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Fiacca e fame possono essere sintomi della sete

settembre 30, 2016 9:18 am

Un leggero senso di fame, sonnolenza e una lieve insoddisfazione: forse non occorre cibo e nemmeno riposo, ma solo un bel bicchiere d’acqua. Vale anche per i bambini.

Alle volte è sufficiente un bicchiere d’acqua a rendere più svegli, attivi e anche a diminuire quel vago appetito che talvolta si prova e che non si riesce realmente a soddisfare, anche mangiando qualcosa. Secondo una ricerca americana, infatti, basta un po’ di idratazione in più a restituire una sensazione di benessere che collega l’aumento delle capacità cognitive alla sensazione di essere più svegli e attivi e che diminuisce anche il vago senso di fame che talvolta si prova.

L’acqua, costituente delle cellule
Gli esperti del Weill Cornell Medical College’s Brain and Mind Research Institute, in uno studio uscito sul Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism, hanno accertato che una perdita di acqua pari al 5% del peso corporeo ha influenze negative sulla attività dei neuroni, con una diminuzione delle prestazioni cognitive. In altre parole la memoria a breve termine, l’attenzione e il tempo di reazione risulterebbero indeboliti proprio a causa della leggera disidratazione. Questi effetti negativi della carenza di acqua risultano particolarmente pronunciati fra le persone anziane e i bambini molto piccoli, che spesso possono avere problemi di incontinenza. Già una precedente analisi del 2010, pubblicata sul Journal Human Brain Mapping, indicava che periodi di disidratazione prolungata possano influire sulle attività cognitive, come la capacità di pianificare un lavoro o di elaborare concetti. Altre ricerche americane dimostravano come in estate, periodo dell’anno in cui si è leggermente disidratati per il caldo senza accorgersene, si rischiano maggiormente gli incidenti sul lavoro.

Perché bere fa sentire bene
Un rifornimento di acqua è necessario sempre, lungo tutto il corso dell’anno. In estate, con il caldo e l’aumento della traspirazione, bere diventa più naturale, ma quando le temperature iniziano a calare si ha l’impressione di avere meno sete e quindi si fa meno spesso rifornimento di liquidi. È un vistoso errore perché il corpo richiede comunque acqua: si va dal litro e mezzo al giorno nei bambini, fino ai due litri-due litri e mezzo nei ragazzi e negli adulti. L’idratazione costante è essenziale per nutrire le cellule nervose e il particolare le sinapsi, i punti di collegamento tra le cellule del sistema nervoso, che regolano i processi mnemonici e cognitivi. Di acqua è costituito anche il film lacrimale che protegge gli occhi, che quando sono asciutti tendono ad arrossarsi. Infine, quando si è leggermente disidratati tutto il corpo va in una situazione di sofferenza con la sensazione di avere appetito, anche se non è così. La soluzione è quindi, se si ha un po’ di sonnolenza e difficoltà di concentrazione, provare a bere un bel bicchiere di acqua naturale. Si può aggiungere, al limite, qualche goccia di limone o di succo di arancia, sono vietate aggiunte di zucchero e miele, ed è meglio berla a temperatura ambiente, evita un superlavoro di omeostasi della temperatura interna. Vale anche per i bambini, che avvertono il senso della sete solo quando sono già leggermente disidratati: sono i genitori che devono provvedere a offrire loro più volte al giorno un bicchiere di acqua naturale o minimamente mineralizzata, in un bicchiere con tappo e beccuccio che i piccoli sappiano gestire senza difficoltà.

Giorgia Andretti

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