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Re Magi e Befana, il valore dei doni

gennaio 4, 2016 9:24 am

Il giorno dell’Epifania, che tutte le feste si porta via, è un’altra occasione di regalo per i nostri bambini. Donare qualcosa va bene, ma è meglio se è utile ed educativo.

Ed eccoci arrivati all’Epifania, che tutte le feste si porta via, perché è l’ultima occasione di divertimento prima della ripresa della scuola. Un colpo di coda delle festività natalizie, quasi a consolare del lungo, buio periodo invernale che ancora attende prima dell’arrivo della primavera.

La tradizione dei Magi
Il 6 gennaio, secondo la tradizione cristiana, è il giorno in cui dall’Oriente arrivarono tre Re sacerdoti, desiderosi di onorare il Re dei re, come raccontava una antica profezia, donandogli oro, simbolo di regalità; incenso, simbolo di divinità; mirra, simbolo di sacrificio e purificazione. I tre Magi seguirono il cammino di una cometa, da esperti astronomi come si era allora in oriente. In seguito studi approfonditi testimoniarono che realmente, in quel periodo, da quelle zone fu chiaramente visibile una cometa. L’incontro dei magi con il Bambino fu la vera rivelazione a tutto il mondo della nascita divina del piccolo. Per questo, il giorno viene ricordato come Epifania, da una parola greca che significa, appunto, rivelazione.

Le origini della vecchina sulla scopa
Non tutti sanno, però, in che modo si è passati dal racconto dei sovrani-sacerdoti orientali con quella della simpatica vecchina che, a cavallo di una scopa, porta dolci e piccoli doni ai bambini che si sono comportati bene e carbone a chi è stato un po’ birichino. Questo succede perché la tradizione cristiana, nel corso dei secoli, si è mescolata con le credenze locali e ancora un po’ pagane che persistevano in alcune zone centro-meridionali dell’Italia. All’epoca dell’antica Roma, per esempio, nel periodo identificato oggi con i primi giorni di gennaio, si celebrava il passaggio dall’anno vecchio al nuovo, era il giro di boa dell’inverno verso stagioni più miti e, al tempo stesso, il periodo in cui i campi riposavano per dare poi il meglio di sé nella bella stagione. Per propiziare l’abbondanza del raccolto, sui campi incolti volavano divinità femminili, che secondo la credenza di allora favorivano la nascita di frutta e ortaggi. Da lì nacque la tradizione delle – befanìe – figure femminili che, nei giorni a cavallo dell’Epifania cristiana, lasciavano frutti e semplici doni.

Doni più simbolici che reali
La tradizione della Befana ha queste origini. Ancora oggi la tradizione vuole si facciano regali ai bambini. C’è da chiedersi se i piccoli abbiano realmente bisogno di questi doni, dopo l’abbondanza dei regali trovati sotto l’albero la mattina del 25 dicembre. Spesso è più un’esigenza dei genitori e dei nonni per rispettare una tradizione. Dopo l’opulenza e la spesa dei giorni scorsi, però, è davvero necessario regalare ancora e ancora ai nostri bambini? La tradizione è simpatica, ma allora sarebbe il caso di limitarsi davvero a qualche dono piccolo, poco costoso e soprattutto simbolico. Potrebbe essere per esempio un bel libro, link all’articolo regalare un libro – se non è stato regalato a Natale), un po’ di materiale per la scuola, magari un dolce cucinato da noi in casa, quel maglione che adesso, con i saldi, costa un po’ meno. Ma basta spese: piuttosto sarà bello raccontare ai bambini la leggenda della Befana, proprio come la abbiamo narrata noi. Spesso conoscere le proprie origini e le tradizioni delle nostre feste è un arricchimento più grande di tanti regali.

Sahalima Giovannini

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