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Acqua per idratare e non solo dissetare i bambini

luglio 20, 2016 3:03 pm

In estate il corpo ha bisogno di bere acqua e questo è vero soprattutto per i bambini, che devono bere molto per regolare la temperatura interna e assicurare la giusta idratazione.

Si sa che l’acqua è fonte di vita: questo vale per chiunque, ma soprattutto per i bambini che, quanto più sono piccoli, tanto più hanno un organismo composto di liquidi, che devono essere prontamente reintegrati. L’acqua infatti viene eliminata attraverso le urine, la traspirazione e se non viene assicurato un apporto adeguato i reni faticano a lavorare, il calore in eccesso non viene tenuto sotto controllo e l’organismo stesso del bimbo va incontro a sofferenza. L’apporto idrico deve essere particolarmente abbondante in determinate situazioni: quando fa caldo, per esempio, perché si suda di più, oppure se il bambino ha la febbre o, ancora di più, quando ha la gastroenterite e di liquidi vengono persi con le scariche diarroiche. L’acqua che deve assumere un bambino ha caratteristiche particolari, sia in termini di igienicità sia per quanto riguarda l’apporto di minerali.

Quando il bimbo ha bisogno di bere
Va detto prima di tutto che l’acqua va proposta al bambino solo se viene allattato con il biberon o se, nonostante prenda ancora qualche pasto al seno, è già nel periodo dello svezzamento. Un bambino alimentato esclusivamente al seno non ha bisogno di ulteriori liquidi, a patto che la mamma stessa beva abbastanza in modo che il latte sia sì nutriente ma anche abbastanza fluido. Negli altri casi, il bambino dovrebbe iniziare a bere e la bevanda migliore è la semplice acqua: niente succhi di frutta, tisane calde o fredde con aggiunta di dolcificanti e le varie bevande pubblicizzate per l’infanzia. Un bimbo di cinque mesi, che ha già iniziato lo svezzamento o che si alimenta con il biberon, dovrebbe assumere almeno mezzo litro al giorno di semplice acqua, anch’essa posta in un poppatoio perfettamente pulito. Più tardi, quando il bambino inizia ad acquisire una discreta manualità, gli si può offrire l’acqua in un bicchiere con il tappo a beccuccio e i manici. In questo modo imparerà a gestire autonomamente il proprio bisogno di bere.

Il tipo di acqua giusta per i piccoli
Conoscere i componenti, ossia i minerali presenti nell’acqua è importante per scegliere il tipo più adatto a un bambino. La classificazione delle acque viene fatta misurando il cosiddetto – residuo fisso – cioè la quantità di sali minerali che resta sul fondo dopo aver fatto evaporare un litro d’acqua a una temperatura di 180° C. In base al residuo fisso l’acqua può essere variamente classificata. Per i più piccoli vanno bene il tipo minimamente mineralizzata e, quando ha almeno diciotto mesi la oligominerale. L’acqua minimamente mineralizzata ha un contenuto di sali minerali inferiore a 50 milligrammi per litro. Esercita quindi un’azione diuretica, favorisce cioè l’eliminazione dell’urina perché la rende più diluita. È adatta alle persone che soffrono di calcoli renali e alle vie urinarie. La oligominerale ha un contenuto di sali inferiore a 500 milligrammi per litro, ma esercita ugualmente un’efficace azione diuretica. Chi soffre di calcoli la può dunque bere senza problemi. Nell’infanzia non sono invece adatte le acque minerali e quelle ricche di sali minerali, espongono il sistema renale dei bambini ad un superlavoro per la loro eliminazione. L’acqua, inoltre, deve essere fresca ma non troppo fredda: basta lasciarla in frigo solo dieci minuti prima di proporgliela. Se si è fuori casa, è necessario accertarsi che eventuali bottigliette del bar o del supermercato siano ben sigillate, che la confezione sia integra e che il tipo di acqua rispetti le caratteristiche sopra indicate.

Giorgia Andretti

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