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Si torna a casa, può iniziare lo svezzamento

agosto 25, 2016 9:21 am

La fine dell’estate è spesso il periodo migliore per iniziare lo svezzamento, si torna a casa, con tutte le comodità del caso e perché il caldo afoso depone lo scettro.

Il periodo dello svezzamento è uno dei più delicati nella vita di un bambino: è il processo di educazione alimentare che deve condurlo ad abituarsi dal sapore dolce e delicato del latte alle consistenze solide e granulose, ai gusti sapidi e perfino amari. Per alcuni piccoli il processo avviene senza difficoltà ma per altri è una piccola battaglia quotidiana fatta di labbra serrate, smorfie e perfino di bocconi vomitati. È però bene non arrendersi, perché la salute e la forma fisica future dipendono anche da come si affronta lo svezzamento.

Quando è il momento di iniziare
Fino a pochi anni fa gli esperti suggerivano di ritardare il più possibile l’ingresso di alimenti nuovi nella dieta di un bambino, almeno fino dopo i sette otto mesi soprattutto se in famiglia c’erano casi di allergie. Oggi invece i pediatri ritengono che anche l’inserimento troppo tardivo non sia corretto, perché sarebbe tra i quattro e i sei mesi che l’organismo del bambino offre la cosiddetta – risposta immunitaria – più adeguata alla sperimentazione di nuovi alimenti. Lo svezzamento insomma andrebbe iniziato proprio in questa fase, meglio ancora se nel frattempo il bambino riceve il latte materno ricco di anticorpi, i quali aiutano ad accogliere meglio sostanze del tutto sconosciute. Il periodo, ossia la fine dell’estate, è il migliore: il clima aiuta, si è ancora rilassati del periodo post-vacanze e la natura offre ottimi prodotti. Per qualsiasi dubbio, il pediatra resta sempre la figura di riferimento.

Si inizia con la frutta, un poco alla volta
È bene introdurre un alimento nuovo per volta, sempre in piccolissime quantità. In questo modo la bocca e l’apparato digerente del piccolo potranno abituarsi con gradualità a sapori sempre nuovi e a digerire sostanze più complesse. Introdurre un cibo per volta, inoltre, è utile per capire se certe reazioni sono dovute a intolleranza verso alcuni alimenti. I primo cibo semi solido da offrire al bambino è la frutta, di solito gradita e al riparo dal rischio di allergia. Vanno molto bene la mela e la pera grattugiate e la banana schiacciata con un cucchiaino, senza aggiungere nessun dolcificante, quindi niente zucchero.

Come proporre la prima pappa
Quando il bambino ormai si è abituato a mangiare la frutta e dimostra di apprezzarla, arriva il momento di proporgli la prima pappa con brodo vegetale, un cucchiaio di crema di riso oppure mais e tapioca e un cucchiaino di olio extravergine di oliva. Si prepara il brodo vegetale mettendo a bollire in un poca acqua inizialmente due vegetali di solido carota e zucchina per poi aggiungere ogni tre o quattro giorni la patata, una costa di sedano, fino ad aggiungere tutte le altre verdure dell’orto.. Quando le verdure sono ben cotte, si tolgono dal brodo che viene lasciato intiepidire e una piccola parte delle verdure deve essere passata e aggiunta al brodo insieme ad un cucchiaio raso di crema di riso o di mais e tapioca, mescolando bene aggiungendo alla fine un cucchiaino di olio extravergine di oliva crudo. Un paio di settimane dopo la prima pappa, si può aggiungere al brodo tutta la verdura del brodo passata, non utilizzare mai il frullatore, incorpora nella pappa bolle di aria non adatte all’intestino del piccolo. Dopo altre due settimane si aggiungono le proteine, si inizia con circa 20 grammi di carne bianca, agnello, tacchino o pollo, cotti a vapore e passati. Una volta che il bambino apprezza con sicurezza questa pappa, si possono aggiungere tutti gli altri ingredienti Il nostro suggerimento è quello di utilizzare sempre prodotti freschi cotti a vapore, delegando agli omogeneizzati solo durante i viaggi quando è impossibile preparare la pappa casalinga.

Lina Rossi

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