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Margarine, bocciate dalla European Food Safety Authority

maggio 10, 2016 9:31 am

Dopo l’olio di palma, la commissione europea per la sicurezza sul cibo dice no anche ad un grasso vegetale solido: la margarina, giudicata nociva se inserita nella dieta dei più piccoli.

Un tempo la margarina veniva proposta come grasso vegetale alternativo, più leggero e digeribile del burro. La si offriva ai bambini che avevano spesso crisi di vomito, nella convinzione che fosse più digeribile. Questo accadeva non molti anni fa, sicuramente prima che la margarina venisse studiata meglio e ne fossero isolati i costituenti che, a quanto pare, tanto benefici non sono. L’EFSA – European Food Safety Authority – cioè l’ Autorità Europea per la sicurezza alimentare, oltre all’olio di palma di cui abbiamo parlato qualche settima fa, ha bocciato anche la margarina e altri oli vegetali contenenti glicerolo, l‘alcol responsabile della ipotizzata tossicità soprattutto per i bambini. Il glicerolo entra nei prodotti proprio durante il processo di lavorazione.

Rischio soprattutto per i GE
L’EFSA si è concentrata su alcune sostanze in particolare: i glicidil esteri degli acidi grassi o GE, il 3-monocloropropandiolo o 3-MCPD e il 2-monocloropropandiolo – 2-MCPD, oltre ai loro esteri provenienti dagli acidi grassi. I livelli più alti di GE, di 3-MCPD e 2-MCPD e dei loro esteri sono stati riscontrati negli oli e nei grassi di palma e quindi, nelle margarine. Le sostanze si sviluppano durante il processo di lavorazione, perché alcuni oli vegetali vengono raffinati ad alte temperature, circa 200° . I principali consumatori di prodotti a base di queste sostanze nocive, purtroppo, sono i bambini, perché gli oli di palma e le margarine sono utilizzati per produrre dolci industriali, biscotti compresi, avendo il duplice vantaggio di costare poco rispetto al burro e all’olio di oliva, ma di garantire comunque gradevoli caratteristiche di gusto e di palatabilità. Il gruppo di esperti ha concluso che i GE sono un possibile rischio per la salute per tutte le fasce d’età ma lo sono ancor più dannosi nei bambini. L’esposizione ai GE dei bambini che consumino esclusivamente alimenti per lattanti è l’aspetto più preoccupante della questione, poiché l’esposizione è fino a dieci volte superiore a quella che sarebbe considerata di lieve preoccupazione per la salute pubblica. Per fortuna, i livelli di GE in oli e grassi di palma si sono dimezzati tra il 2010 e il 2015, grazie alle misure adottate dai produttori.

Ancora incertezze per le altre sostanze
Un certo rischio esiste anche per le sostanze 3-MCP, la cui esposizione verso i bambini sarebbe superiore al livello di sicurezza. Gli esperti hanno fissato una dose giornaliera tollerabile di 0,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno per il 3-MCPD e per i suoi esteri degli acidi grassi sulla base delle evidenze scientifiche. La conclusione è che le esposizioni elevate al 3-MCPD di entrambe le forme per le fasce di età più bassa, adolescenti compresi, fino a 18 anni di età, superano la dose giornaliera tollerabile e costituiscono un possibile rischio per la salute. Le informazioni tossicologiche relative ai 2-MCPD sono ancora troppo scarse per parlare di rischi più o meno elevati. Quello che è certo è che l’olio di palma contribuisce in maniera rilevante all’esposizione a 3-MCPD, i cui livelli negli oli vegetali sono rimasti invariati negli ultimi cinque anni. Il gruppo scientifico ha comunque intenzione di condurre ulteriori ricerche per raggiungere certezze ancora maggiori sulla tossicità di queste sostanze, in particolare per il 2-MCPD e sull’esposizione per i consumatori attraverso l’alimentazione.

Sahalima Giovannini

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