Famiglia: Leggi e Diritto

Mare o montagna per i bambini?

17 giugno 2011 in Vacanze

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Aria pulita e tanto silenzio sui monti, clima salubre e stimolante in riva al mare. Le località di vacanza per i bambini offrono comunque dei vantaggi. Ecco i nostri consigli.

È arrivato proprio il momento in cui i genitori devono scegliere la località in cui trascorrere il periodo di vacanza con i propri bambini, oppure in cui li lasceranno con i nonni mentre loro sono ancora al lavoro. Il nostro paese offre solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda le località, tutte bellissime quasi ovunque raggiungibili in un paio d’ore. Il piacevole problema che si pone è: meglio andare al mare o in montagna? L’importante è, sicuramente, far trascorrere ai piccoli un periodo lontano dal traffico e dall’inquinamento cittadino, che in estate raggiunge vette elevate. Sia il mare sia la montagna, però, hanno i loro vantaggi.

Se si scelgono i monti

Avendo la possibilità di scegliere, la villeggiatura in montagna è adatta ai bambini un poco nervosi, che tendenzialmente hanno poco appetito e che sono sempre in movimento. Il clima alpino o appenninico, l’aria rarefatta, le distese di verde e il fresco, svolgono un effetto rilassante sull’organismo di questi bimbi vivacissimi, che durante la notte riposano meglio anche per le temperature non elevate, che spingono a rintanarsi nel calduccio del proprio lettino. L’attività fisica che i piccoli praticano, giocando o correndo sui prati o anche solo andando a spasso sul passeggino, stimola l’appetito. La località prescelta non deve tuttavia essere eccessivamente in alto: i bimbi di pochi mesi non dovrebbero salire oltre i 1.300 metri, mentre quelli più grandicelli possono arrivare fino a 1.500 – 1.600 metri. Per evitare una “salita” troppo brusca, è opportuno mettere in conto una tappa a metà strada, quando si arriva sui 900-1.000 metri. Ci si può fermare in un ristorante per pranzare con il piccolo o fargli fare una passeggiata nei campi. Se si va in montagna, comunque, si deve tenere conto del fatto che è necessario un abbigliamento particolare, perché il clima è molto mutevole e, in meno di mezz’ora, si può passare dal sole pieno all’acquazzone. Oltre agli indumenti più leggeri, ci si deve ricordare di mettere in valigia una felpa e un golf, una giacca impermeabile con cappuccio (da portare con sé anche durante le escursioni), calze di caldo cotone e scarponcini per la pioggia. Inoltre, occorre protezione per la pelle e per gli occhi: la vicinanza con il sole può esporre a scottature. È bene quindi avere con sé un cappellino con visiera e un paio di occhiali da sole adatti al bambino. Ne parliamo a fondo QUI (mettere il link con il servizio sugli occhiali da sole). Per le zone di pelle scoperta è bene scegliere un prodotto solare ad alta protezione (almeno 30) e uno stick per proteggere le labbra.

Se si preferisce il mare
Le località di mare sono forse più indicate per i bambini tranquilli, piuttosto pigri, che non hanno problemi con il cibo e che, anzi, hanno la tendenza a essere un po’ grassottelli. La brezza marina, infatti, satura di iodio, stimola l’attività della tiroide, una ghiandola che regola tra l’altro il metabolismo e la sensazione di sonno-veglia. I piccoli, quindi, al mare sono generalmente più attivi, più svegli e sempre in movimento. Il fatto di essere poco vestiti, di poter correre liberi sulla sabbia e di sperimentare le prime bracciate in acqua regala loro una sensazione di libertà tutta speciale, stimolando l’attività fisica. Il caldo e l’afa diminuiscono leggermente l’appetito, soprattutto di alimenti sostanziosi (e non necessari in estate) a favore di cibi più freschi e leggeri, come frutta e verdura, ma anche pesce e, soprattutto, di tanti liquidi. Questo può essere la base per un miglioramento globale del regime alimentare. Al mare fa caldo, quindi è importante scegliere con attenzione gli orari per uscire. I bambini, soprattutto se molto piccoli, dovrebbero andare in spiaggia non oltre le nove del mattino e rientrare per le 11.30 al massimo. Nel pomeriggio, gli orari migliori sono dalle 17 in poi. Quando i piccoli sono in spiaggia, dovrebbero stare al sole per pochi minuti soltanto e trascorrere buona parte del tempo sotto l’ombrellone, al riparo dai raggi solari. Anche in questo caso è necessario un buon prodotto solare con protezione elevata e un cappellino con visiera per riparare dal sole se il piccolo non ama indossare gli occhiali da sole. Quando un bambino è al mare, può essere più sveglio e attivo, al punto di mostrare di non voler fare più il sonnellino pomeridiano o di desiderare di andare a letto più tardi. È invece importante mantenere buone abitudini. Se il bimbo non vuole saperne di dormire, gli possiamo proporre di stendersi tranquillo nella cameretta, sfogliando un libro o ascoltando una fiaba. Il sonno non tarderà ad arrivare. La sera dopo cena, sono ammessi una passeggiata sul lungomare e un gelato, ma attorno alle 22 un bambino dovrebbe andare a letto, per riprendersi delle fatiche della giornata di vacanza.

 

Giorgia Andretti

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