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I cibi salati aiutano l’obesità, sembra che stimolino l’appetito

maggio 18, 2017 10:00 am

Le ultime ricerche a proposito di sale e cibi salati nella dieta, oltre ad aver accertato i danni che il sale provoca alla pressione arteriosa sembra che possano favorire lo sviluppo dell’obesità

Devono essere ampliate le riflessioni a proposito di sale e dieta, lo sostiene il professore Jens Titze associato di medicina e di fisiologia molecolare e biofisica presso l’Università Vanderbilt a Nashville. Il professore ha infatti scoperto che le persone che mangiano più cibi salati in realtà bevono meno acqua di coloro che mangiano con poco sale e, contrariamente alle attese  aumenta il desiderio di mangiare.

Troppo sale nella dieta

Nello studio  del prof. Titze sono stati utilizzati i parametri di dieci astronauti russi in allenamento per u prossimo viaggio su Marte. La simulazione del volo nello spazio durato vari mesi, ha fornito un ambiente stabile per studiare gli effetti del sale sul corpo. Durante lo studio, la dieta degli astronauti  variava in base alla quantità di sale aggiunta nel loro cibo a partire da dodici grammi di sale al giorno. Dopo diverse settimane,il sale quotidiano era stato ridotto a nove grammi al giorno. Alla fine del programma mangiavano sei grammi di sale al giorno. Quello che è accaduto nel corso dello studio ha superato le aspettative dei ricercatori: gli astronauti avevano bevuto più acqua soprattutto quando la razione di sale giornaliera era diminuita.  Inoltre, gli astronauti  lamentavano una fame eccessiva  nel periodo in cui la razione giornaliera di sale era  al massimo livello. Non era ben chiaro il meccanismo, l’unica cosa certa ad essere variata era la quantità di sale.

Il sale e la nostra salute

Il sodio è il principale componente del sale da cucina ed è necessario inserirlo nella dieta, non solo per il sapore sapido ma anche perché mantiene i nostri muscoli e nervi in buona salute permettendo  di lavorare bene.  Se il livello di sodio però è troppo elevato, la pressione sanguigna tende ad innalzarsi. L’ipertensione o pressione alta, può avere conseguenze importanti per la vita. Può , infatti, causare ictus, attacco cardiaco, malattie renali e altri problemi di salute. Per proteggere  le persone dall’ipertensione arteriosa è necessario assumere solo e non di più di 2.300 mg di sodio al giorno, l’obiettivo ideale per la maggior parte degli adulti non è quella  di non superare i 1.500 milligrammi al giorno. Negli ultimi anni gli scienziati hanno cominciato a indagare quanto il sale influenzi l’obesità. Nel 2015, i ricercatori inglesi e cinesi hanno riferito che il grasso corporeo aumenta nei bambini e negli adulti se le diete hanno un alto contenuto di sale. Mangiare un grammo di sale ogni giorno aumenta il rischio di obesità nei bambini del 28% e negli adulti del 26%. Alcuni autori degli studi hanno detto di non sapere perché il sale ha questo effetto, ma altri studi suggeriscono che possa cambiare il modo in cui il corpo brucia il grasso. Altri studi australiani sostengono invece che il sapore sapido migliorando il sapore del cibo stimola, soprattutto i bambini, a mangiare di più. Occorre però fare ulteriori ricerche per comprendere il reale ruolo del sale nell’aumento di peso corporeo.

Eliminare il sale dalla dieta per contrastare l’obesità è buona norma

Alcuni suggerimenti del dott. Lauren Blake dell’Ohio State University Medical Center Wexner per tenere sotto controllo la quantità di sale giornaliero assunto con l’alimentazione:

  • Evitare di mangiare nei ristoranti, gli alimenti troppo elaborati contengono troppo sale aggiunto, è preferibile consumare i pasti in casa;
  • Evitare condimenti per le insalate come la salsa di soia o ketchup, contengono troppo sodio è preferibile olio di oliva e aceto di mele;
  • Utilizzare odori da condimento per sostituire il sale come ad esempio: aglio, erba cipollina, pepe, oregano.

Educare i bambini  a questo tipo di regole alimentari è significa garantirgli una buona salute oltre a prevenire l’obesità.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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