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In crescita tra i bambini

febbraio 21, 2005 12:00 pm

Anche gli ultimi studi confermano che la patologia è in forte aumento in tutti i Paesi industrializzati L’asma è la malattia cronica più frequente nell’età pediatrica; colpisce infatti più del 10% dei bambini che vivono nei paesi industrializzati e la sua prevalenza è in costante aumento. Si manifesta con difficoltà respiratoria, respiro sibilante (“fischio”), aumento…

Anche gli ultimi studi confermano che la patologia è in forte aumento in tutti i Paesi industrializzati

L’asma è la malattia cronica più frequente nell’età pediatrica; colpisce infatti più del 10% dei bambini che vivono nei paesi industrializzati e la sua prevalenza è in costante aumento. Si manifesta con difficoltà respiratoria, respiro sibilante (“fischio”), aumento della frequenza respiratoria (“respiro corto”) e tosse, quasi sempre secca e spesso notturna. Nel bambino più grande questi sintomi si manifestano dopo l’attività sportiva (corsa, ecc..) ed il gioco; nel bambino più piccolo la sintomatologia è invece più spesso preceduta da una infezione virale delle alte vie respiratorie (comune raffreddore). L’allergia agli allergeni dell’ambiente domestico quali acari e forfore animali è tipica del bambino di età superiore ai 3-4 anni. Il contatto ripetuto con queste sostanze allergizzanti induce un’infiammazione dei bronchi che diventano iperreattivi (iperreattività bronchiale) e conseguentemente reagiscono ostruendosi in modo esagerato (broncospasmo) in risposta a stimoli specifici quali l’esposizione al freddo, alla nebbia, allo sforzo fisico, al fumo di sigaretta e agli inquinanti ambientali. Spesso questi bambini hanno genitori o fratelli con altre malattie allergiche, hanno presentato o presentano cute secca e prurito (eczema o dermatite atopica) e lamentano ostruzione nasale. In questi soggetti la malattia tende a persistere per periodi lunghi e a volte per tutta la vita. Nella maggior parte dei bambini di età inferiore ai 3 anni la presenza di tosse e respiro sibilante (broncospasmo) non è invece legata ad infiammazione ed iperreattività bronchiale quanto piuttosto al fatto che molto probabilmente questi bambini sono nati con vie aeree relativamente più piccole e sono quindi più suscettibili all’ostruzione bronchiale quando si manifestano infezioni dell’apparato respiratorio. In questi ultimi è più corretto parlare di “bronchite asmatiforme” piuttosto che di asma; la sintomatologia di solito scompare tra il 3° ed il 6° anno di vita, ma può ricomparire sotto forma di bronchite cronica soprattutto in quei soggetti che diventano fumatori.

Come sospettare la malattia
L’asma deve essere sospettata in presenza di episodi ricorrenti di respiro sibilante (“fischio”) e tosse. Risposte positive ad alcune delle seguenti domande sono comunque fortemente indicative di asma.

  • Ha mai avuto un attacco o più di respiro sibilante, sente un fischio durante l’inspiro?
  • E’ presente tosse notturna?
  • Ha colpi di tosse o respiro sibilante dopo una corsa, durante il gioco o dopo esposizione al freddo?
  • Ha tosse, respiro sibilante o senso di costrizione toracica dopo l’esposizione ad allergeni o inquinanti atmosferici?
  • Il raffreddore “passa al petto” o impiega più di 10 giorni a guarire?

    Che cosa fare
    In tutti i pazienti è opportuno evitare il contatto con gli allergeni dell’ambiente domestico: acari in particolare, al fine di prevenire la comparsa di allergia se questa non si è già manifestata (prevenzione primaria). Nei bambini già allergici tutti i provvedimenti atti a ridurre il contatto con gli allergeni attenuano la gravità della malattia e riducono il rischio di ricovero in ospedale. Per quanto riguarda invece l’impiego dei farmaci è opportuno distinguere tra quelli che devono essere utilizzati al bisogno, in occasione di “crisi asmatiche” (farmaci sintomatici) e quelli che devono essere utilizzati regolarmente, per mettere sotto controllo la malattia (farmaci di fondo). L’impiego di farmaci è ovviamente condizionato sia dalla gravità degli episodi acuti che dalla frequenza degli stessi e quindi dall’andamento a lungo termine della malattia. Per quanto riguarda la classificazione della gravità dell’episodio acuto, il medico si basa su diversi parametri clinici e strumentali, i genitori comunque possono regolarsi in rapporto al numero di parole che il bambino riesce a pronunciare nell’intervallo tra 2 atti respiratori. Se tra un respiro ed il successivo il bambino riesce a pronunciare 5-6 parole la crisi d’asma è lieve, se il bambino dice 3-5 parole la crisi è di media gravità e se ne pronuncia una o due o addirittura non riesce a parlare ci si trova di fronte ad una crisi grave. Le crisi d’asma vengono curate con broncodilatatori (b 2 stimolanti) somministrati con spray predosati e camere da espansione o con i comuni apparecchi per l’aerosol (vedi articolo terapia inalatoria). Nelle forme più gravi è indispensabile aggiungere ai b 2 stimolanti il cortisone. E’ ovviamente indispensabile iniziare la terapia il più precocemente possibile e contattare altrettanto rapidamente il proprio pediatra. Per quanto riguarda l’andamento a lungo termine della malattia, la maggior parte dei bambini presenta attacchi d’asma poco frequenti, intervallati da periodi di assoluto benessere di almeno 6 settimane, con funzionalità respiratoria normale tra le crisi, che sono di solito precedute da infezioni virali delle prime vie aeree. Questa forma viene definita asma episodica infrequente ed interessa il 75% dei bambini con asma. Il 20% dei pazienti, presentano asma episodica frequente: con crisi ogni 4-6 settimane, per lo più conseguenti ad infezioni virali, ad esposizione allergenica o a sforzo fisico e con funzionalità respiratoria lievemente alterata o normale nell’intervallo tra una crisi e l’altra. Quando il bambino presenta episodi broncoostruttivi più frequenti di uno alla settimana: siamo di fronte ad asma persistente. Questa forma d’asma interessa il 5% dei soggetti asmatici in età pediatrica ed è caratterizzata dall’insorgenza di broncoostruzione anche dopo sforzi non particolarmente intensi e da sintomatologia notturna. In questi casi è necessario ricorrere ai b 2 stimolanti più di 3 volte alla settimana. La distinzione in asma episodico infrequente, episodico frequente ed asma persistente è possibile solo se si valutano le manifestazioni cliniche in assenza di terapia. Dopo adeguato trattamento la maggior parte dei segni e sintomi utilizzati per la classificazione della malattia a lungo termine scompare e la gravità della stessa si potrà capire dal numero e tipo di farmaci necessari per mantenere un buon controllo di sintomatologia e funzionalità respiratoria. La distinzione tra le tre forme sopra indicate inoltre non è rigida e la storia naturale della malattia evidenzia nel singolo paziente la possibilità di fluttuazioni nelle diverse categorie in particolare tra asma episodica infrequente e frequente. La classe di farmaci più importante nella gestione a lungo termine della malattia è rappresentato dagli steroidi per via inalatoria i più efficaci nel controllare l’infiammazione bronchiale e l’iperreattività bronchiale che sono i due fenomeni caratteristici e fondamentali per la comparsa e persistenza della malattia. Una terapia corretta consente un buon controllo della malattia nella grandissima maggioranza dei bambini asmatici che adeguatamente trattati possono condurre una vita assolutamente normale.

     

    Attilio Boner

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