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L’asma e le sue limitazioni

febbraio 21, 2005 12:00 pm

Giorni di scuola persi, limitazione nel gioco, difficoltà nei rapporti: i bambini pagano un prezzo pesante L’asma, quando non è ben controllato può influenzare negativamente su molti aspetti della vita del bambino e, di conseguenza, della sua famiglia. La limitazione alle attività sociali si fa sentire in maniera esponenziale secondo la gravità dei disturbi. Il…

Giorni di scuola persi, limitazione nel gioco, difficoltà nei rapporti: i bambini pagano un prezzo pesante

L’asma, quando non è ben controllato può influenzare negativamente su molti aspetti della vita del bambino e, di conseguenza, della sua famiglia. La limitazione alle attività sociali si fa sentire in maniera esponenziale secondo la gravità dei disturbi. Il dover rimanere a casa durante gli episodi acuti, oltre a far perdere giorni di scuola, mette a rischio il profitto scolastico, con inevitabili conseguenze sull’autostima dei bambini nel rapporto con i coetanei e i compagni classe. E la limitazione delle attività sociali sovrapposte alle attività scolastiche rende ancora più difficoltoso il rapporto con i coetanei.

I condizionamenti della vita familiare
Per quanto riguarda la vita familiare, uno dei primi aspetti che turbano l’equilibrio sono le notti insonni a cui i genitori sono chiamati per assistere il piccolo paziente durante le crisi notturne. Affinché si possa convivere con una maggiore serenità con la problematica asmatica è necessario che la famiglia tutta modifichi il proprio stile di vita: vivere la quotidianità tenendo in considerazione le esigenze dei bambini asmatici, limita gli eventuali sensi di colpa del bambino.
Nei mesi di gennaio e febbraio 2000 è stata effettuata una ricerca per valutare la consapevolezza dei bambini rispetto alla propria condizione sociale e il giudizio dei genitori sull’efficacia terapeutica. Al questionario predisposto per la ricerca hanno risposto 305 pazienti da 6 a 14 anni con asma lieve/moderato e 305 genitori di bambini asmatici.
Le persone coinvolte dal problema dell’asma hanno dato una rappresentazione della malattia dell’asma particolarmente interessante. Per quanto riguarda i sintomi, bambini e genitori, hanno indicato in ordine di importanza questi tre elementi: difficoltà respirazione, tosse secca, risveglio notturno. In relazione alla limitazione delle difficoltà quanti hanno risposto al questionario hanno indicato tre situazioni precise e certamente gravi per le conseguenze psicologiche e sociali: difficoltà nel parlare, difficoltà nel giocare e nel fare attività fisica, perdita di giorni di scuola.
Per quanto riguarda poi i sintomi e le conseguenze patite dai bambini almeno un volta nell’arco di un mese, sei le situazioni maggiormente indicate: difficoltà di respiro, tosse secca, affanno, risveglio notturno, interruzione dell’attività fisica, interruzioni dell’attività scolastica.

Consapevolezza della malattia e trattamenti inadeguati
Sulla base dei risultati del testo è dunque apparso chiaro che la dolorosa consapevolezza delle limitazioni provocate dall’asma e chiara ai piccoli pazienti: il 60 per cento dei bambini lamenta infatti di non poter fare le stesse cose che fanno i bambini non asmatici. Inoltre l’81per cento dei bambini vive giornate negative o critiche almeno una volta al mese. Per quanto riguarda invece i risultati del trattamento farmacologico il 52 per cento del campioni considera più efficace il farmaco sintomatico, il 34 % quello preventivo, mentre un 14 per cento indica soluzioni alternative di intervento. A fronte di questo giudizio vanno però tenuti i considerazione anche i risultati di una ricerca intitolata “Asma in realtà”, presentata nel corso del Congresso sulle malattie respiratorie che si è tenuto a Catania nel novembre del 2000. Secondo questa indagini una elevata percentuale di pazienti afferma che l’asma viene trattato in modo inadeguato. Il risultato costringe ad una riflessione. E’ possibile che la causa di questa insoddisfazione sia legata anche alla scarsa collaborazione del paziente nel seguire le indicazioni preventive ed il trattamento farmacologico, ma è più facile che all’origine ci sia una difficoltà di comunicazione tra medico e paziente che può portare ad una diversa percezione dei sintomi dell’asma. Per questo, così come avviene in molte altre patologie, nella cura dell’asma il rapporto interpersonale tra medico e paziente, soprattutto quando si parla di un piccolo paziente, si rivela determinante.

 

Dott. Giovanni Benedetti Valentini

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