Donne in matematica più brave se…
29 agosto 2011 in Orizzonte scuola
La mamma ignora lo stereotipo e pregiudizio che indica le bambine come meno brave dei ragazzi con i numeri. Lo rivela uno studio pubblicato su Developmental Psychology.
Bambine più dotate per l’italiano, il disegno e le lingue straniere? Non è detto: sembra che la materia forte in cui si distinguano le ragazzine a scuola sia la matematica, ambito considerato per stereotipo maschile. Eppure, è la scienza confermarlo: donne e matematica è un binomio più che positivo a patto che le mamme diano fiducia alle figlie e siano le prime a credere nelle loro capacità. Se una madre infatti pensa che con i numeri se la cavino meglio i maschi, sua figlia otterrà punteggi fino al 15 per cento inferiori rispetto alle coetanee le cui mamme rigettano con forza lo stereotipo e pregiudizio. Lo suggerisce una ricerca sperimentale su 124 bambine tra i 5 e i 7 anni, guidata dall’Università di Bologna e in stampa sulla rivista di psicologia dello sviluppo dell’Associazione degli psicologi americani. Nessun influenza, invece, sembrano avere le opinioni dei papà.
L’esperimento, il test di matematica
“È sorprendente che già a 5 anni le bambine possano essere inconsapevolmente condizionate da stereotipi relativi al genere” commenta Carlo Tomasetto, ricercatore dell’ateneo bolognese e coautore dello studio. Ancora più sorprendente è forse che il condizionamento si attivi solo se, prima dei test di matematica, alle bambine viene chiesto di disegnare una figura femminile. Per i ricercatori invece è una conferma. Si tratta di un fenomeno osservato, per lo più negli adulti, da almeno una decina d’anni. L’esperimento, cui hanno preso parte anche le università di Padova e Chieti-Pescara, si è svolto così: le bambine sono state testate individualmente, a scuola. Prima del test di matematica, formulate in base alla loro età, è stata loro raccontata una storia. Con protagonista femminile fortemente stereotipata, ad alcune. Incentrata su un argomento neutro, alle altre. Le bambine sono quindi state invitate a fare un disegno relativo al racconto appena ascoltato. Parallelamente ai genitori è stato chiesto di compilare un questionario nel quale, tra l’altro, si chiedeva se, a loro parere, “i maschi di solito sono più portati delle femmine in matematica” e se “le femmine di solito sono più brave nelle materie artistiche e linguistiche che in matematica”. Nonostante in media i genitori tendessero a rigettare lo stereotipo, circa un terzo ha invece ammesso di riconoscervisi. Alle maestre, inoltre, è stato chiesto un giudizio sul rendimento scolastico in matematica.
Le mamme influenzano le capacità delle bambine
Analizzando l’esito del test, i ricercatori si sono accorti che quanto più erano forti gli stereotipi di genere delle madri, tanto più il rendimento si abbassava, fino ad arrivare ad uno scarto del 15 per cento nel caso delle mamme che con più decisione sostengono gli stereotipi. Questo effetto è riscontrabile solo nelle bimbe che prima del test hanno disegnato la figura femminile. Se le mamme rigettano con decisione lo stereotipo, al contrario, le bimbe mantengono lo stesso livello di prestazione, qualunque sia la storia ascoltata e il disegno realizzato. Ma perché succede questo? Secondo gli esperti, quando nei pensieri delle piccole si richiama la loro identità di appartenenza, si riattivano tutte le idee e gli stereotipi collegati. La spiegazione che poi offrono dell’influsso negativo sulla performance ha a che vedere con lo stress indotto dall’ansia da prestazione. Se le bambine temono di sbagliare, perché hanno inconsapevolmente assimilato la convinzione che la matematica non sia pane per i loro denti, si concentrano con più fatica e tendono davvero a fare più errori nei quesiti più difficili. Il fenomeno interessa peraltro tutte le scolare, che siano più o meno dotate.
Sosteniamo con affetto i nostri ragazzi!
Già qualche anno fa alcuni economisti italiani avevano dimostrato come il successo in matematica delle donne fosse strettamente legato al loro grado di emancipazione. In alcuni paesi nordici il gap coi maschi risulta di fatto azzerato e in alcuni casi ribaltato (un esempio è l’Islanda), mentre in paesi come l’Italia, Turchia o Grecia è ancora piuttosto pronunciato. Secondo il dottor Carlo Tomasetto, questi esperimenti suggeriscono che se si riuscisse a ridurre gli stereotipi in ambito familiare, sarebbe davvero possibile contribuire a migliorare i risultati delle bambine in matematica. Come dire: i genitori sono avvisati. Che sia per la matematica o per qualsiasi altra materia, impariamo ad avere fiducia nelle capacità dei nostri ragazzi. Non condizioniamoli con lo stereotipo e pregiudizio che i maschi sono più bravi che senza volere ci portiamo dietro. Riusciranno a dare il meglio di sé già a partire da questo anno scolastico.
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