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Per molti è solo fobia al glutine

settembre 14, 2017 10:00 am

Sempre più persone scelgono un’alimentazione gluten-free, nella convinzione di agire per il proprio bene. Se però non c’è diagnosi di celiachia, si spende denaro inutilmente

Glutine, si salvi chi può: questa proteina del grano sembra essere il nuovo spauracchio dei nostri giorni. Certo, per chi è realmente malato di celiachia è un vero e proprio veleno, perché il glutine, quando giunge nell’intestino dopo essere stato ingerito con pane, pasta e altri alimenti, provoca una reazione autoimmune: danneggia il tessuto intestinale stesso, interferendo con l’assorbimento degli alimenti e causando tanti disturbi, dai dolori addominali alla dissenteria, dall’arresto di crescita nei bambini all’anemia, nelle donne perfino dolori mestruali intensi.

 

Una moda molto costosa

Se, però, non esiste una diagnosi di malattia celiaca, ottenuta con analisi specifiche come la biopsia intestinale e la ricerca degli anticorpi anti-endomisio, non ha senso privarsi del glutine. Si tratta infatti di una proteina vegetale tipica di molti cereali, che possiede anche un alto valore nutritivo e serve a dare consistenza ai cibi, rendendoli più gradevoli. Eppure sempre più persone corrono ad acquistare prodotti senza glutine, sulla base di motivazioni inesistenti, o di auto-diagnosi non supportate da alcuna prova medica. Si tratta nella maggior parte dei casi di una moda, basata su scarse conoscenze. Molte persone infatti sono disinformate e non sanno nemmeno che cosa sia il glutine: si pensa che sia un pericoloso additivo, oppure un grasso o uno zucchero, comunque qualcosa che fa male, che gonfia, che fa ingrassare. La scelta di eliminare il glutine è invece infondata nella maggior parte dei casi senza senso.

 

Uno studio dimostra che non serve

Lo sostiene uno studio australiano pubblicato sul Medical Journal of Australia e condotto dai ricercatori dell’Università di Newcastle: il glutine fa scattare problemi di salute in solo un sesto degli adulti che accusano intolleranza alla proteina. Gli esperti hanno infatti sottoposto a test specifici  una vasta popolazione di individui adulti che sostenevano di avere disturbi dopo l’ingestione di cibi a base di glutine. Solo una minima percentuale di questi mostrava problemi di malattia celiaca. Una dieta priva di glutine costa diciassette volte più di una regolare ed espone la persona a carenza di oligoelementi e di vitamine. Secondo la ricerca, tale dieta può anche aggravare i rischi di attacchi cardiaci o ictus, di ipertensione, di alti livelli di colesterolo di sovrappeso, perché le alternative senza glutine hanno alti contenuti di carboidrati. Evitare il glutine, ancora, interferisce con importanti batteri intestinali e aumenta l’esposizione alle tossine. Un recente studio lo ha anche collegato ad alti livelli di arsenico nelle urine. Le persone che accusano problemi legati al glutine sono in misura predominante donne e relativamente giovani. Molte sono in cerca di facili soluzioni piuttosto che seguire tradizionali consigli di salute come evitare cibo confezionato, sostengono gli studiosi. Il nostro consiglio? Evitare il sentito dire e chiedere un consiglio al proprio medico.

 

Sahalima Giovannini

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