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Preferenze alimentari, l’educazione al cibo è importante

giugno 26, 2018 10:00 am

Non sono coinvolti i geni nei gusti alimentari dei bambini: contano molto di più le abitudini apprese in casa e i cibi che vengono proposti quando i piccoli sono affamati

Bambini sovrappeso per ragioni genetiche: è una favola troppo spesso raccontata ma che non corrisponde al vero. I casi di obesità legata ai geni ci sono, ma sono rari. Nella stragrande maggioranza, un ragazzino ha chili di troppo per le abitudini sbagliate adottate in famiglia, non ultima quella di associare un cibo, solitamente dolce o grasso, a una situazione consolatoria. In questo modo, nella vita anche da adulti, quando saranno abbattuti per qualche motivo, oppure si sentiranno sotto stress, cercheranno consolazione in una bomba calorica.

La valenza emotiva del cibo

Lo ha dimostrato uno studio condotto dallo University College di Londra e uscito sul periodico Pediatric Obesity. Gli esperti hanno studiato i comportamenti alimentari e le condizioni di salute di 400 coppie di gemelli, omozigoti ed eterozigoti, di 4 anni di età. Metà di questi bambini avevano genitori obesi, l’altra metà con genitori normopeso. A mamma e papà veniva chiesto se i figli, quando erano arrabbiati mangiavano di più e se quando erano tristi mangiavano meno. Le risposte hanno mostrato pochissime differenze tra gemelli identici e gemelli eterozigoti. Secondo gli esperti, questo significherebbe che le preferenze alimentari, soprattutto quando si tratta di abbinare un cibo consolatorio a uno stato d’animo negativo, è causato dall’educazione ricevuta nell’ambiente domestico. Inoltre, mangiare in modo emotivo è un’abitudine che passa da una generazione all’altra. Il cibo ha, in effetti, un potere altamente consolatorio. La piacevolezza degli alimenti dolci, grassi, palatabili o molto saporiti, quasi sempre cibi calorici, ha la capacità di innalzare il livello di neurotrasmettitori, come la serotonina e le endorfine, le molecole responsabili del benessere e relax. E così vengono continuamente ricercati.

 

Trovare sistemi migliori

L’alimentazione emotiva comunque, avvertono gli esperti, indica una relazione non equilibrata con il cibo che deve restare sempre un mezzo di sostentamento, essenziale per mantenere la salute e anche per creare momenti di convivialità con gli amici. È però del tutto sbagliato abituare i bambini a consolarsi mangiando. È un fattore di rischio per sovrappeso, obesità e in età adulta problemi cardiovascolari e diabete. In adolescenza possono spingere al binge eating, all’anoressia e alla bulimia. Gli esperti raccomandano quindi ai genitori di abituare i propri figli a gestire le emozioni negative in modi alternativi ma prima di tutto, accettandole come parte dell’esistenza. Inoltre, lo sport può aiutare molto a sfogare la tristezza conseguente alle frustrazioni: gli esperti hanno dimostrato che una semplice camminata di buon passo nella natura aumenta la sensazione di benessere proprio grazie alla maggiore produzione di endorfine. Oppure ci si può dedicare all’ascolto di una buona musica: oltre alle sinfonie classiche, i suoni new age della natura hanno un impatto positivo sul corpo e sulla mente.

 

Sahalima Giovannini

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