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Carne rossa, il consumo eccessivo danneggia i reni

luglio 27, 2016 3:26 pm

Un altro punto a sfavore della carne rossa, già sotto i riflettori nei mesi scorsi per l’aumentato rischio di tumore: sembrerebbe che un consumo eccessivo causi insufficienza renale.

Attenzione a non esagerare con le porzioni di carne rossa: un consumo eccessivo aumenta il rischio di problemi ai reni tra cui una insufficienza del sistema renale. Un altro aspetto a sfavore di hamburger, bistecche, costate e salsicce che si collocano definitivamente nella lista dei cibi dannosi. Ovviamente si parla di eccesso nella quantità, il principio è sempre lo stesso: in dosi moderate, non troppo spesso e soprattutto con i giusti abbinamenti non c’è da aver paura.

Troppa carne rossa, reni a rischio
Se si esagera, però, aumenta il rischio di incorrere in insufficienza renale, un disturbo per il quale i reni non riescono a svolgere normalmente le proprie normali funzioni di depurazione del sangue dalle tossine. È giunto a questa conclusione uno studio condotto dalla National University of Singapore, pubblicato sulla rivista Journal of the American Society of Nephrology. Gli esperti hanno preso in esame i dati del Singapore Chinese Health Study, svolto su oltre 63.000 cinesi adulti a Singapore. Il consumo di carne rossa era per il 97% costituito da quella di maiale, mentre altre fonti di proteine erano pollame, pesce o frutti di mare, uova, latticini, soia e legumi. I partecipanti sono stati esaminati per oltre 15 anni e i risultati hanno mostrato che le persone nutrite più spesso con carne rossa presentava un aumentato rischio di soffrire di insufficienza renale e che questo problema era strettamente legato alle quantità. Le persone che si nutrivano abitualmente con più carne rossa avevano un rischio del 40% più alto di sviluppare insufficienza renale rispetto a chi invece ne consumava le quantità più basse. Nessuna associazione è stata trovata con pollame, pesce, uova o latticini. Le proteine di soia e legumi, invece, sembravano avere un effetto leggermente protettivo. Sostituire sistematicamente una delle porzioni di carne rossa con altre proteine contribuiva invece a ridurre il rischio fino al 62%. Al contrario, altre fonti di proteine possono preservarne la salute.

La gotta e la carne rossa
La gotta è una malattia legata al consumo delle carni rosse, un tempo diffusa soprattutto tra i nobili loro, infatti, avevano la disponibilità della carne. La gotta è una forma di artrite acuta causata dal deposito di acido urico all’interno delle articolazioni: questo deposito di acido urico è dovuto a una dieta troppo ricca di carne e di alcolici, oppure è l’organismo che ne produce troppo e non è in grado di eliminarlo attraverso le urine. Quando in circolo nel sangue c’è un eccesso di acido urico, si formano piccoli cristalli di questa sostanza che precipitano all’interno delle articolazioni, infiammandole. La persona avverte quindi un dolore molto intenso, che si può tenere sotto controllo con farmaci antinfiammatori e analgesici. Per bloccare la produzione di acido urico, è necessario assumere farmaci specifici che inibiscono la sua produzione. Un esempio è costituito da i farmaci a base di allopurinolo, generalmente ben tollerati. Può essere utile anche un regime alimentare povero di superalcolici e di carne rossa, l’alimento più ricco di purine, sostanze che danno luogo appunto alla formazione di acido urico.

Poca e raramente per non correre rischi
È quindi essenziale imparare a nutrirsi in modo più equilibrato: le carni rosse non sono proibite e necessario solo parsimonia. La carne rossa può essere consumata anche solo una volta la settimana, visto che la carne bianca ha la stessa quantità di proteine e di ferro. La classica bistecca non va cotta a temperature eccessive perché la parte più nociva è proprio quella bruciacchiata, inoltre, va abbinata a vegetali verdi, soprattutto cavoli e broccoli, che contengono antiossidanti in grado di neutralizzare le ammine aromatiche, ossia le sostanze nocive che si producono con le alte cotture dalla carne. Non si devono aggiungere grassi di cottura perché la carne ne contiene già naturalmente. In compenso via libera a un filo di olio crudo, a limone e aceto e a erbe aromatiche che rendono i piatti più saporiti ma molto digeribili.

Giorgia Andretti

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