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Cibo take away, concesso solo una tantum

gennaio 12, 2018 9:50 am

Il cibo da asporto o take away è comodo e gustoso, ma va limitato alle occasioni in cui non ci sono alternative. Se consumato troppo spesso fa ingrassare e nuoce alla salute

Ormai impazza l’abitudine al cibo da asporto: è sufficiente inviare un messaggio dal cellulare o dal computer, oppure servirsi di una app specializzata… ed ecco il pranzo o la cena pronti solo da ritirare, o addirittura viene recapitato sulla porta di casa. Questo sistema è divertente, senz’altro comodo e per le famiglie impegnate tra scuola, lavoro, attività pomeridiane è anche una manna da cielo. Infatti capita spesso di arrivare a casa che è quasi ora di cena, ma c’è il bucato da fare e il bagno serale dei bambini. Niente di più comodo di una pizza da asporto, di una cena cinese o anche di un pasto completo all’italiana, ma è concesso ricorrere al take away solo in caso di emergenza. E non è solo per una questione di spesa, ma soprattutto di buone abitudini.

 

Troppo di frequente nuoce alla salute

Secondo alcuni esperti, mangiare regolarmente cibo take away o pasti consegnati a domicilio è un’abitudine che provoca rischi per il cuore e il diabete nei bambini. Lo affermano i ricercatori della St George’s University di Londra, in uno studio pubblicato sugli Archives of Disease in Childhood. Già in passato consumare cibo pronto era stato messo in correlazione nell’adulto a maggior rischio di sovrappeso, elevati livelli di colesterolo e problemi di salute come il diabete. Lo stesso può essere riferito ai bambini. Gli esperti hanno intervistato 1948 bambini della scuola primaria di 9-10 anni e i rispettivi genitori. I piccoli sono stati divisi in tre gruppi. Uno composto da coloro che non mangiavano praticamente mai cibo pronto portato a domicilio o consegnato direttamente dal negozio, circa un quarto del campione, l’altro formato da quelli che lo mangiavano meno di una volta a settimana, quasi 1 bambino su 2. Nel restante gruppo erano presenti i bambini  che consumavano cibi pronti almeno una volta a settimana. Questi ultimi presentavano un profilo di grassi nel sangue meno sano, con un potenziale aumento di rischio cardiovascolare a lungo termine.

 

Meglio nutrirsi di cibo fatto in casa

Gli alimenti già pronti sono qualitativamente inferiori al cibo preparato in casa. Prima di tutto perché difficilmente comprende materie prime fresche e crude: chi ordina di solito insalata o macedonia? Le pietanze più gettonate sono pizza, hamburger con patatine fritte e cibo etnico. Ma anche i primi piatti a base di pasta o di riso, oppure i secondi che sono quasi sempre di carne contengono davvero troppi grassi e troppo sale, sono predisposti per aumentare l’appetibilità e quindi convincere il consumatore ad acquistarlo ancora, ma anche per aumentarne la conservazione. Inoltre, i piatti già pronti si sono dimostrati mediamente più poveri di vitamine e di minerali, elementi essenziali per la crescita dei bambini. Il piatto da asporto va riservato alle occasioni davvero di emergenza: se il bambino ha la febbre, la mamma è da sola e non può fare la spesa, oppure se arrivano ospiti all’ultimo momento. Per il resto ci si può organizzare tenendo come scorta frutta e verdura, in frigo resistono qualche giorno e poi optando per piatti veloci, gustosi ma nutrienti utilizzando legumi in scatole e vegetali congelati. Qualche esempio?

Zuppa di zucchine carote e mais

Insalata di quinoa piselli e mais

Spaghetti e zucchine al cacio

Code di gambero alle mandorle

Nella sezione Ricette sono pubblicate oltre mille  ricette tra primi, secondi e snack, se avete voglia  di provare piatti innovativi tutti declinati al benessere di tutta la famiglia a partire da un anno.

 

Giorgia Andretti

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