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Lettino o lettone

settembre 9, 2008 12:00 pm

Il dubbio per i genitori è quello di sempre: permettere al proprio figlio di accomodarsi nel lettone? In alcune famiglie il lettone è considerato il luogo in cui gioire dell’intimità e dove ogni membro della famiglia può dormire sapendo di poter condividere pienamente lo spazio disponibile. In queste famiglie i bambini possono dormire tranquillamente nel…

Il dubbio per i genitori è quello di sempre: permettere al proprio figlio di accomodarsi nel lettone?

In alcune famiglie il lettone è considerato il luogo in cui gioire dell’intimità e dove ogni membro della famiglia può dormire sapendo di poter condividere pienamente lo spazio disponibile. In queste famiglie i bambini possono dormire tranquillamente nel lettone, insieme a mamma e papà. In altre famiglie invece, ai bambini non è concesso dormire nel lettone e quindi, ognuno deve dormire nel proprio letto e nella propria stanza, questo per consentire la maggiore libertà ad ogni membro della famiglia.

Nessuno dei due metodi rappresenta la risposta ideale ai bisogni sia dei bambini che dei genitori, entrambi i punti di vista hanno in comune il rispetto del vivere l’intimità della famiglia insieme ai figli.

Se i bisogni del bambino differiscono da quelli di mamma e papà, sarà necessario pianificare la strategia finalizzata a far dormire il bambino nel suo lettino. Prima di iniziare a mettere in atto il programma di cambiamento, sarà bene tener presente che l’elemento fondamentale per una buona riuscita è la fermezza. E’ opportuno tener conto che i bambini di differente età apprendono in modo diverso anche se, alla base dell’apprendimento, vige comunque la regola dell’imitazione: i bambini ed i fanciulli imparano dalle azioni vissute.

Sono due i modelli di approccio per risolvere il problema del dividere il letto in tre: un modo veloce ed uno più lento. L’approccio veloce è indicato per i bambini più positivi, per quelli che riescono ad applicare i cambiamenti di comportamento che vengono loro richiesti, l’approccio lento è invece adattabile ai bambini più piccoli perché sono quelli che per natura fanno più difficoltà a seguire le istruzioni e cercano un contatto fisico più immediato. E’ difficile però prevedere quale dei due tipi di approccio riuscirà ad essere più efficace per ogni singolo bambino.

L’inizio del programma di “emancipazione dal lettone” deve essere dichiarato in maniera esplicita, attraverso l’organizzazione di un piccolo party alla presenza di mamma, papà, nonni ed amici. Va offerta una piccola torta per festeggiare l’inizio di un accordo tra il bambino ed i genitori, finalizzato all’acquisizione della capacità di restare a dormire nel suo letto, nella sua stanza. L’obiettivo dell’accordo (e della festa) è quello di infondere fiducia al bambino dimostrandogli che è abbastanza bravo da saper affrontare qualsiasi situazione. Il tempo necessario per avviare e portare a termine il cambiamento desiderato è di circa tre o quattro settimane.

  • Regole fondamentali per avviare il divezzamento dal lettone

    1. Chiarezza assoluta, la mamma o il papà diranno sempre molto chiaramente cosa fanno o cosa deve aspettarsi il bambino

    2. La mamma o il papà, al momento dell’andare a dormire, aspetteranno che il bambino esegua tutti i comportamenti routinari (lavare i denti, indossare il pigiamino, i saluti della buonanotte e tutte le attività che è solito fare prima di andare a dormire). Al termine, si siederanno accanto a lui per una decina di minuti, leggendogli un libro o raccontandogli una fiaba. Trascorsi i dieci minuti, come da accordi, la mamma e il papà andranno a dormire nel proprio letto

    3. La mamma ed il papà non diranno MAI: “resto dieci minuti” andando poi via dopo solo 5 minuti: le promesse vanno sempre mantenute

    4. Il bambino dovrà accettare di restare nel suo letto, anche se è piuttosto chiaro che non riuscirà ad applicare le istruzioni fino in fondo subito, sarà necessario restare più minuti del previsto

    5. In questo modo i contenuti del contratto sono chiarissimi a tutti
    Nello specifico il genitore dovrà dire o fare:

    6. “Ora ti accompagno in camera tua e resterò con te per 10 minuti, poi andrò anche io a dormire perché avrò una giornata di lavoro da affrontare, prima di andare via ti darò un grandissimo bacio”. Ogni tre giorni il tempo si abbrevia ed alla fine i 10 minuti diventeranno soltanto pochi secondi

    7. se nonostante la promessa da parte del bambino che resterà nel suo lettino verrà comunque nel lettone, non deve consentito di entrare nel letto, si attrezzerà invece un sacco a pelo e gli si dirà di dormire nel sacco, proprio vicino al lettone. Ogni notte, la vicinanza sarà sempre più esigua, fino ad arrivare fuori della porta

    8. Spiegare sempre perché è preferibile che ognuno dorma nel proprio letto: per poter dormire bene ed affrontare al meglio il giorno che verrà

    Bisogna spiegare al bambino esattamente cosa ci si aspetta che faccia: “Bene amore, da questa sera, io desidero che tu dorma nel tuo letto. Se ti svegli durante la notte, prova ad abbracciare il tuo orsetto, pensa al tuo posto preferito e cerca di chiudere gli occhietti e vedrai che il sonno arriverà nuovamente”. Se il piccolo arriva comunque nel lettone, non va mai minacciato ma con tono di voce neutrale e ben impostato, bisogna dirgli: “torna nel tuo letto, abbraccia il tuo orsetto e cerca di dormire”. Niente di più e niente di meno.

    La chiave di tutto è nella fermezza. Non bisogna essere insensibili, bisogna semplicemente inviare un chiaro messaggio sul fatto che, secondo i patti stabiliti, il bambino deve tornare a dormire nel suo letto. Se il bambino comincia a piangere, bisogna concedergli un momento per calmarsi e dopo si può accompagnarlo nel proprio letto, ricordandogli con fermezza i patti.

    Bisogna stabilire un limite temporale entro il quale il cambiamento deve compiersi. Generalmente ci vogliono tre settimane ma, se non si riesce a concludere il programma entro la data programmata, bisogna fermarsi a verificare se si sta applicando correttamente il procedimento o se è preferibile cambiare tipo di approccio.

    Alcuni bambini cambiano le loro abitudini notturne in periodi brevi, altri impiegano più tempo e si ribellano alle innovazioni comportamentali. E’ importante, per modificare il comportamento dell’addormentamento, dare sempre delle spiegazioni facilmente comprensibili.

  • Consigli per infondere la sicurezza al bambino affinché resti nel suo letto

    1. Giochi mentali. Se il bambino si alza durante la notte, incoraggiatelo a pensare ad un posto o ad una attività che ama. Prima di andare a dormire, ricordategli che se si sveglia durante la notte dovrebbe immaginare un posto speciale, chiedetegli di descrivervi il suo posto speciale in ogni piccolo particolare. Questa tecnica viene usata dai bambini dai tre anni in su.

    2. Paura. I bambini si spaventano facilmente con il buio. Il bambino va aiutato a sconfiggere la paura insegnandogli le cosiddette visualizzazioni positive. Chiedete al bambino di pensare a qualcosa di pauroso e chiedetegli di disegnare se stesso a combattere con questa situazione per uscirne vincitore. Quando il bambino si lamenterà, dicendo di aver paura durante la notte, ricordategli di quanto è un bambino forte e vincitore e di come può sconfiggere le sue paure.

    3. Oggetti di sicurezza. Una speciale coperta o un animale di pezza riescono a rimpiazzare il vuoto quando la mamma ed il papà non sono presenti fisicamente vicino al letto. Incoraggiate dunque il bambino a sviluppare un rapporto speciale con il suo orsetto preferito o con altro peluche.

    4. Rilassamento progressivo. I bambini possono imparare questo tipo di arte molto presto. Fate diventare il rilassamento un gioco, usando parole divertenti, in modo che il bambino si rilassi. Chiedete al bambino di rilassarsi cercando di sentire tutti i muscoli del proprio corpo, come gli spaghetti ben cotti e cioè mollicci…! Iniziare dai muscoli dei piedi fino ad arrivare quelli della testa.

     

    Dott.ssa Rosalba Trabalzini
    Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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