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Le novità della ricerca

febbraio 24, 2005 12:00 pm

Uno studio, realizzato in 23 Paesi, mette sotto esame gli effetti del Montelukast: positivi i risultati La prevenzione è l’arma più efficace in medicina. Ma diventa un’arma indispensabile quando i pazienti sono dei bambini e quando la malattia si chiama asma. Proteggere i bambini dagli attacchi di asma è l’obiettivo principale quando si affronta questa…

Uno studio, realizzato in 23 Paesi, mette sotto esame gli effetti del Montelukast: positivi i risultati

La prevenzione è l’arma più efficace in medicina. Ma diventa un’arma indispensabile quando i pazienti sono dei bambini e quando la malattia si chiama asma. Proteggere i bambini dagli attacchi di asma è l’obiettivo principale quando si affronta questa patologia. Ed è in questa direzione che vanno i farmaci di ultima generazione. Nel 2004 è stato condotto uno studio multicentrico effettuato in 23 Paesi – fra cui Danimarca, Germania, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti durante il quale è stato valutato il ruolo del Montelukast (nome di una sostanza chimica utilizzata ultimamente contro l’asma). Il Montelukast esplica la sua attività bloccando dei recettori specifici, responsabili dell’infiammazione scatenata dalle infezioni e dalle allergie, e può essere impiegato nella prevenzione degli attacchi d’asma intermittente dei bambini fra i 2 e i 5 anni d’età.

La necessità di recuperare certezze
Se da un lato l’efficacia del Montelukast nel controllo dell’asma persistente di grado lieve è stata già provata, è necessario avere più dati sulla sua efficacia nella prevenzione delle esacerbazioni dell’asma causate da specifici stimoli, quali le infezioni respiratorie virali, ad esempio il comune raffreddore, in questo gruppo d’età.
Sebbene la natura infiammatoria dell’asma sia alla base della raccomandazione di usare i cortisonici per via inalatoria nei casi di asma persistente, questi non sembrano funzionare nei casi di asma intermittente scatenata da virus. Gli studiosi sono partiti dal fatto che i leucotrieni, cioè i responsabili delle crisi di asma, si concentrano nelle secrezioni naso-faringee dei bambini con wheezing bronchiale (tipico fischio dell’asma) ed è possibili rintracciarli fino a 28 giorni dopo la malattia respiratoria. Questo fa riflettere ed indica la necessità di un trattamento preventivo a lungo termine.

I risultati dello studio
I risultati si sono ottenuti prendendo come parametro dello studio 265 piccoli pazienti, sottoposti ad un trattamento singolo giornaliero con 4 o 5 mg di Montelukast, a seconda dell’età, e 271 pazienti a cui è stato somministrato il placebo (sostanza simile all’apparenza, ma senza nessuna sostanza chimica, quindi senza efficacia terapeutica). Si è visto che chi riceveva il trattamento aveva un numero significativamente ridotto di attacchi d’asma, con una media di 1.60 episodi nell’anno di trattamento, rispetto ai 2.34 episodi del gruppo di controllo. Il Montelukast diminuiva anche l’uso concomitante di cortisonici per via inalatoria. Gli effetti collaterali negativi non sono stati tali da interrompere la terapia. Sebbene i risultati dello studio siano convincenti, non si auspica che tali pazienti vengano trattati tutto l’anno, ma per esempio, che possano ricevere la cura prima dell’arrivo della stagione virale o, alternativamente, ai primi segni di malattia del primo tratto della respirazione.

 

Prof. Luigi Tarani

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