumere una quantità maggiore di vitamine soprattutto del gruppo B, sostanze essenziali per il benessere ma poco conosciute

 

Quando si parla di vitamine, le mamme pensano soprattutto alla vitamina C, la vitamina per definizione. Pochi conoscono le vitamine del gruppo B, sono vitamine essenziali perché regalano energia e proteggono da disturbi della crescita. Ne hanno parlato gli esperti della Federazione Italiana Medici Pediatri, secondo i quali diete sbilanciate, problemi intestinali, infezioni respiratorie frequenti, obesità e attività sportiva intensa possono causare carenza di questi nutrienti. Le mamme italiane sono poco informate su queste vitamine. Secondo un’indagine di GFK Eurisko, solo una su dieci sa che migliorano le prestazioni del sistema immunitario e solo due su dieci  hanno usato un’integrazione di queste sostanze dopo una malattia o una cura antibiotica.

 

A cosa sono necessarie le vitamine B

Le vitamine del gruppo B svolgono numerose funzioni essenziali e sono fondamentali per lo sviluppo di organi e apparati, in particolare del sistema nervoso. Per questa ragione, l’apporto attraverso l’alimentazione deve essere adeguato: se questo non succede, può essere necessario ricorrere a un integratore. Ma quanto può servire tale supplementazione? I pediatri si sono confrontati stabilendo i cinque più frequenti utilizzi. Si adottano in caso di diete sbilanciate, cioè regimi alimentari in cui si escludono categorie di nutrienti per intolleranze e allergie, per esempio l’allergia all’uovo e al latte, alimenti che sono fonte importante di vitamine B. Il rischio si corre perché oggi c’è spesso la tendenza a far seguire anche ai bambini alimentazioni come quelle vegetariane e vegane, non sempre ben pianificate con l’aiuto del nutrizionista pediatrico ma basate su uno scorretto fai-da-te. La mancanza delle carni, per esempio, priva di importanti vitamine del gruppo B.  Queste vitamine sono indispensabili in certe situazioni. Servono soprattutto in caso di infezioni respiratorie per favorire l’attività del sistema immunitario, in caso di malassorbimento per celiachia o malattie croniche infiammatorie intestinali, oltre che nel caso di pratica di un’attività sportiva ad elevato dispendio energetico. Proprio di queste situazioni parleranno gli opuscoli – B top five –  un documento che sarà distribuito dai prossimi mesi ai pediatri.

 

Ecco dove si trovano le vitamine del gruppo B

Prima ancora che con la supplementazione, le vitamine del gruppo vanno procurate con una alimentazione equilibrata. Per questo bisogna procurarsi i cibi che ne sono una buona fonte. La Vitamina B1 o tiamina permette all’organismo di metabolizzare i carboidrati, nutrienti che garantiscono energia. È presente nei cereali, nei legumi, nella carne di maiale, nel lievito di birra. Quanta ne occorre: il fabbisogno quotidiano per una persona è di 0,8 mg almeno. La vitamina B2 o riboflavina mantiene in salute pelle, mucose e tessuti intestinali. Procurarsela non è difficile, a patto di seguire un regime alimentare che comprenda cibi che la contengano: latte, uova, cereali integrali, lievito di birra, germe di grano. La vitamina B5 o acido pantotenico è presente anch’essa in cibi come fegato, tuorlo d’uovo, legumi e cereali. Ne occorrono: 3-12 mg al giorno e di solito basta seguire una alimentazione variata per procurarsi questa dose. La vitamina B6 o piridossina è importante perché precorre la produzione di un enzima coinvolto nel metabolismo e nell’utilizzo delle proteine, nella sintesi dell’emoglobina la proteina che lega il ferro all’interno dei globuli rossi del sangue, il metabolismo dei carboidrati e dei lipidi. La vitamina B9 o acido folico da qualcuno chiamata anche vitamina M è una sostanza essenziale per la sintesi dei globuli rossi e per la salute del sistema nervoso. Dove si trova: è presente in cereali, tuorlo d’uovo, fegato, rognone, vegetali a foglia verde. In gravidanza, il fabbisogno aumenta perché si sta formando il sistema nervoso del feto e l’acido folico in quantità adeguate assicura la formazione corretta del tubo neurale. Il ginecologo può quindi prescrivere la dose di 7,5 mg di acido folico al giorno, da prima del concepimento fino al terzo trimestre. La vitamina B12 o vitamina J si procura da una dieta varia, che comprenda però anche alimenti di origine animale: carne bianca e rossa, pesce, latticini, uova. Si rischiano carenze solo se si segue una dieta vegana, del tutto prima di cibi animali. È pericoloso soprattutto per la donna in gestazione e per i bambini molto piccoli: se quindi si sceglie un regime vegano è necessario affidarsi a un buon nutrizionista che potrà proporre una integrazione di questa sostanza.

 

Lina Rossi

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