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Latte vaccino, cautela anche dopo l’anno di vita

novembre 1, 2017 1:00 pm

Mai prima dei dodici mesi compiuti, ma attenzione anche dopo l’anno: il latte vaccino, alimento goloso e completo, è troppo ricco di proteine e può causare problemi nei più piccoli

I pediatri di famiglia lo consigliavano già da tempo: prima dei dodici mesi di età, niente latte di mucca al bebè. L’ideale è solo il latte della mamma, ma se per qualsiasi ragione l’allattamento naturale è impossibile, un tempo esistevano le balie, ci sono valide alternative in commercio. Il latte artificiale, di formula o ricostituito come viene chiamato oggi esiste in varie tipologie, che ben imitano il latte di donna: pur partendo da una base vaccina. Il latte di formula è lavorato per sottrarre proteine e grassi in eccesso e aggiungere zuccheri per il rifornimento di energia, oltre che ferro. E’ proprio il ferro il punto cruciale della discussione, perché questo metallo è essenziale per la formazione dei globuli rossi, le cellule indispensabili per il trasporto dell’ossigeno in tutti i tessuti.  Il ferro è carente sia nel latte vaccino sia, in parte, in quello della mamma. Per questa ragione, pur continuando a consigliare l’allattamento al seno anche dopo l’anno, per garantire al bambino l’apporto di ferro è necessario che nello svezzamento siano presenti cibi che lo contengano.

 

Le nuove linee guida sull’alimentazione pediatrica

Le nuove linee guida emanate dal Ministero della Salute in fatto di alimentazione pediatrica riconfermano quello detto finora in via ufficiosa: solo dopo l’anno di vita, ove non sia ancora in corso l’allattamento materno, può essere introdotto il latte vaccino intero come componente nella dieta. Anche dopo questa età però ci sono dei limiti: il latte non deve essere assunto in quantità superiori ai 200-400 ml/die, per evitare un’eccessiva assunzione di proteine. Anche dopo l’anno, quindi, una tazza al giorno è più che sufficiente, soprattutto se il piccolo assume anche altri latticini come yogurt o formaggi, ricchi di proteine simili. In questo caso l’apporto di delle proteine del latte così come dei grassi, può risultare eccessivo e causare nel bambino un aumento di peso, difficile da tenere sotto controllo nel corso degli anni. Non si deve dimenticare che, tra 1 e 3 anni, l’apporto energetico deve provenire per il 50% dai carboidrati, per il 40% dai grassi e solo per il 10% dalle proteine. Per questo anche dopo il primo anno, si raccomanda comunque un’assunzione moderata di latte vaccino o comunque di diluirlo con acqua nella proporzione di due terzi latte un terzo acqua.

 

Proteine del latte vaccino responsabili dell’aumento di peso

Gli esperti di nutrizione pediatrica spiegano che il latte vaccino viene spesso somministrato, un po’ per errata cultura diffusa, un po’ per comodità o motivi economici ma ha un contenuto di proteine inadeguato alle esigenze di un bimbo piccolo: pari al triplo rispetto al latte materno e di molto superiore ai latti formulati. In passato c’è sempre stata la tendenza ad aumentare le proteine assunte, ma con ragione: infatti un tempo l’alimentazione era quasi del tutto priva di carne e pesce, quindi si cercava di compensare con le fonti disponibili, ossia latticini, uova e legumi. Oggi però questo comportamento non ha più senso e può anche essere controproducente. Non solo i grassi infatti, ma anche le proteine sono state collegate con la regolazione di insulina e ormoni dell’appetito, con conseguente aumento di problemi metabolici e obesità. I nuovi LARN indicano che in tutte le età pediatriche devono essere assicurati gli acidi grassi Omega 3 perché essenziali per lo sviluppo del cervello. Queste sostanze possono essere garantite dal latte materno e, in sua mancanza, dai latti formulati. Per i piccoli allergici al latte vaccino o i cui genitori preferiscono un’alimentazione vegana, è essenziale scegliere bene per evitare che i piccoli incorrano in carenze, soprattutto di vitamina B12: si deve quindi chiedere al pediatra o a uno specialista in nutrizione pediatrica, che potrà suggerire un prodotto veg davvero a misura di esigenze alimentari del bambino. I latti di riso o di soia per gli adulti infatti non sono adatti a un bambino.

 

Giorgia Andretti

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