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Arriva il caldo, attenzione alle tossinfezioni alimentari

giugno 13, 2018 1:00 pm

Le intossicazioni causate da cibi contaminati sono presenti tutto l’anno, ma con l’arrivo del caldo i batteri proliferano negli alimenti aumentando di fatto il rischio di tossinfezioni

Le intossicazioni alimentari o tossinfezioni alimentari si verificano quando una persona ingerisce un cibo o una bevanda contaminata da un germe nocivo. I cibi possono contenere germi e batteri, per la maggior parte innocui soprattutto se gli ingredienti utilizzati vengono lavati con acqua potabile, cotti e consumati ben caldi. Se, però, nella preparazione dei cibi non vengono adoperate regole igieniche rigorose, anche lavandosi le mani prima di manipolarli, il cibo può risultare contaminato e creare problemi di salute alla persona che lo ha ingerito.

 

Le infezioni alimentari più diffuse

Esistono almeno 250 tipi di intossicazioni alimentari di diverso tipo, si manifestano in genere con disturbi di tipo gastrointestinale. Tra le cause più frequenti di tossinfezione alimentare ci sono i batteri, come la Salmonella, che si trova nell’intestino di molto animali e può raggiungere l’uomo attraverso l’ingestione di carni, pollame, uova, soprattutto poco cotte. Un altro batterio diffuso è il Campylobacter, vive nell’intestino dei volatili e si può trasmettere con l’ingestione di carne di pollame cruda o non ben cotta. I cibi più a rischio sono quelli che impiegano materie prime da usare crude, come la crema all’uovo o la maionese preparate in casa, quindi con uova crude, i gelati artigianali e le salse. Tutti i cibi, insomma, che richiederebbero materie prime di altissima qualità, controllate e pastorizzate, poiché non si ricorre alle alte temperature di almeno 70°, il calore necessario per uccidere gli agenti responsabili.

 

Dove si rischia di più

Il rischio non si corre tanto in casa propria, dove la quantità di cibo preparata è limitata e il consumo è immediato, quanto fuori, per la preparazione dei cibi per le comunità, per esempio mense o strutture sanitarie per questo i NAS effettuano controllo continui. In questi casi la quantità del cibo è molta e soprattutto passa un po’ di tempo prima che i cibi vengano serviti e consumati. Se la conservazione non avviene secondo le procedure ottimali, possono formarsi tossine, rendendo nocivi i cibi dal sapore e dall’aroma perfettamente normale. I sintomi sono tipici: dolore addominale, vomito e dissenteria, a volte febbre. In questi casi è essenziale bere molti liquidi, per compensare la perdita di acqua che si verifica con la dissenteria e il vomito. Poi, nel caso di bambini, anziani o persone deboli, si dovrebbe contattare il medico, cercando di risalire alla possibile causa del malessere e quindi pensando a che cosa è stato consumato e quando. La presenza del medico è anche opportuna per distinguere una possibile tossinfezione da una forma di tipo influenzale. È bene ricordare che nel periodo estivo andrebbero evitati i cibi preparati con ingredienti crudi: maionese e creme, soprattutto se si mangia fuori casa. I cibi vanno conservati con cura in frigorifero, in modo prioritario quelli più deperibili come carne, pesce, latticini. I piatti cucinati vanno lasciati intiepidire e poi riposti subito in frigo e, quando li si consuma, vanno scaldati in modo uniforme fino a essere bollenti.

 

Giorgia Andretti

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