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L’importanza del tipo di cibo per la buona salute

giugno 17, 2016 9:25 am

Nutrirsi in modo corretto fin dai primi mesi aiuta a difendere la salute ad ogni età della vita. Questo è importante fin da bambini, quando si inizia a crescere.

Il cibo è molto più di un semplice modo per sopravvivere o un piccolo, grande piacere della vita: alimentarsi significa compiere scelte intelligenti per prendersi cura del proprio benessere. Gli studi di epigenetica hanno messo in luce quanto i cibi possono influenzare il DNA, quindi predisporre a malattia o, al contrario, mantenere la salute, garantendo la qualità e la durata della vita. È quindi essenziale che i genitori si rendano conto dell’importanza dell’educazione alimentare fin dai primi mesi e seguano i consigli di Zia Vittoria, già a partire dallo svezzamento. In occasione della V edizione della Giornata per la Ricerca della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma, si è parlato proprio del Ruolo della Nutrizione nella salute, dalla prevenzione alla cura.

La salute del fegato e la calcolosi
Una conseguenza frequente, presente tra adulti e anche bambini, è il fegato grasso, scientificamente detto – steatosi epatica – una condizione benigna ma che può rappresentare un futuro danno d’organo. La steatosi epatica è dovuta allo scorretto stile di vita e ai troppi grassi ingeriti. Le alterazioni di quantità e di qualità degli alimenti che vengono ingeriti favoriscono, in alcuni casi, l’accumulo di grasso all’interno delle cellule del fegato. La steatosi epatica è sempre più presente nei bambini tra i sette e dieci anni e se non risolta, con il tempo si possono verificare problemi come diabete, dislipidemie ovvero elevate concentrazioni di grassi nel sangue e rischio cardiometabolico. Un altro problema frequente è la calcolosi renale, una condizione legata anche all’alimentazione. Un eccesso di bevande zuccherate può essere nocivo, mentre l’assunzione di caffè, tè, succo di arancia e, in dosi moderate, vino e birra sia protettivo.

Come nutrirsi se si aspetta un bambino
La nutrizione corretta svolge un ruolo essenziale nello sviluppo fetale e del bambino: problemi nutrizionali possono essere associati a difetti congeniti e malattie pediatriche, quindi è essenziale iniziare e prendersi cura del piccolo nel momento stesso in cui si pensa a diventare mamme. Per esempio, la carenza di acido folico nella dieta durante le prime fasi della gravidanza e nel periodo immediatamente precedente al suo inizio, è associata allo sviluppo di spina bifida nel nascituro. Inoltre, se un corretto apporto di vitamine A, D, E, K è necessario per l’adeguato sviluppo del feto, dosi eccessive di vitamina A possono indurre malformazioni. Invece, un inappropriato apporto di vitamina D nelle prime fasi di vita dopo la nascita ostacola il corretto sviluppo dello scheletro. Quindi, in gravidanza, prima di prendere qualsiasi integratore, è necessario parlarne con il ginecologo.

Vivere più a lungo mangiando meglio
Nei cibi si trovano alcuni dei più importanti segreti per vivere a lungo e bene. Capire quali siano i nutrienti che rallentano i naturali processi dell’invecchiamento è un obiettivo fondamentale su cui diverse linee di ricerca dell’Università Cattolica e del Policlinico A. Gemelli sono fortemente impegnate. Per esempio, uno studio in corso mostra che la somministrazione di taurina, l’amminoacido presente in carne, latte e pesce, potrebbe diminuire l’espressione di molecole coinvolte nel processo di infiammazione e accelerare la rigenerazione muscolare. Studi biomolecolari hanno investigato i meccanismi con cui l’abbondanza di zucchero nuoce al cervello e identificato un nuovo network molecolare attraverso il quale l’eccesso di zucchero nel sangue può inibire il rinnovamento delle cellule staminali nel cervello, causando il deterioramento delle capacità di apprendimento e memoria. Una dieta ricca di grassi saturi può alterare la comunicazione tra le cellule nervose e che, se l’eccesso di grassi viene consumato in gravidanza, può danneggiare le funzioni cognitive della prole e anche delle generazioni successive, accelerando l’invecchiamento. Al contrario, l’aggiunta di acidi grassi essenziali omega-6 alla dieta potrebbe avere un ruolo nel rallentare il declino delle funzioni cognitive.

Lina Rossi

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