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Zucchero, piccole quantità solo dopo i due anni

settembre 6, 2016 9:25 am

I pediatri americani suggeriscono di introdurre lo zucchero nell’alimentazione dei bambini solo dopo i 24 mesi, la raccomandazione è finalizzata ad evitare carie, obesità e rischio diabete.

Lo zucchero torna a far parlare di sé e non in modo del tutto edificante, infatti, i pediatri statunitensi forniscono nuove indicazioni alle famiglie con bambini piccoli: evitare la somministrazione dello zucchero prima dei due anni di età. In seguito, almeno fino agli otto anni, è bene limitare comunque le dosi, per evitare problemi di obesità.

Un modo per prevenire il sovrappeso
Lo zucchero aggiunto dai due e fino agli otto anni non dovrebbe superare la dose di 25 grammi, pari a sei cucchiaini alla settimana oltre ad una piccola bibita gassata. Sono queste le indicazioni della American Heart Association, che ha pubblicato delle linee guida sulle dosi di zucchero ideali per i bambini. Forse a noi europei sembra un po’ troppo restrittivo e crudele costringere dei bambini così piccoli a rinunciare al sapore dolce, il preferito fin dai primi anni di vita. Gli esperti, nella ricerca pubblicata sulla rivista Circulation, hanno però riportato l’esempio del tipico bambino americano che, nella vita di tutti i giorni e fin dalla primissima infanzia, consuma il triplo di questa dose, ovvero 75 grammi di zucchero, pari a sei cucchiai da minestra ogni settimana. Infatti non si deve pensare allo zucchero solo come granelli bianchi: questa sostanza è presente, anche se invisibile, in bibite gassate, dolciumi, gelati e perfino in hamburger, piatti pronti e patatine industriali. La necessità di regolare il consumo di zucchero fin da piccoli deriva dalla certezza che una dieta troppo ricca di zuccheri aggiunti è tra le cause di fattori di rischio cardiaci come obesità, diabete, pressione e colesterolo alti, ovvero la sindrome metabolica. Per questo è bene iniziare a educare al gusto fin da piccoli.

Gli esperti italiani sono d’accordo
Nel nostro paese non esistono indicazioni equivalenti, ma i nutrizionisti condividono in parte le raccomandazioni degli esperti Usa. Infatti, è certo che il gusto preferito degli esseri umani è il dolce, come è stato provato da molte ecografie eseguite in gravidanza. Per questa ragione, assecondare la preferenza per il dolce può essere pericoloso. Va evitato il miele fino ai 24 mesi: oltre a causare la carie, può predisporre i piccolissimi ad allergie e, se non è controllato e pastorizzato, è a rischio di tossina botulinica. È inutile anche aggiungere lo zucchero nel latte, che è già ricco di uno zucchero chiamato lattosio, così come non andrebbe messo nelle macedonie o nei frullati di frutta, che sono già una miniera di fruttosio. L’energia che si ricava dagli zuccheri è ampiamente garantita dalla pasta, dal riso, dal pane e dalla frutta stessa, per questo gli alimenti dolci andrebbero limitati perché, se un bambino non fa vita attiva, sono destinati a trasformarsi in grassi. D’altra parte, come vietare al proprio figlio un gelato, un dolce, una bibita? Concederlo è possibile, ma con moderazione: se a merenda si è avuto un bel gelato, niente bevande dolci per il resto della giornata. Sì, invece, a un fetta di torta se per quel giorno sono stati consumati alimenti soprattutto di tipo proteico. Le scelte dettate dal buon senso sono il modo migliore per tutelare sia la salute sia il diritto alla felicità dei bambini.

Giorgia Andretti

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