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Diagnosi e terapia

febbraio 21, 2005 12:00 pm

Gli strumenti per una valutazione corretta della patologia e gli obiettivi dell’intervento farmacologico.

La diagnosi di asma bronchiale si avvale di indagini: clinico-funzionali, allergologiche ed immunologiche, biologiche. Le indagini clinico funzionali permettono di individuare l’ostruzione bronchiale reversibile; quelle allergologiche ed immunologiche, offrono la possibilità di definire la componente allergica della malattia e la possibile eziologia; mentre quelle biologiche, misurano i marcatori dell’infiammazione bronchiale.

Gli strumenti per la diagnosi
Tra le prime indagini clinico funzionali c’è la spirometria, che misura i volumi ed i flussi polmonari che in caso di patologia asmatica si alterano. La diminuzione del Volume espiratorio forzato (FEV1) con un diminuito rapporto lo stesso e le capacità vitale (FEV1/VC) è, infatti, indicativo di ostruzione bronchiale, soprattutto quando tali valori si normalizzano dopo somministrazione di broncodilatatori. Il respiro dei bambini affetti da asma va sempre tenuto sotto controllo. Una volta l’anno sarebbe opportuno eseguire una spirometria, con la quale misurando il picco del flusso respiratorio, si controlla la respirazione. Se il picco presenta dei valori elevati, si ha tutto il tempo per poter mettere in atto i provvedimenti necessari.
Considerando che nel bambino uno dei fattori di rischio maggiore è l’atopia , cioè la tendenza alla produzione aumentata di anticorpi (IgE) verso i comuni allergeni, gli accertamenti che vanno effettuati più spesso sono il prick test (le prove allergologiche ed immunologiche che permettono una valutazione immediata e specifica dell’aumentata produzione di anticorpi) e il dosaggio delle IgE totali (PRIST) e specifiche (RAST). Quest’ultimo è molto costoso e il risultato è sovrapponibile a quello dei test cutanei ed è per tali motivi che solitamente viene effettuato soltanto nei casi in cui non si può eseguire il prick test (eczema diffuso) o in caso di necessità di conferma.
Le indagini biologiche si possono distinguere in invasive come la biopsia bronchiale e il lavaggio broncoalveolare e non invasive come la ricerca dei marcatori dell’infiammazione nel sangue, nelle urine e nell’espettorato indotto. Tale metodica consiste nell’indurre la produzione di espettorato mediante l’inalazione di soluzione salina ipertonica.

Il trattamento farmacologico
Non esiste una cura definitiva per l’asma ma un adeguato trattamento può aiutare una persona con l’asma a vivere una vita normale. Ci sono due tipi di rimedi farmacologici, farmaci a rilascio immediato e farmaci a rilascio lento. Questi farmaci lavorano in modi diversi e molte persone hanno bisogno di entrambi i tipi.
I farmaci a rilascio immediato arrivano fin dentro i bronchioli, mentre i farmaci veloci lavorano sulla muscolatura circolare che avvolgono i bronchi e bronchioli facendola rilasciare. In questo modo le vie aeree tornano al loro stato normale e quindi il respiro diventa più facile. Per il controllo della sintomatologia asmatica e quindi la sua prevenzione, quando non è possibile evitare gli stimoli scatenanti, molte persone hanno bisogno di farmaci a lento rilascio. I farmaci a lento rilascio lavorano sull’infiammazione dei bronchioli riducendo la produzione di muco, l’edema e la tensione muscolare In questo modo le vie respiratorie restano ben aperte. I farmaci a lento rilascio possono essere inalati o assunti sotto forma di pillole.
Durante un attacco di asma, i farmaci a pronto rilascio rendono il respiro più semplice e normale, facendo rilasciare la muscolatura che avvolge il bronchiolo, mentre i farmaci a lento rilascio aiutano a prevenire i sintomi dell’asma e l’attacco di asma. Entrambe le metodiche sono importanti.
I farmaci hanno una funzione importante per la risoluzione e la prevenzione dell’attacco di asma, ma è molto importante la prevenzione, ponendo cura ad evitare gli stimoli scatenanti. Una elevata attenzione alla cura dell’ambiente in cui si vive, soprattutto nel caso di bambini con asma, rende tutto più semplice. Quindi lontano dalle polveri, dagli animali, dai pollini, dal tabacco e dalle condizioni di tempo freddo e fortemente umido.
Tutti questi fattori, attivanti la sintomatologia asmatica si ritrovano in casa, negli ambienti di lavoro, nelle scuole, nelle palestre. I fattori non allergici quali: esercizio fisico, infezioni, condizioni climatiche e le forti emozioni, completano il vivere quotidiano.

Prof. Luigi Tarani

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