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Le recite natalizie dei bambini

dicembre 18, 2015 9:21 am

A Natale la recita a scuola è un classico: al di là di sterili polemiche, è un evento commovente ed educativo, piace ad adulti e bambini di qualsiasi religione siano.

La capanna di Betlemme improvvisata con cartoni colorati e un ampio telo a fare da tetto. Le bambine che si contendono il ruolo di Maria o della cometa. E i bambini più dotati dal punto di vista canoro, a costituire il coro per inni tradizionali o canti nuovi. Le recite natalizie sono un classico del periodo pre-festivo invernale, tra il culturale e la tradizione religiosa.

Riscopriamo il valore della festa
Quest’anno, i fatti di cronaca e gli atti terroristici hanno creato un clima di paura e di tristezza. Qualcuno, animato da un buonismo non necessario, ha addirittura inquinato il piacere della tradizione cristiana del presepe e delle recite di Natale. Al di là delle polemiche in un senso o nell’altro, delle opposizioni che non fanno bene a nessuno e soprattutto alla serenità dei nostri bambini, resta un fatto: la natività di Cristo è una realtà storica, carica di un profondo messaggio di amore e di speranza che va ben al di là dei credo religiosi o del fatto di non credere proprio. Fa parte, oltre che della fede personale, del patrimonio culturale di tutti, dell’Italia per la meravigliosa rappresentazione inventata, a quanto pare, da San Francesco; dell’Occidente per il valore della fede; del mondo intero per il significato di amore reciproco e di pace. Voler eliminare le recite e le rappresentazioni tipiche di questa stagione significa quindi voler anche privare i bambini di un momento in cui condividere valori positivi, in cui andare d’accordo, pensare ai più bisognosi, nutrire la speranze per un futuro migliore.

Il valore educativo della recita
Le recite natalizie, comunque, hanno un valore intrinseco che va al di là del significato religioso o, comunque, della festa. Infatti non tutti decidono di organizzare una recita tradizionale con i personaggi del presepe e l’ambientazione classica nella capanna di Betlemme. Molti insegnanti ed educatori scelgono temi forse più moderni, ambientazioni nelle nostre città, con i nuovi poveri che sono esseri umani giunti da lontano o vicini di casa colpiti dalla sfortuna. Il messaggio, in ogni caso, è il medesimo: si devono amare gli altri e aiutarli nel bisogno. L’insegnamento che i bambini apprendono trascende qualsiasi credo. E non solo: collaborare alla realizzazione di una recita o di uno spettacolo ha un valore molto educativo perché un bambino impara ad avere un suo ruolo, a rispettarlo anche se non era quello che sognava e a impegnarsi per dare il meglio di sé. Recitare insieme insegna anche a collaborare per il raggiungimento di un obiettivo, al di là delle aspettative personali e del desiderio di mettersi in evidenza singolarmente. Questo ha una valenza educativa anche per le mamme e i papà, che conoscono le doti del proprio figlio e quindi vorrebbero che queste fossero più o meno valorizzate. Accettare un ruolo non proprio di primo piano insegna anche ai grandi che, in quel contesto, l’obiettivo non è mettersi in mostra, ma dimostrare maturità nella parte assegnata, diventando uno tra i tanti, per il raggiungimento dell’obiettivo comune. Ed è proprio per tutto questo che non bisogna mancare alla recita dei nostri figli, non possiamo deluderli: loro hanno bisogno di dimostrarci i loro valori.

Sahalima Giovannini

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