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La protezione dal Papilloma-virus

gennaio 25, 2012 9:26 am

Non causa effetti secondari e costituisce una protezione importante per la salute sessuale e riproduttiva. Il vaccino contro il Papilloma virus andrebbe eseguito anche sui maschi, oltre che sulle ragazze. Lo sostengono le tre più importanti società scientifiche che si occupano di patologie maschili, la Società Italiana di Andrologia, la società Italiana di Urologia e…

La protezione dal Papilloma-virus vaccino

Non causa effetti secondari e costituisce una protezione importante per la salute sessuale e riproduttiva. Il vaccino contro il Papilloma virus andrebbe eseguito anche sui maschi, oltre che sulle ragazze. Lo sostengono le tre più importanti società scientifiche che si occupano di patologie maschili, la Società Italiana di Andrologia, la società Italiana di Urologia e la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità.

Conosciamo il Papilloma-virus
L’infezione da Papilloma virus o da HPV colpisce principalmente i genitali. A tutt’oggi si conoscono circa 100 tipi di HPV ma solo 30 di questi sono stati individuati come i responsabili delle infezioni genitali. Sono due i tipi di HPV ad essere tra i più temuti, sono solo questi che predispongono alle forme cancerogene: l’HPV 16 e l’HPV 18. Nella donna, questi due virus possono attivare il cancro della cervice uterina, mentre nell’uomo possono predisporre al cancro del pene, dell’ano e del tratto orofaringeo. I sottotipi dell’HPV 6 e 11 predispongono alla formazione dei condilomi, una specie di verruche genitali, compaiono sia intorno al glande che nella vagina. Dai dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia circa il 73% degli uomini, con una età media di 33 anni, sviluppa una condilomatosi. L’HPV è quindi un virus molto diffuso e 3 persone su 4 lo incontrano almeno una volta nella vita. Di norma, una volta contratta l’infezione ai genitali, questa arriva a guarigione dopo la somministrazione delle cure appropriate. In alcuni casi, sia le donne che gli uomini a seguito dell’infezione possono sviluppare una lesione. Le cause che facilitano lo sviluppo delle lesioni sono: il sistema immunitario deficitario, il fumo ed altri fattori i quali, anche a distanza di molti anni dal primo contatto, permettono la trasformazione in lesioni pre-cancerose ed in seguito in cancro. Il lungo tempo di latenza tra infezione da HPV ed insorgenza del tumore della cervice o del pene, in alcuni casi fino anche a 40 anni, lascia spazio alla prevenzione secondaria attraverso lo screening del pap-test nella donna. Il cancro della cervice è la forma tumorale più frequente nelle donne, seconda soltanto al cancro del seno. I dati statistici forniti dall’OMS ne mostrano l’invadenza.

Nell’uomo è causa di infertilità Negli ultimi anni si è parlato molto della genesi dell’HPV della patologia cancerosa nella donna, oggi sappiamo molto di più anche dell’impatto virale sull’uomo e sulla coppia. Parlando della fertilità e quindi della capacità riproduttiva, uno studio italiano pubblicato sulla rivista Fertilità and Sterilità ha dimostrato che, quando l’esame del liquido seminale è positivo per l’HPV, il rischio della sterilità è altissimo. Non solo: anche il rischio di aborto è risultato aumentato fino al 60%. Il virus infatti viene veicolato dagli spermatozoi nel prodotto del concepimento provocando appunto l’aborto.

Perché vaccinare i dodicenni
Sono oggi disponibili due tipi di vaccino contro il virus dell’HPV. Il vaccino offre una copertura preventiva finalizzata ad impedire e, quindi, prevenire le infezioni salvaguardando così la salute dei ragazzi, sia maschi che femmine. Sul New England Journal of Medicine sono stati pubblicati studi clinici che mostrano l’efficacia fino al 90% nella prevenzione delle lesioni genitali esterne nei maschi dai 16 ai 26 anni. Il vaccino è altamente efficace nei soggetti che non hanno mai avuto nessun contatto con il virus, quindi in assenza di rapporti sessuali. L’efficacia del vaccino diminuisce se si è entrati in contatto in precedenza con uno o più varianti del virus dell’HPV. E’ da questa osservazione che è nata l’indicazione, da parte dell’OMS, di stabilire l’età ideale per iniziare la vaccinazione tra gli 11 ed i 12 anni. In Germania, per esempio, viene offerta la vaccinazione gratuita alle ragazze di età compresa tra 12 e 17 anni. In Francia, sempre gratuitamente, è proposta a partire dai 14 anni e per le ragazze di 15-23 anni che non hanno ancora incontrato il virus. Coloro che hanno già avuto rapporti sessuali potranno trarre un beneficio limitato dal vaccino, anche se per tutte l’arma più efficace e sicura a disposizione per prevenire i tumori del collo dell’utero resta il Pap-Test. Sono oggi disponibili i primi dati che mostrano concretamente l’azione benefica della vaccinazione sulla riduzione della patologia. Si è infatti visto che, nei due anni trascorsi dalla partenza del programma vaccinale per le ragazze, il numero dei nuovi casi di condilomatosi si è ridotto di circa il 60%. Proporre la vaccinazione anche per i maschietti deve essere un atto di responsabilità alla lotta verso questo virus ed alle malattie cancerogene che ne possono derivare.

Modalità della vaccinazione
La vaccinazione in Italia è raccomandata e gratuita per le ragazzine che hanno compiti gli 11 anni. La modalità di somministrazione dipende dal tipo di vaccino effettuato. Se si somministra il vaccino quadrivalente – attivo verso i due virus dei condilomi e verso i due virus del cancro del collo dell’utero, i tipi 16, 18, 6 e 11 – vengono effettuate tre iniezioni intramuscolari: la seconda a distanza di due mesi e la terza a sei mesi dalla prima. Se ad essere somministrato è il vaccino bivalente, ovvero attivo soltanto verso i due virus del cancro del collo dell’utero, i tipi 16 e 18, le iniezioni sono sempre tre ma con uno schema diverso: la seconda dose andrà somministrata un mese dopo la prima, la terza dose sei mesi dalla la prima. Per i maschietti è indicato il vaccino del tipo quadrivalente, che andrebbe effettuato tra i 9 e 15 anni. E’ possibile richiedere la somministrazione al proprio medico di fiducia previo l’acquisto del vaccino. La protezione è attiva per cinque anni, quindi dovranno essere effettuati dei richiami. Sappiamo inoltre che il vaccino è sicuro in quanto si usa solo l’involucro vuoto del virus. Il rischio di eventuali infezioni è quindi pari a zero. Le reazioni al dopo vaccino sono i classici sintomi post-vaccinali: febbre e irritazione nella zona dove è stata fatta l’iniezione, oppure mal di testa o dolori muscolari. I sintomi scompaiono spontaneamente in pochi giorni.

dott.ssa Rosalba Trabalzini

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