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Succhi di frutta concessi ma solo una tantum

aprile 5, 2017 1:00 pm

Secondo una ricerca americana i succhi di frutta non fanno ingrassare se bevuti con moderazione. Non sostituiscono né la frutta né ’acqua, non dimentichiamolo mai

Freschi, colorati, dolcissimi: da sempre i bambini amano i succhi di frutta. E i genitori li concedono ai figli con fiducia, perché si tratta pur sempre di frutta, quindi di una bevanda migliore delle bibite frizzanti, ricchissime di zucchero. Inoltre, i succhi di frutta sono pratici, si trovano ovunque e in tanti gusti diversi. Questa è l’idea più diffusa tra gli adulti, purtroppo però, sono stati messi  sotto accusa: anche loro contribuirebbero all’aumento di peso oggi vera e propria epidemia per i nostri bambini. Una ricerca americana  oggi li assolve parzialmente: un consumo moderato non farebbe ingrassare i piccoli.

 

Succhi di frutta sì, ma con moderazione

L’ampio studio, guidato dalla University of Washington di Seattle ha messo in evidenza il fatto che una consumo moderato della bevanda non favorisce l’aumento di peso. Gli studiosi hanno selezionato otto ricerche che hanno coinvolto nel complesso 34470 bambini. Uno dei dati utilizzati in questi studi era il cosiddetto punteggio di BMI, che metteva in rapporto l’indice di massa corporea con l’età dei piccoli. Dai risultati è emerso che un consumo giornaliero di una quantità variabile tra diciotto e ventiquattro centilitri di succo di frutta al 100% in un anno, tenuto conto dell’introito di energia complessivo, portava a dei cambiamenti nel punteggio di BMI, con un aumento di peso di circa 136 grammi nei bimbi da uno a sei anni. Lo stesso non accadeva tra i sette e i diciotto anni, dove non si riscontrava un aumento di peso.

 

Contano di più le buone abitudini

Insomma, un consumo moderato non dovrebbe causare aumento di peso. In realtà, quello che conta non è tanto la quantità quanto l’approccio che si ha con questo prodotto. Spesso, infatti, il succo di frutta è considerato una bibita, alla stregua di un bicchiere di acqua. Si tratta invece di un prodotto molto più complesso, perché oltre al liquido contiene zuccheri, minerali, vitamine e un po’ di fibre.  Attenzione, il succo di frutta non può considerarsi l’equivalente di un frutto fresco, che contiene una quantità maggiore di vitamine protette dalla buccia e una dose molto più elevata di fibre, necessarie per la regolarità intestinale. Dovrebbe, semmai,  essere considerato una sorta di piccolo spuntino, non offerto quindi per togliere la sete, ma  solo come una merenda senza aggiungere altro. Infatti, il succo di frutta è molto dolce e non disseta in modo adeguato: dopo averlo bevuto, è normale provare ancora un po’ di sete e desiderare della semplice acqua o del te.

 

Per dissetarsi, solo acqua fresca

Proporre un succo di frutta contro la sete spinge i bambini ad abituarsi progressivamente al dolce ogni volta che sentono il desiderio di bere qualcosa. La sola acqua, quindi, non li soddisfa più perché hanno la necessità di sentire il gusto dolce. Assumendo zucchero, immediatamente sale nel sangue la glicemia e il pancreas deve secernere insulina per tenere sotto controllo il livello di zucchero. Si crea quindi una situazione di ipoglicemia che spinge a cercare ancora glucosio. Insomma, è un circolo vizioso che spinge a cattive abitudini, oltre che all’insulino-resistenza. Così un ragazzino si abituerà ad associare la sensazione di sete e di insoddisfazione sempre di più al sapore dolce e un po’ finto dei succhi di frutta. Quindi, è bene ripetere per l’ennesima volta che la sete si tiene sotto controllo con semplice acqua fresca. Se proprio si desidera proporre il succo di frutta, è meglio prepararlo in casa  con la centrifuga, oppure scegliere spremute fresche senza aggiungere zucchero, la frutta ne contiene già abbastanza di suo: il fruttosio.

 

Lina Rossi

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