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Se i bambini amano i dolci la colpa è dei geni

marzo 9, 2018 10:00 am

Se i bambini preferiscono i dolci e ne mangiano davvero troppi non è colpa loro o dell’educazione sbagliata, ma di una predisposizione genetica. Ecco come aiutarli

Il dolce è amato da tutti, non è una novità, studi ecografici hanno mostrato che già durante la vita intrauterina il feto inghiotte liquido amniotico in maggiori quantità dopo che la mamma ha ingerito alimenti dolci. Sappiamo anche che il dolce provoca una sorta di dipendenza: infatti, dopo aver consumato un pezzo di cioccolato, oppure un pasticcino o un po’ di marmellata è difficile fermarsi. Il sapore dolce provoca una gratificazione profonda che spinge a cercarne ancora e con difficoltà si attua uno stop. La funzione dell’insulina, prodotta dal pancreas è quella di abbassare il livello della glicemia nel sangue, quindi l’organismo viene a trovarsi in carenza di zuccheri. Ecco perché il dolce viene ricercato e piace. I motivi però non sono solo questi: sembra che ne sia coinvolta anche una predisposizione genetica attiva sui recettori del dolce.

 

Il dolce piace? E’ tutta colpa dei geni

È normale che un bambino scelga per merenda una fetta di crostata invece che bastoncini di carote crude: anche gli adulti lo farebbero. Tuttavia ci sono ragazzini che accettano di buon grado di mangiare un’insalata oppure le verdure al vapore e non sempre vanno alla ricerca del dolce a fine pasto. In altri casi, invece, resistere è proprio impossibile. Secondo un gruppo di esperti, non è questione di abitudini, corrette o sbagliate, ma di geni. I ricercatori dell’Università di Guelph, in Canada, hanno concluso uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients.  Sono state studiate le variazioni genetiche nei recettori del gusto legate alla preferenza dei dolci, alla sensibilità al gusto dei grassi e all’avversione per le verdure a foglia verde amara. La merenda è una componente integrante delle abitudini alimentari nei bambini piccoli allo stesso modo è una fonte importante di calorie nelle diete dei bambini in età prescolare. Lo studio della genetica del gusto può aiutare a capire meglio le preferenze per gli spuntini. Alcuni geni sono stati collegati al gusto del grasso, nello specifico il CD36, al gene TAS1R2 è stato correlato alla preferenza al gusto dolce e il gene TAS2R38 è stato associato all’avversione al gusto amaro, esempio le verdure a foglia verde. Questo studio ha cercato di determinare le associazioni trasversali tra il recettore del dolce e la richiesta di merende dolci da parte dei bambini. I bambini con il genotipo TAS1R2 consumavano significativamente più snack dolci. Nel complesso, questo studio suggerisce che la variazione genetica nei recettori del gusto per il gusto grasso, dolce e amaro può essere associata a modelli di merende nei bambini piccoli.

 

Uno strumento in più per capire

Non è ancora disponibile ovviamente un test genetico per capire se il proprio figlio abbia questa variazione genetica, ma a volte è sufficiente rendersi conto della insopprimibile necessità di consumare alimenti dolci per supporre che la possieda. Ovviamente questa consapevolezza non può e non deve essere una scusa per lasciargli mangiare tutti i dolci che desidera perché – tanto non si può fare nulla, è fatto così. La variante genetica, infatti, non mette al riparo dalle conseguenze di un uso eccessivo di dolciumi: carie, sovrappeso e, più avanti negli anni, disturbi cardiovascolari e diabete. È invece importante evitare di acquistare e, quindi, di far trovare in casa alimenti zuccherini: dolci e bibite. Per soddisfare il desiderio di mangiare qualcosa del proprio gusto preferito: torte, biscotti e pane e marmellata o cioccolata si possono concedere il mattino – dolci a colazione –  quando l’organismo chiede energia da bruciare subito per mettersi in moto. Il dolce va limitato in altri momenti o, almeno, sostituito con alimenti dal sapore dolce ma dal ridotto contenuto energetico. Sì per esempio a una macedonia di frutta fresca, a yogurt magro con un cucchiaio di miele o con pezzetti di cioccolato fondente, a un budino con latte scremato, a verdure e ortaggi dal sapore dolciastro come pomodori, carote, sedani. È importante soprattutto limitare le bevande gassate e i dolciumi industriali.

 

Lina Rossi

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