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Il cervello appassisce prima bevendo bibite dolci

maggio 3, 2017 1:00 pm

Acqua naturale per dissetarsi! Esagerare con le bibite gassate, zuccherate, anche se con dolcificanti soft rischia di incorrere più facilmente in disturbi neurologici

Ancora una volta i soft drinks, cioè le bibite dolci, gassate ma anche quelle contenenti edulcoranti ipocalorici o caffeina,  salgono sul banco degli imputati. Stavolta l’accusa non è di causare sovrappeso, obesità, carie o sovreccitazione, ma di provocare disturbi cognitivi, aumentando il rischio demenza e ictus nelle persone che assumono una quantità eccessiva di queste bevande.

 

Troppe bevande industriali, rischio demenza

Le bibite gassate, zuccherate ma anche quelle dietetiche farebbero insomma invecchiare il cervello, aumentando il rischio di Alzheimer, demenza e di ictus. Lo affermano due studi della Boston University pubblicati dalle riviste Stroke e Alzheimer and Dementia. Entrambe le ricerche sono state condotte su soggetti arruolati nel Framingham Heart Study’s Offspring and Third-Generation, che comprende figli e nipoti dei partecipanti al Framingham Study, che risale ben al 1948. Nel primo studio sono state analizzate 4mila persone sottoposte a risonanza magnetica e a test cognitivi. In quelle che avevano un consumo elevato, pari a più di due bibite zuccherate al giorno, sono stati trovati diversi segni di invecchiamento del cervello, da un volume ridotto a una memoria peggiore, considerati fattori di rischio per l’Alzheimer. Nel secondo studio i ricercatori hanno analizzato quante bibite zuccherate e dietetiche erano state bevute dal gruppo tra il 1991 e il 2001, verificando poi se nel decennio successivo c’erano stati episodi di ictus o demenza.  Rispetto a chi non assumeva bevande dietetiche il rischio per chi invece ne consumava una o più al giorno è risultato tre volte maggiore sia per demenza che per ictus.

 

Torniamo a bere acqua

Ovviamente occorrono altri studi per confermare queste ipotesi, ma è certo che queste bevande non fanno bene alla salute e quindi, sarebbe opportuno limitarne il più possibile il consumo. Si tratta, infatti, di bevande che non tolgono realmente la sete, ma anzi fanno aumentare il desiderio di berne ancora perché provocano un repentino picco glicemico, cui segue una produzione rapida di insulina che fa calare la glicemia. La situazione di ipoglicemia spinge a cercare altro zucchero per compensare la carenza e così via, in un circolo vizioso che finisce per causare insulino-resistenza, condizione predisponente al diabete. È quindi opportuno bere acqua fresca, spremute fatte in casa senza zuccheri aggiunti , sono ricche di vitamine, centrifugati di frutta e di verdura. Se si pratica sport si può assumere una soluzione elettrolitica con zuccheri e sali minerali, solo per reintegrare le perdite dovute alla sudorazione.

 

Lina Rossi

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