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Il sonno nei bambini

settembre 9, 2008 12:00 pm

Il sonno, grande mistero della vita. Ancora oggi non sappiamo perchè è tanto necessario. Quotidianamente sperimentiamo e sappiamo che cosa è il sonno. A tutt’oggi, però, non siamo ancora in grado di sapere con certezza perché si dorme. Possiamo affermare che il sonno è uno stato di quiete, molto diverso dalla veglia, in cui si…

Il sonno, grande mistero della vita. Ancora oggi non sappiamo perchè è tanto necessario.

Quotidianamente sperimentiamo e sappiamo che cosa è il sonno. A tutt’oggi, però, non siamo ancora in grado di sapere con certezza perché si dorme. Possiamo affermare che il sonno è uno stato di quiete, molto diverso dalla veglia, in cui si verificano una serie di eventi. Lo scopo del sonno sembrerebbe essere quello ristoratore. I teorici della teoria riparatrice concordano sul fatto che le attività compiute durante il giorno esauriscono completamente le riserve energetiche dell’intero organismo; durante il sonno, un particolare “fattore” lavora attivamente per ricostituire il patrimonio energetico. In effetti, durante la fase 4 del sonno, quella del sonno più profondo, si è osservato che l’organismo produce grandi quantità di ormone della crescita. Tale ormone controlla molti dei processi del metabolismo, sia della crescita fisica che dello sviluppo del cervello. Pensare dunque che il sonno sia uno stato di riposo in cui il nostro organismo è semplicemente inattivo è sbagliato.
Durante il sonno avvengono molti cambiamenti complessi nel nostro cervello e nel nostro organismo, che non possono essere spiegati come una semplice riduzione di attività. Alcune cellule nervose dell’encefalo, in determinate fasi del sonno, mostrano un livello di attività 5-10 volte più intenso rispetto ai periodi di veglia, come appunto le cellule deputate alla produzione dell’Ormone della crescita. Una maggiore attività fisica durante la veglia non induce necessariamente un maggiore bisogno di sonno, così come, d’altro canto, una scarsa attività diurna non riduce il bisogno di sonno. In conclusione il sonno si può definire come uno stato di coscienza complesso, sia qualitativamente che quantitativamente, è una condizione completamente differente dalla veglia e non semplicemente il suo contrario. Il sonno inizia e si mantiene attivo grazie al lavoro di specifici meccanismi cerebrali, ed è influenzato da alcuni fattori che possono essere costanti o variabili. Tra di essi ricordiamo:

  • Il ritmo circadiano: una sorta di orologio biologico interno, è il responsabile del controllo sonno/veglia ed è predefinito sul tempo fisiologico interno: circa 25 ore

  • Tensione emotiva: lo stress, l’eccitamento e l’assunzione di farmaci possono interferire con il bisogno di sonno, creando un’ulteriore difficoltà: eccessiva sonnolenza o insonnia, difficoltà a prendere sonno o risvegli anticipati ;
  • Deprivazione del sonno: la deprivazione del sonno incide negativamente nei compiti assegnati, soprattutto se questi sono poco interessanti; al contrario, si possono avere delle performance più che accettabili se alla deprivazione del sonno viene associata una motivazione ad alto tasso emotivo.
    Per lo studio del sonno vengono utilizzati tre diversi parametri:
  • L’elettroencefalogramma, convenzionalmente abbreviato come EEG, individua l’attività elettrica dell’encefalo
  • l’elettrooculogramma, che individua i movimenti degli occhi
  • l’elettromiogramma, che rileva l’attività muscolare
    Attraverso questi parametri si è potuto accertare la dinamicità del sonno con i diversi livelli di profondità ricorrenti nel corso della notte. Si distinguono fondamentalmente due tipi di sonno: il sonno privo di movimenti rapidi oculari (NREM) e il sonno accompagnato da movimenti rapidi oculari (REM). A sua volta il sonno NREM si divide in quattro stadi corrispondenti a livelli di profondità diversi (stadio 1,2,3 e 4). Lo stadio 1 indica il sonno leggero. Possiamo affermare che il sonno ha inizio con una fase NREM per passare poi a fasi alterne dal sonno REM a quello NREM ovvero, il sonno ad onde lente NREM prevale nella prima parte e il sonno REM nella seconda. In particolare il sonno, in assenza di particolari condizioni patologiche, inizia con una fase NREM di circa 80 minuti seguita da un periodo di sonno REM di 10 minuti.

    I cicli di sonno NREM-REM si ripetono durante la notte per 3-6 volte. Tuttavia, man mano che i cicli si ripetono, la quantità di sonno dello stadio 3 e 4 diminuisce e viene sostituita dal sonno REM che, in proporzione, diviene lo stadio predominante. A differenza del giovane adulto, i bambini più piccoli tendono ad avere cicli NREM-REM ogni 50 -60 minuti; inoltre, possono passare direttamente dalla veglia ad un sonno REM saltando il primo ciclo NREM all’inizio della notte. La quantità totale di sonno REM può essere superiore al 50% nel neonato ed ancora maggiore nel neonato pretermine. Il motivo di questa modificazione del sonno REM nel corso dei primi mesi di vita rimane sconosciuto: molti ricercatori hanno ipotizzato che il sonno REM abbia un ruolo importante nello sviluppo e nella maturazione della corteccia cerebrale e del sistema oculomotore, nonché nello sviluppo e mantenimento dei circuiti neuronali (delle cellule nervose). Al contrario del sonno REM, gli stadi 3 e 4 tendono a diminuire con l’età adulta, lasciando il posto agli stadi 1 e 2. Non è chiaro il perché di questa variazione: può darsi che l’organismo non avendo più la necessità di produrre l’Ormone della crescita (che, come si è detto, sembra essere prodotto nella fase 4 del sonno) non ha più bisogno di fasi prolungate di sonno profondo.

    Il sonno dunque svolge una funzione “complessa” che va ben oltre il semplice tempo di “ricarica biologica”. Durante il sonno si generano e rigenerano funzioni e si resettano sistemi. Si è visto che l’ormone della crescita è attivo durante il sonno profondo: se il sonno è scarso, disturbato e disorganizzato, si assiste ad una riduzione della produzione di questo ormone con ripercussioni sull’accrescimento. Il sistema immunitario produce sostanze di difesa durante il sonno e, analogamente, un sonno disturbato può giocare un ruolo fondamentale sulle capacità di difesa immunitaria. Da quanto detto finora, si evince come il sonno ha la stessa importanza vitale dello stato di veglia. È per questo motivo che il bambino ha bisogno di riposare bene e a sufficienza.

     

    Dott.ssa Rosalba Trabalzini
    Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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