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Come si forma il gusto dei bambini

aprile 22, 2016 9:21 am

Il senso del gusto è uno dei più attivi già nella vita intrauterina. Per questo è bene abituare le papille gustative del bambino ad un’ampia varietà di sapori.

È piccolo, piccolissimo, ha appena qualche settimana di vita all’interno dell’utero materno e nuota nel liquido amniotico, con ancora tanto spazio a disposizione… Eppure è già felice quando assaggia il dolce. Proprio così: il feto, nel primo trimestre di gestazione, ha già il senso del gusto altamente sviluppato e dimostra perfino di nutrire delle preferenze, appunto per il sapore dolce. Lo ha dimostrato una ricerca condotta qualche anno fa e diventata ormai storica. Alcuni studiosi hanno introdotto una soluzione di glucosio ad alcune donne in gravidanza, in modo che lo zucchero entrasse in circolo arrivando al liquido amniotico. Eseguendo esami ecografici, gli esperti hanno notato che i bambini inghiottivano con maggiore rapidità il liquido amniotico stesso, trovandolo evidentemente più gradevole.

Un senso che si sviluppa molto presto
In questa fase di vita intrauterina sono già attive le papille gustative, sono dislocate lungo tutto il perimetro della lingua. Esse sono dotate di recettori capaci di decodificare il segnale del gusto delle molecole con cui entrano in contatto. I recettori quindi trasmettono i segnali al cervello, dove vengono riconosciuti come gradevoli oppure spiacevoli. Se il dolce è il sapore più gradito perché più naturale, l’amaro e il salato sono quelli più difficili da accettare perché vengono identificati come qualcosa di poco adatto e poco nutriente. Insomma, ai primordi della vita il senso del gusto è già ben attivo: si tratta, d’altra parte, del mezzo attraverso il quale un essere umano si assicura la sopravvivenza stessa. Il fatto che il dolce sia il sapore preferito non è un caso. Il latte materno ha un sapore decisamente dolce e delicato, è molto più ricco di zuccheri rispetto, per esempio al latte vaccino. Il dolce insomma permette al bambino di riconoscere il nutrimento giusto per lui, quello che gli permettere di sopravvivere e di crescere bene. Assecondando questa tendenza, una volta venuto al mondo, il bambino seguirà il suo istinto e per lui sarà naturale attaccarsi al seno materno, procurandosi il nutrimento.

Abituare il bambino a tutti i sapori
Il piacere per il dolce resta attivo per tutta la vita. È proprio questo che spesso mette a rischio la corretta nutrizione, perché assecondando solo la preferenza per il dolce si rischia di fare davvero troppo scorta di calorie e di glucosio, con rischio di sovrappeso. Quindi, dallo svezzamento in poi, è importante favorire lo sviluppo del gusto anche verso sapori che inizialmente possono non essere ben accettati, come il sapido della carne e dei formaggi e, soprattutto, l’amaro degli ortaggi e dei legumi, che spesso è il più difficile da far apprezzare. In un certo senso l’educazione al gusto inizia già in gravidanza: se la mamma assume regolarmente verdure e ortaggi, le molecole amarognole arrivano anche al bambino, il quale inizia ad abituarvisi. Lo stesso succede durante l’allattamento: se la mamma non disdegna cavoli e broccoli, spinaci e insalata il bambino, attraverso il latte inizierà a conoscere questi sapori e, in fase di svezzamento, con le pappe e i passati, li accetterà con meno fatica.

Lina Rossi

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