prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Caramelle e chewing gum responsabili di malassorbimento

febbraio 28, 2017 10:00 am

Chewing gum, gelees e caramelle non causano solo danni ai denti ma compromettono anche alla crescita. Secondo alcuni esperti limitano l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Tante volte abbiamo ripetuto  ai nostri figli  di non esagerare con Chewing gum  e caramelle per la buona salute dei denti e tenere così lontano la carie  .E a ragione, esagerare non è mai opportuno. Oggi c’è una ragione in più per limitare i dolci intermezzi. Secondo alcuni esperti, infatti, tra gli ingredienti di molti prodotti dolciari oltre allo zucchero sono presenti alcune sostanze in grado di ridurre la capacità, da parte dell’intestino, di assorbire le sostanze nutritive come proteine, vitamine, grassi e minerali. Il risultato potrebbe creare problemi  sia allo sviluppo fisico sia a quello cognitivo se i bambini  esagerano con il consumo di questi alimenti.

 

Le nano-particelle di biossido titanio

La capacità dell’intestino di assorbire i nutrienti, ma anche di formare una efficace barriera contro gli agenti nocivi, proteggendo quindi dalle malattie, è diminuita in modo significativo dall’esposizione cronica alle nano-particelle di biossido di titanio, un additivo presente in molti alimenti, come caramelle e gomme da masticare, largamente consumate dai bambini. Si tratta di un composto chimico, indicato in etichetta come E171, catalogato dalla  Food and Drug Administration come sicuro. Trova impiego in molti prodotti, dalle vernici alla carta fino alla plastica, oltre che in alcuni cosmetici perché è efficace come schermo contro i raggi UV. Il problema è quando viene utilizzato in alimenti o sostanze che possono essere ingerite, come per esempio alcuni dentifrici. Nei cibi può essere presente nel cioccolato, nello zucchero a velo ma, soprattutto, nelle caramelle e  nei Chewing gum. L’aspetto meno rassicurante del biossido di titanio è il fatto di essere presente sotto forma di nano-particelle, che l’organismo non riesce a smaltire proprio perché sono piccolissime. Possono quindi causare alterazioni alle pareti intestinali.

 

Effetti dell’ingestione cronica

Gli effetti dell’esposizione prolungata sono stati studiati dai ricercatori della Binghamton University, nello Stato di New York. Hanno riprodotto  un modello intestinale e hanno esposto questa coltura cellulare all’equivalente di un pasto contenente nano-particelle di ossido di titanio della durata di quattro ore, per l’esposizione acuta e di tre pasti nell’arco di cinque giorni, come esposizione cronica. Gli esperti hanno notato che l’esposizione acuta non causa particolari effetti. L’esposizione cronica, al contrario, riduce la capacità assorbente dei villi intestinali,    sporgenze digitiformi che hanno la funzione di aumentare la superficie assorbente dell’intestino, per catturare le sostanze nutritive che contribuiscono alla crescita. Quindi minerali, vitamine, proteine e altre sostanze vengono assorbite in quantità inferiori. Anche gli enzimi digestivi secondo gli esperti risultano compromessi e in compenso aumentano gli indici di infiammazione intestinale. È quindi essenziale mettere al riparo se stessi e i propri bambini dall’ingestione, soprattutto di tipo cronico. È possibile leggendo in etichetta per individuare la presenza della sostanza, evitando quindi il prodotto. In generale è bene non consumare in modo prolungato Chewing gum e caramelle, ma anche altri dolciumi di questo tipo perché potrebbero contenere ossido di titanio. Sono  comunque  alimenti non indispensabili, forse piacevoli da gustare ma senza apporti nutritivi di qualità.

 

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI