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Obesità: una tassa sulle bevande zuccherate

ottobre 23, 2018 10:00 am

Medici e diabetologi appoggiano l’iniziativa di mettere una tassa sulle bevande zuccherate portata avanti dal quotidiano on line: Il fatto Alimentare. Un aiuto per contrastare l’obesità

Si rivolgono anche al Ministro della Salute on. Grillo i medici e i diabetologi in appoggio all’iniziativa de: Il fatto alimentare, quotidiano on line a proposito dell’introduzione di una tassa sulle bevande zuccherate. Un aiuto concreto per contrastare l’aumento di obesità e diabete che si sta verificando anche nel nostro paese. Secondo i dati dei diabetologi, in Italia un bambino su dieci sotto i dieci anni di età è obeso, mentre il 21% è in sovrappeso.

 

La proposta degli esperti per combattere l’obesità

La proposta è di aumentare del 20% il prezzo dello zucchero aggiunto alle bibite come si fa già in Inghilterra, per aumentare di conseguenza il prezzo della bibita stessa. Questo sortirebbe due effetti: da una parte porterebbe a un incasso di 235 milioni di euro, che potrebbero essere investiti in campagne di educazione alimentare e in altri sistemi che favorirebbero una dieta sana. D’altra parte, poiché le bibite dolci verrebbero a costare di più, questo potrebbe essere un incentivo ad acquistarne meno e a orientarsi invece su bevande a calorie zero, prima tra tutte l’acqua naturale. Tra le società scientifiche hanno già aderito Società Italiana Diabetologia – SID, Associazione Nazionale Dietisti – ANDID, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – SIPPS, European Childhood Obesity Group – ECOG e Slow Medicine. Nel mondo sono ormai molti i paesi che hanno applicato la sugar tax, la Gran Bretagna, ha proposto di aumentare il costo dello zucchero al di sopra di un contenuto di cinque grammi di zucchero per 100 ml di bibita.

 

L’obiettivo della tassa sulle bevande dolci

Lo scopo ella tassa è disincentivare il consumo di questi alimenti dannosi, facendoli pagare di più. Nei paesi dove la tassa è già in vigore, si è assistito in effetti a una riduzione dell’acquisto e, quindi, del consumo di questi cibi. È un po’ come per le sigarette: se costano di più, se ne comprano meno e si fuma meno. Potrebbe essere una misura valida, ma solo se accompagnata da un piano più ampio di educazione alimentare che rendesse i consumatori consapevoli dei possibili danni in arrivo sulla propria salute acquistando e bevendo questo tipo di bevande. Queste, come altri cibi-spazzatura, forniscono un elevato numero di calorie che non riescono poi a essere smaltite da un’attività fisica insufficiente. La maggior parte dei casi di obesità è dovuta ad una alimentazione non corretta e poco moto. I casi di obesità genetica sono rarissimi.

 

L’importanza dell’educazione alimentare

È comunque importante capire che i divieti non servono, se non si parte da una corretta educazione alimentare e se non ci si muove di più. Infatti anche se, per ipotesi, si eliminassero tutte le bevande zuccherate e tutte le porzioni di patatine fritte, ci sarebbero comunque persone sovrappeso o obese, perché in un mondo dove l’offerta di cibo obesogeno è ricchissima, ci si potrebbe buttare su molti altri alimenti super calorici, consumandone in eccesso. Uno studio recentissimo ha riconfermato che non esistono nutrienti, zuccheri o grassi, a maggiore potere di indurre obesità: tutto dipende dalle quantità che se ne consumano, e quindi dalle calorie che apportano all’organismo. Rientra quindi in gioco la responsabilità individuale: le scelte devono partire da una convinzione personale, non essere imposte. Di certo non possiamo dimenticare che le abitudini alimentari si acquisiscono in famiglia nei primissimi anni di vita quando si forma e cristallizza il senso del gusto. Seguire i consigli e i menù proposti da zia Vittoria a proposito della sana alimentazione è di sicuro utile alla mamma, alla nonna e anche ai papà che si cimentano in cucina per preparare il pasto per la famiglia.

 

Lina Rossi

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