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Quasi tutti il 1° gennaio dichiariamo i nostri buoni propositi

dicembre 31, 2015 9:21 am

Smetterò di fumare, farò colazione tutte le mattine e … I buoni propositi sono un classico di inizio anno, perché aiutano a infondere fiducia e fanno sentire migliori

È il mattino del primo gennaio. Un tempo la tradizione voleva che si eliminassero gli oggetti vecchi e inutili, infatti, in molti luoghi si gettavano vecchi piatti e bicchieri dalla finestra, ma da qualche anno a questa parte è invalsa la tradizione dei buoni propositi.

Una promessa e insieme una speranza
Sono soprattutto le donne a promettere a se stesse un rinnovamento in vista del futuro. I buoni propositi sono soprattutto di tipo salutistico ed estetico. Un classico è proprio quello di smettere di fumare o di riuscire finalmente a mangiare meno dolci, anche con la conseguenza di riuscire a guadagnare salute con il cibo. Del resto, il desiderio di fare a se stessi delle promesse di essere migliori è caratteristico delle situazioni di passaggio: si lascia una parte vecchia di sé che non piace più e ci si pone l’obiettivo di migliorare, quasi una rinascita in vista del futuro. È in parte un meccanismo simile a quello che spinge a modificare il taglio di capelli quando finisce una storia d’amore, quando si cambia lavoro, quando si compiono i fatidici 40 anni. È un impegno simbolico verso e stessi, ma anche una sorta di promessa di diventare migliori, di avere nuove energie da spendere in modo costruttivo per il futuro.

Pochi riescono a mantenerli
Peccato però che siano davvero poche le persone che riescono davvero a mantenere il buon proposito. Secondo uno studio americano, condotto proprio su questo tema, sembra che ce la faccia solo una persona su cento. Forse all’inizio dell’anno, con ancora qualche giorno di relax davanti a sé, si è pieni di buona volontà, poi la ripresa del tran tran quotidiano, nel buio di un inverno ancora lungo davanti, spingono a tornare sui propri passi. Invece, sarebbe bello riuscire a perseverare nel proprio impegno: raggiungere un obiettivo, costituirebbe una buona ricarica di autostima. Per questo è bene non porsi traguardi troppo difficili. È meglio trovare un compromesso facile da concretizzare: forse non riuscirò a smettere di fumare, ma a limitarmi a cinque sigarette al giorno, poi a quattro, poi a tre sì. Forse non farò colazione tutte le mattine seduta insieme ai miei figli, ma riuscire a farla almeno due volte alla se ttimana sarebbero già un buon obiettivo.

Un esempio anche per i bambini
I buoni propositi delle mamme e dei papà hanno un valore educativo anche per i più piccoli, molto di più che una predica o una punizione. I bambini piccoli infatti considerano gli adulti degli essere perfetti o quasi, dei modelli ai quali ispirarsi. Vedere il papà, la mamma o un nonno che si impegnano nel raggiungimento di un obiettivo, facendo sforzi e rinunce, fa loro capire che tanto più i piccoli possono fare una piccola promessa a se stessi, lasciando indietro un aspetto del loro carattere o del loro comportamento che non va bene. I bambini possono impegnarsi a dare una mano in casa, anche soltanto ritirando i loro giocattoli e gli indumenti. Possono cercare di litigare meno con il compagno che non sopportano o di andare dal pediatra senza sbuffare e senza fare scene. Basta un piccolo proponimento e una vola raggiunto meriterà un premio morale: niente regali o soldini, ma un piccolo riconoscimento scritto a simulare un diploma realizzato da mamma, o una medaglia ritagliata nel cartoncino, dal valore simbolico ma altamente gratificante. Per spingere a fare ancora di più e meglio.

Giorgia Andretti

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