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Il quadro clinico

febbraio 21, 2005 12:00 pm

La gravità dell’asma viene classificata in quattro stadi, sulla base della frequenza e dell’intensità della crisi Il quadro clinico dell’asma è molto vario. Normalmente inizia con rinite e tosse catarrale a cui seguono dispnea, essenzialmente espiratoria, fischio dovuto ad ostruzione delle alte vie respiratorie e senso di oppressione toracica. Nei casi più gravi si possono…

La gravità dell’asma viene classificata in quattro stadi, sulla base della frequenza e dell’intensità della crisi

Il quadro clinico dell’asma è molto vario. Normalmente inizia con rinite e tosse catarrale a cui seguono dispnea, essenzialmente espiratoria, fischio dovuto ad ostruzione delle alte vie respiratorie e senso di oppressione toracica. Nei casi più gravi si possono rilevare aumento della frequenza respiratoria (superiore a 35 respiri al minuto) e della frequenza cardiaca (maggiore di 130 battiti al minuto), presenza di polso paradosso, cianosi, difficoltà a parlare e impiego dei muscoli accessori per la respirazione (soprattutto il muscolo sternocleidomastoideo) con diffusi rientramenti intercostali.
La presenza e la frequenza dei sintomi e il grado di ostruzione bronchiale ci permettono di classificare la gravità dell’asma in quattro stadi.

Stadio I (Saltuario)
Frequenza sintomi: Meno di 1 a settimana
Asma notturno: meno di 2 al mese
Funzione respiratoria: Normale

Stadio II (Lieve)
Frequenza sintomi: più di 1 a settimana
Asma notturno: più di 2 al mese
Funzione respiratoria: Spesso alterata

Stadio III (Moderato)
Frequenza sintomi: quotidiano
Asma notturno: più di 1 a settimana
Funzione respiratoria: Spesso alterata

Stadio III (Grave)
Frequenza sintomi: continui
Asma notturno: frequenti
Funzione respiratoria: Grave alterazioni

Le conseguenze di un attacco asmatico
Gli episodi asmatici sono caratterizzati dal restringimento delle vie aeree di grosso e di piccolo calibro e questo può essere dovuto da:

  • un broncospasmo (spasmo della muscolatura che circonda le vie aeree)
  • edema e infiammazione della mucosa bronchiale
  • ipersecrezione bronchiale produzione di muco viscoso.

    Durante un attacco asmatico le vie respiratorie (Vedi figura 1) – laringe, trachea, bronchi e bronchioli – si restringono a causa dell’edema e dell’infiammazione ed il canale bronchiale si riduce fino a diventare di un diametro sottilissimo, al punto che l’aria incontra serie difficoltà a passare sia in inspirazione che in espirazione. L’interno dei bronchioli è delimitato da una lamina nel cui interno sono allocate delle ghiandole che producono il muco (secrezioni bronchiali), sostanza viscosa con effetto protettivo verso agenti patogeni. All’esterno i bronchioli sono rivestiti di bande muscolari che li circondano, normalmente questi muscoli sono rilasciati e quindi le vie aeree sono libere (Vedi figura 2). Nell’attacco d’asma queste si contraggono stringendo il bronco o il bronchiolo fino quasi a strozzarlo (Vedi figura 3). Questo effetto potrebbe essere indicato come una anomalia della contrattilità della muscolatura liscia bronchiale.
    L’infiammazione e il conseguente edema delle vie aeree è l’elemento che insieme alla alterata produzione di muco e alla muscolatura determina l’inizio dei sintomi dell’asma. Per una corretta e normale respirazione l’aria deve poter passare liberamente nei due versi all’interno dei bronchi e dei bronchioli – inspirazione ed espirazione – quando questa passa con difficoltà per via del calibro dei bronchioli ridotto, il respiro diventa più pesante e ansimato.

     

    Dott. Giuseppe Baviera
    Medico chirurgo,Pediatra di famiglia, specialista in Allergologia

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