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Le paure notturne

Le paure della notte hanno bisogno di essere conosciute per rassicurare i bambini, vediamo come. Si possono raggruppare sotto questo termine tre diverse situazioni che disturbano il sonno del bambino. Si tratta di paure che si manifestano nel cuore della notte, spaventando bambini e genitori. Questi disturbi si presentano sempre in forma abbastanza vistosa e…

Le paure della notte hanno bisogno di essere conosciute per rassicurare i bambini, vediamo come.

Si possono raggruppare sotto questo termine tre diverse situazioni che disturbano il sonno del bambino. Si tratta di paure che si manifestano nel cuore della notte, spaventando bambini e genitori. Questi disturbi si presentano sempre in forma abbastanza vistosa e acuta e interferiscono con il sonno di tutta la famiglia; il dato rassicurante è che si tratta di episodi abbastanza frequenti nella maggior parte dei bambini.

  • Paura di andare a letto

    Si tratta di una delle paure più “normali” nello sviluppo di ogni bambino, soprattutto tra i 2 ed i 6 anni. In questa fase, il bambino è nel pieno della conquista delle capacità motorie e l’andare a dormire acquista il significato di uno “stop” ai progressi quotidiani. È questa una delle motivazioni che fa assumere al bambino un atteggiamento di opposizione al sonno. Il rifiuto di andare a dormire viene giustificato con la paura del buio e nelle presenze minacciose; il bambino richiede con insistenza la presenza della mamma per abbandonarsi al sonno. Alcuni bambini chiedono che venga raccontata loro la stessa storia tutte le sere o che la mamma resti a seduta sul lettino mentre lui dorme.

  • Consigli per accompagnare il bambino a dormire:

    1. Creare un rituale della buonanotte personalizzato, da mettere in atto tutte le sere

    2. Restare sempre seduti accanto al bambino finché non si addormenta

    3. Lasciare la luce della notte accesa

    Gli incubi o sogni d’angoscia

    Il sonno REM ricorre 4 o 5 volte durante la notte, le sessioni dei sogni quindi sono esattamente quante sono le fasi di sonno REM e se molti sogni non vengono ricordati, altri, per la loro carica emotiva, spaventano abbastanza da provocare il risveglio. Gli incubi iniziano a fare la loro comparsa quando il bambino ha circa tre anni e sono molto comuni tra i tre e gli otto anni, fase della vita in cui il piccolo è dotato di una grande fantasia. Durante il sogno il bambino può gridare, piangere, chiamare aiuto. Il sogno che spaventa resta ben impresso nella mente del bambino durante il giorno. Spesso, è proprio il ricordo di un incubo ad alimentare la paura della notte che verrà.

    Un incubo può presentarsi occasionalmente, mentre la ripetizione degli incubi notturni può rappresentare una risposta a situazioni di stress o, più banalmente, può essere la risposta a situazioni contingenti che possono provocare ansia. Alcune situazioni come il cambiamento di fasi della normale routine, i cambi di residenza, la nascita di un fratellino, l’inizio della scuola o la perdita di un affetto in famiglia, possono rivelarsi stimoli per un sonno disturbato e punteggiato da incubi, risvegli e paure. Alcune volte un incubo può essere semplicemente la risposta ad un film dal contenuto spaventoso, con scene violente o comunque non adatte alla sensibilità di un bambino piccolo.

    Ad un bambino spaventato per un brutto sogno, deve essere offerta tutta la rassicurazione possibile: bisogna spiegargli che il sogno non è altro che la liberazione della fantasia durante il sonno, e che ciò che si è sognato non ha nulla a che vedere con la realtà. Deve essere fornita rassicurazione che non esistano né mostri né altre creature fantastiche. Per parlare del sogno che spaventa è bene aspettare fino al giorno dopo, quando il bambino sarà più sereno cercando di capire quale è stata la motivazione che ha fatto scaturire l’incubo.

  • Consigli per prevenire la comparsa di incubi:

    1. Ridurre situazioni di stress nella vita del bambino
    2. Evitare la televisione nelle ore che precedono il sonno
    3. Evitare di raccontare storie che possono incutere paura prima di andare a dormire
    4. Tenere accesa la luce notturna
    5. Parlare dell’incubo il giorno dopo suggerendo al bambino di disegnare ciò che ha sognato ed aiutandolo ad esplicitare le sue paure

  • Terrore notturno o pavor nocturnus

    Il terrore notturno è un avvenimento di gran lunga diverso dall’incubo. L’incubo appare durante la fase di sonno REM, mentre il pavor nocturnus compare di solito intorno alla seconda ora della prima fase del sonno profondo. Durante la crisi di terrore notturno – la cui durata può andare da alcuni minuti a più di mezz’ora – il bambino è profondamente addormentato.
    Spesso sono i genitori ad essere maggiormente spaventati: il pianto o le urla del bambino rompono il silenzio della notte; la sua voce ha una tonalità monotono, differente dal tono utilizzato quando il bambino è sveglio, gli occhi possono essere aperti e sembrare stravolti, il viso è atterrito e l’inizio delle crisi è segnato dalle urla, il cuore batte velocemente ed il respiro è affannoso, ma, nonostante tutto ciò, il bambino non è sveglio. Infatti, stando vicino al suo lettino, probabilmente non vi riconoscerà perchè in realtà, sta dormendo.
    Non c’è nulla che possa essere fatto per rassicurarlo, non deve essere svegliato, si calmerà da solo dopo pochi minuti. Al mattino, al suo risveglio, il bambino non ricorderà assolutamente nulla di quanto è accaduto durante la notte.

    Possono essere molti i fattori scatenanti il pavor nocturnus., il primo tra tutti è la familiarità: se uno dei due genitori ne ha sofferto da bambino, è quasi certo che il proprio figlio ne soffrirà. Altro fattore è lo stress, sia fisico che psichico: per attenuarlo in periodi in cui il picco di stress è elevato, bisogna assicurarsi sempre che il bambino abbia la quantità giusta di riposo.

  • Consigli per prevenire il terrore notturno frequente

    1. Svegliare il bambino circa 30 minuti prima del termine della fase di sonno profondo, all’incirca dopo 100 minuti che si è addormentato; fare in modo che si alzi dal letto e che parli un poco con voi per almeno 5 minuti, dopo farlo tornare a dormire nel letto. In questo modo si interrompe il ciclo del sonno profondo
    2. Evitare di scuotere il bambino durante la crisi di terrore notturno, potrebbe spaventarsi ancora di più
    3. Avvisare la babysitter o chiunque altro accudisca il bambino della presenza della problematica, affinché non si spaventino e sappiano ben reagire

     

    Dott.ssa Rosalba Trabalzini
    Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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