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Il morbillo

aprile 18, 2002 12:00 pm

Il 90% dei bambini esposti al contagio si ammala: ecco quali sono i sintomi per riconoscere la malattia Il morbillo è una delle malattie infettive più comuni e diffuse nel bambino. E’ maggiormente frequente tra i 3 e i 9 anni di età ed è molto contagiosa, tanto che circa il 90% dei bambini esposti…

Il 90% dei bambini esposti al contagio si ammala: ecco quali sono i sintomi per riconoscere la malattia

Il morbillo è una delle malattie infettive più comuni e diffuse nel bambino. E’ maggiormente frequente tra i 3 e i 9 anni di età ed è molto contagiosa, tanto che circa il 90% dei bambini esposti al contagio, si ammala. I segni tipici del morbillo compaiono in media 15 giorni dopo il contagio, anche se il piccolo è contagioso già a partire dal settimo giorno d’incubazione, quando i sintomi della malattia non si sono ancora manifestati. All’inizio infatti il morbillo assume i segni caratteristici di una comune influenza con tosse catarrale, raffreddore, febbre alta, malessere e spossatezza. Poi però fanno la loro comparsa i primi sintomi tipici del morbillo: per esempio la congiuntivite, accompagnata a insofferenza alla luce, fastidio e bruciore agli occhi, e le macchie biancastre sulla mucosa della bocca e del palato. La fase esantematica vera e propria si manifesta con macchie di colore rosa-rosso vivo, leggermente rilevate e a margini frastagliati, con un diametro variabile da due a dieci millimetri e con la tendenza a confluire in chiazze più grosse. Il primo giorno queste macchie compaiono sul viso e sul collo, il secondo si diffondono anche sul tronco, per arrivare nel terzo sulle gambe. In media questa fase acuta dura da quattro a sei giorni. Generalmente nei primi due-tre giorni la febbre tende ad alzarsi raggiungendo anche i 40° C, poi si abbassa e scompare e la tosse diventa meno forte. Dal quarto al sesto giorno le macchioline iniziano a svanire. Dopo circa altri dieci giorni il bambino è guarito.

Nel corso della malattia i genitori possono alleviare il fastidio agli occhi abbassando la luce nella cameretta e tamponando gli occhi del bimbo con una garza sterile imbevuta di acqua bollita fredda o di soluzione fisiologica. Inoltre è importante dare da bere spesso al piccolo, per evitare il rischio di disidratazione. Con la febbre alta sono poi consigliate le spugnature di acqua fredda su gambe e braccia per abbassarla e non coprirlo troppo.

Poiché l’origine del morbillo è virale, non esiste una cura specifica. Il pediatra può prescrivere un medicinale a base di paracetamolo se la febbre supera i 38,5° C e un antistaminico se il prurito dovuto alle macchie diventa troppo fastidioso per il bambino. Bisogna però dire che in Italia la vaccinazione contro il morbillo rientra tra le vaccinazioni raccomandate. La prima dose di vaccino viene somministrata tramite un’iniezione dopo i 15 mesi con un richiamo poi intorno agli 11-12 anni. Attualmente il vaccino viene praticato insieme a quelli contro la rosolia e la parotite. I pediatri raccomandano in genere di eseguire la vaccinazione per evitare le complicazioni che il morbillo può comportare: in un caso su sei quest’infezione può determinare l’otite media e la broncopolmonite, per curare le quali il medico può prescrivere un ciclo di antibiotici. In un caso su mille, quindi molto più raramente, il morbillo può provocare una encefalite, una malattia che agisce sul sistema nervoso centrale, e in tal caso occorre ricoverare il bambino in ospedale.

 

Prof. Luigi Tarani

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