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Natale ortodosso, è adesso che si festeggia

gennaio 5, 2016 9:31 am

In Russia e in alcuni paesi dell’est, i festeggiamenti per il Natale devono ancora iniziare: in base al loro calendario, infatti, Natale cade il 7 gennaio e la Befana il 19.

Se da noi in occidente con l’Epifania si conclude il lungo periodo dei festeggiamenti natalizi, nei paesi cristiani d’Oriente, vale a dire gli ortodossi, tutto deve ancora iniziare. Infatti, il Natale ortodosso viene celebrato il 7 gennaio. Questa data è dovuta al fatto che la chiesa ortodossa utilizzare il calendario giuliano, ossia quello di Giulio Cesare e non il gregoriano, quello introdotto nel 1582 da papa Gregorio XIII, che decise di modificare il calendario giuliano. I giorni tra il 5 ed il 14 ottobre 1582 furono cancellati e il 25 dicembre venne spostato al 7 gennaio. Ecco quindi come festeggiano i cristiani ortodossi, che sono la più importante minoranza religiosa del nostro paese.

I festeggiamenti del Natale ortodosso
Nei paesi di fede ortodossa, il Natale è preceduto da un periodo di digiuno e preghiera di 40 giorni, un po’ equivalente a quello che, da noi, precede il periodo pasquale. Il digiuno non è completo, ma i fedeli sono tenuti a limitarsi ad alimenti più magri, ossia pesce il mercoledì e il venerdì. La Vigilia di Natale è possibile consumare soltanto il cosiddetto cibo socivo: grano cotto e frutta. Quando in cielo compare la prima stella, si conclude generalmente in chiesa al tramonto il digiuno della vigilia. Ha inizio allora la messa, che prevede preghiere e canti oltre alla benedizione di pane, grano, vino ed olio. Alla fine della Liturgia i fedeli cantano inni di Natale e in chiesa ha luogo una processione in cui al centro viene condotta l’icona di Natale e una candela accesa ad indicare la Stella Cometa. Il sacerdote unge i fedeli con l’Olio benedetto e il fedeli consumano il pane.

Aprire la porta a chi non ha nulla
Oltre alla tradizione, anche i simboli del Natale sono diversi rispetto ai nostri: case e chiese sono addobbate con simboli della tradizione cristiana che compaiono anche nelle catacombe: ghirlande, pesci e pecore, quindi simboli molto tradizionali, più legati al periodo del vangelo. Non si addobba l’albero, una tradizione che non appartiene alla loro cultura poiché fu introdotto alla fine dell’Ottocento. Ma nemmeno il presepe viene preparato, poiché, secondo quanto si narra, venne creato per la prima volta da San Francesco. In alcune zone più moderne, per esempio nelle città della Russia, da qualche tempo stanno facendo la loro comparsa gli alberi di Natale. Le tradizioni dei bambini ortodossi sono piuttosto simili a quelle del resto del mondo: la notte tra il 6 e il 7 gennaio, arriva Nonno Gelo , simile a Babbo Natale, se non fosse che viene raffigurato vestito di bianco oppure di blu. È un vecchio signore un po’ gioviale e un po’ burbero, accompagnato da una simpatica aiutante, Babuschka: secondo alcune versioni, Babuschka è una ragazzina, nipote di Nonno Gelo, mentre per altri è una vecchina che somiglia tanto alla nostra Befana. I due portano dolci e regali ai bambini buoni. Il pasto di Natale è ricco e appetitoso, comprende piatti a base di carne, formaggi, dolci e bevande forti, per combattere il freddo. L’aspetto più bello è che la porta di casa viene lasciata aperta, per permettere ai poveri di entrare e di essere accolti tra i commensali felici.

Lina Rossi

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