Famiglia: Leggi e Diritto

Parcheggi rosa alla riscossa, una conquista sociale da far valere

9 marzo 2012 in I servizi

passeggini alla riscossa

Non sono stabiliti dal codice della strada anche se la loro istituzione fa parte di una norma di civiltà, facilitare tutte le donne in stato interessante o con un bimbo piccolo da scarrozzare. Stiamo parlando dei parcheggi rosa.

Sarà capitato a molti di noi di vederli in città: parcheggi designati da strisce rosa e da specifici cartelli per le donne in gravidanza o con bebè a bordo. Sono aree di cortesia, gratuite, create per permettere la sosta alle mamme vicino a farmacie, ospedali, consultori, e asili. Una iniziativa ammirevole dei comuni, un gesto di civiltà che agevola la vita delle donne in un momento così delicato come la maternità.

I Parcheggi rosa e il codice della strada
I parcheggi rosa non sono previsti dal codice della strada: chi ne usufruisce al posto delle mamme non è soggetto a sanzione come accade invece nel caso degli spazi riservati agli invalidi, oppure sulle aree destinate a parcheggio a pagamento. Stalli rosa: il senso civico avrà dunque la meglio o assisteremo a una delle solite contraddizioni all’italiana? Il rischio è abbastanza ampio, soprattutto a causa di quelle persone che difficilmente si attengono a norme di carattere morale. Senza il timore di una sanzione, ci si sente in diritto di far valere le proprie egoistiche ragioni, non considerando il danno che si arreca alla comunità. E’ davvero necessario regolare tutti gli aspetti della nostra vita, in un quadro normativo italiano che risulta già così colmo di leggi? Non sarebbe sufficiente invece adoperare la coscienza morale di ciascuno di noi? Rispetto e sensibilità sono quindi i concetti cardini della questione sugli stalli rosa. Ma non tutti sono disposti a “dare la precedenza a chi aspetta”. Molto spesso assistiamo a scene dove sensibilità e considerazione difettano e non poco. Come è accaduto ad esempio ad Arona, dove da circa un anno uno dei fiori all’occhiello dell’amministrazione comunale sono proprio gli stalli rosa. In una città particolarmente attenta alle esigenze delle categorie più “deboli” se così si possono chiamare le mamme che coraggiosamente affrontano le controversie quotidiane legate alla genitorialità, il sindaco Alberto Gusmeroli ha pensato di riservare già dall’anno scorso ben cinque “aree rosa” proprio in virtù della sensibilità dimostrata verso un pubblico femminile tradizionalmente trascurato. La scelta del Sindaco si giustifica con il rispetto delle donne e mamme che ogni giorno devono destreggiarsi col passeggino tra marciapiedi e automobili. Se dovessero anche cercare i parchimetri, si perderebbe quel vantaggio tanto auspicato.

Una storia incredibile
Come nella maggior parte delle città in cui sono stati introdotti, anche ad Arona i parcheggi rosa hanno suscitato il consenso della maggior parte dei cittadini. Eppure qualcuno ha protestato vivacemente contro l’iniziativa, accusando l’amministrazione di aver “sporcato” il suolo pubblico con una vernice diversa da quella prevista dal codice della strada. Il cittadino in questione, un residente del luogo, ha tirato in ballo l’articolo 137 comma 5 del regolamento di esecuzione del codice della strada il quale stabilisce i colori dei segnali orizzontali: bianco, azzurro, giallo, e giallo alternato con il nero. Il primo cittadino è stato pertanto invitato a multarsi con una sanzione amministrativa da 398 a 1.596 euro. La vicenda ha dell’inverosimile, proprio perché un gesto di cortesia, una norma di carattere morale, ha suscitato lo sdegno di chi, ai suoi tempi, è stato nel grembo materno. Questa mancanza di sensibilità verso la categoria delle mamme ha ricevuto lo sdegno dei cittadini e ha indotto ad una amara riflessione. Questo episodio pone in risalto la mancanza di valori di cui la nostra società soffre, un paradosso tutto italiano che è rappresentativo della scarsa considerazione verso le categorie meritevoli di maggiori attenzioni. Ma il sindaco di Arona è fiducioso, crede nel senso civico dei suoi cittadini al di la di qualsiasi controversia politica ed è convinto che anche i più scettici alla fine cederanno.

L’iniziativa di Guida Genitori: Parcheggi Rosa alla riscossa!
A sostenere chi, come Alberto e altri sindaci italiani, si adopera quotidianamente per soddisfare i bisogni dei propri cittadini, è intervenuta l’associazione Guida per Genitori che si è resa promotrice di una iniziativa davvero singolare, così dopo “Passeggini alla riscossa” è il turno di “Parcheggi rosa alla riscossa”. Si tratta di una campagna di educazione civica spontanea e collettiva. Spontanea perché non ha riferimenti istituzionali e nasce solo dal desiderio di un portale dedicato alle famiglie di provare a fare qualcosa per migliorare la vivibilità delle nostre città. Collettiva perché la sua riuscita non si fonda sulla realizzazione di un progetto strutturale di comunicazione, ma sulla partecipazione libera e attiva di mamme, papà, nonni e baby sitter. E’ stato creato un volantino da scaricare e stampare Parcheggi rosa alla riscossa e lasciare sul parabrezza dell’automobilista indisciplinato che ha occupato ingiustamente lo stallo riservato alle mamme. Il biglietto è un invito educato, un promemoria per l’automobilista distratto, un monito semplice ed educato: “Sono certa che ha faticato a trovare un posto per la sua auto. Tuttavia le sarei immensamente grata se la prossima volta potesse parcheggiare sugli altri stalli che le sono stati riservati. Confido nel suo senso civico e nella sua cortesia. Non può immaginare quanto sia pericoloso e faticoso muoversi in città con un bambino nel grembo o nel passeggino. La ringrazio. Una mamma”. Parcheggi rosa alla riscossa è dunque, più di ogni altra cosa un'iniziativa simbolica, un'occasione per partecipare, con un gesto semplice, ad una azione collettiva che acquisterà forza e visibilità dalla sua stessa diffusione.

Il senso civico vincerà?
Non sarà di certo un biglietto a cambiare la mentalità della gente. Almeno non subito. Spesso non lo sono le sanzioni scritte come potrebbe riuscirci una norma morale? Eppure questo biglietto ha un fine ambizioso: indurre alla riflessione. Magari non oggi, ma in futuro si può auspicare di avere una società sempre più sensibile verso le problematiche delle fasce più deboli. Quello che vogliamo dimostrare è che la sensibilità ed il rispetto verso il prossimo, devono prescindere da qualsiasi regola scritta. Sono valori da riscoprire dentro di noi. Lo dobbiamo ai nostri figli e a tutte le generazioni future.
Sonia Chiappetta

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