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Neonati, niente acqua fino al sesto mese di vita

gennaio 24, 2018 9:38 am

Uno studio scozzese ha stabilito: fino ai sei mesi di età, i neonati non devono bere acqua perché il latte ne contiene già in quantità adeguata da assumere ogni giorno

L’acqua è la base dell’alimentazione, ma solo dopo i sei mesi di età: prima, i neonati non devono berla, perché assumono già liquidi a sufficienza con il latte, sia materno sia ricostituito. Bere acqua significherebbe far riempire lo stomaco di liquido, molto piccolo nei primi mesi, procurando minor appetito, così da non assumere nutrimento e quindi far mancare sostanze importanti.

 

Le indicazioni di uno studio scozzese

I neonati non dovrebbero bere acqua, in aggiunta al latte, nemmeno in estate, quando con le calde temperature il corpo traspira maggiormente e quindi l’organismo richiede una quantità di liquidi maggiore. Lo sostiene uno studio di medici dell’ospedale scozzese NHS Greater Glasgow and Clyde, come segnala il quotidiano inglese The Independent. Secondo gli esperti, è soprattutto il latte materno ad avere la composizione perfetta: la sua composizione è infatti all’88% d’acqua, con una bassa concentrazione di elettroliti. Il latte contiene quindi tutto il necessario per idratare i bambini. Anche il latte ricostituito ha la giusta composizione tra minerali e acqua, a patto che, se la base è in polvere, la mamma lo prepari nel modo corretto, seguendo scrupolosamente le indicazioni del pediatra oltre quelle presenti sopra la confezione. Se, infatti, si utilizza troppa acqua, il latte risulta povero di nutrienti. Al contrario, se si rende il latte troppo concentrato, affatica la digestione e impegna i reni in modo eccessivo. Dopo il compimento del sesto mese, gli esperti suggeriscono di somministrare al bambino 60 millilitri di acqua, pari a una tazzina da caffè.

 

Anche i bambini piccoli hanno bisogno di bere

Le indicazioni del gruppo scozzese vanno prese con le dovute cautele e, per lo meno, condivise con il proprio pediatra: anche secondo gli esperti italiani i bambini allattati al seno non hanno necessità di assumere altri liquidi, ma il discorso è diverso per i piccoli nutriti con il latte di formula e per quelli che, già a quattro o cinque mesi, vengono avviati allo svezzamento. In questi casi, esiste il rischio che il piccolo non assuma liquidi a sufficienza. Potrebbe essere un problema serio, perché l’organismo umano è costituito per la maggior parte di acqua, soprattutto quello dei bambini molto piccoli, è acqua all’85% di liquido. Se questa percentuale viene meno, il bimbo può andare incontro a problemi di disidratazione: i genitori se ne accorgono perché diviene nervoso, bagna poco il pannolino, ha meno fame, il volto è pallido e la fontanella più evidente. È quindi opportuno farsi suggerire dal pediatra la quantità di acqua che il bimbo deve assumere nell’arco delle 24 ore e anche la tipologia da utilizzare per preparare i pasti e il latte di formula.

 

L’acqua adatta ai piccolissimi

Per sapere che tipo di acqua un bambino può bere o assumere con il latte in polvere, necessario guardare il residuo fisso. Sono classificate minimamente mineralizzate le acque con residuo fisso inferiore ai 50 milligrammi per litro, mentre sono dette oligominerali o leggermente mineralizzate quelle con residuo fisso compreso tra i 50 e i 500 ml/lt. Le migliori acque per i neonati sono quelle con un residuo fisso inferiore a 140 ml/lt per non sovraccaricare i reni ancora in fase di sviluppo. Non vanno invece bene le acque medio minerali con residuo fisso compreso tra i 500 e i 1500 ml/lt e quelle ricche di minerali che hanno residuo fisso superiore ai 1500 ml/lt. Per quanto riguarda le quantità, un neonato di sei mesi del peso di circa otto chili dovrebbe assumere un litro di acqua al giorno, passando poi a 1.200 millilitri dopo l’anno di età. La quantità va aumentata, parlandone con il pediatra, in caso di disturbi gastrointestinali come diarrea. Nei primi mesi l’acqua va proposta al neonato con un biberon o il cucchiaino, a temperatura ambiente. Dopo l’anno, si può iniziare a usare il bicchiere ergonomico, a due manici e con il beccuccio, per insegnare al bambino a bere da solo.

 

Lina Rossi

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